Feb 16, 2025 Scritto da 

Fede e Preghiera

Gesù guarisce un ragazzo epilettico corroborando la sinergia di Fede e Preghiera.

Il Povero d’Assisi sapeva per esperienza diretta che i demoni temono la preghiera fatta con fede e umiltà.

Sanno, infatti, ch’essa oltrepassa le nubi ed è gradita a Dio, accrescendo il fiducioso abbandono in Lui.

Le Fonti francescane sono un pozzo di esperienza e ricchezza spirituale in merito.

In esse leggiamo: "Là erano continuamente intenti a pregare Iddio applicandosi all’esercizio dell’orazione e della devozione più con la mente che con la voce, per la ragione che non avevano ancora i libri liturgici […]

Ma, al posto di quei libri, leggevano ininterrottamente, sfogliandolo e risfogliandolo il libro della croce di Cristo, giorno e notte, istruiti dall’esempio e dalla parola del Padre, che continuamente faceva loro il discorso della croce di Cristo" (FF 1067).

È chiaro che su questa base granitica s’incuneava una grande fede, che rendeva possibile guarigioni d’ogni genere, liberazioni demoniache, perché fecondate da tanta Grazia.

Il Signore agiva attraverso Francesco e i suoi frati operando cose prodigiose:

"Nel borgo di Sangemini il servo di Dio ricevette ospitalità da un uomo devoto, la cui moglie era tormentata dal demonio. Dopo aver pregato, comandò, per virtù d’obbedienza, al demonio di uscire dalla donna e, con l’aiuto della potenza divina, lo costrinse ad una fuga immediata: dimostrazione chiara che l’ostinazione dei demoni non può resistere alla virtù della santa obbedienza […]" (FF 1219).

 

"E disse loro: «Questa specie di demoni non può uscire con nulla se non con preghiera»” (Mc 9,29).

 

Poiché Francesco sapeva che tutto é possibile per chi crede, egli incessantemente ripeteva ai suoi fratelli e nei suoi scritti:

«Tutti i piccoli e i grandi […] e tutti gli uomini d’ogni parte della terra, che sono e saranno, noi tutti frati minori, servi inutili, umilmente preghiamo e supplichiamo perché perseveriamo nella vera fede e nella penitenza, poiché nessuno può salvarsi in altro modo» (FF 68).

«Tutti amiamo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutta la capacità e la fortezza, con tutta l’intelligenza, con tutte le forze […] il Signore Iddio […] che ci ha creati, redenti e ci salverà per sua sola misericordia» (FF 69).

Il Poverello, spesso, pregava così davanti al Crocifisso:

«Altissimo glorioso Dio,

illumina le tenebre de lo core mio.

Et dame fede dricta,

speranza certa e carità perfecta

senno e cognoscemento,

Signore,

che faccia lo tuo santo e verace comandamento.

Amen».

(FF 276).

 

Lunedì 7a sett. T.O.  (Mc 9,14-29)

89 Ultima modifica il Lunedì, 17 Febbraio 2025 06:56
Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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St Louis IX, King of France put into practice what is written in the Book of Sirach: "The greater you are, the more you must humble yourself; so you will find favour in the sight of the Lord" (3: 18). This is what the King wrote in his "Spiritual Testament to his son": "If the Lord grant you some prosperity, not only must you humbly thank him but take care not to become worse by boasting or in any other way, make sure, that is, that you do not come into conflict with God or offend him with his own gifts" (cf. Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546) [Pope Benedict]
San Luigi IX, re di Francia […] ha messo in pratica ciò che è scritto nel Libro del Siracide: "Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore" (3,18). Così egli scriveva nel suo "Testamento spirituale al figlio": "Se il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventare peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi" (Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546) [Papa Benedetto]
The temptation is to be “closed off”. The disciples would like to hinder a good deed simply because it is performed by someone who does not belong to their group. They think they have the “exclusive right over Jesus”, and that they are the only ones authorised to work for the Kingdom of God. But this way, they end up feeling that they are privileged and consider others as outsiders, to the extent of becoming hostile towards them (Pope Francis)
La tentazione è quella della chiusura. I discepoli vorrebbero impedire un’opera di bene solo perché chi l’ha compiuta non apparteneva al loro gruppo. Pensano di avere “l’esclusiva su Gesù” e di essere gli unici autorizzati a lavorare per il Regno di Dio. Ma così finiscono per sentirsi prediletti e considerano gli altri come estranei, fino a diventare ostili nei loro confronti (Papa Francesco)
“If any one would be first, he must be last of all and servant of all” (Mk 9:35) […] To preside at the Lord’s Supper is, therefore, an urgent invitation to offer oneself in gift, so that the attitude of the Suffering Servant and Lord may continue and grow in the Church (Papa Giovanni Paolo II)
"Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti" (Mc 9, 35) […] Presiedere la Cena del Signore è, pertanto, invito pressante ad offrirsi in dono, perché permanga e cresca nella Chiesa l'atteggiamento del Servo sofferente e Signore (Papa Giovanni Paolo II)
Miracles still exist today. But to allow the Lord to carry them out there is a need for courageous prayer, capable of overcoming that "something of unbelief" that dwells in the heart of every man, even if he is a man of faith. Prayer must "put flesh on the fire", that is, involve our person and commit our whole life, to overcome unbelief (Pope Francis)
I miracoli esistono ancora oggi. Ma per consentire al Signore di compierli c'è bisogno di una preghiera coraggiosa, capace di superare quel "qualcosa di incredulità" che alberga nel cuore di ogni uomo, anche se uomo di fede. La preghiera deve "mettere carne al fuoco", cioè coinvolgere la nostra persona e impegnare tutta la nostra vita, per superare l'incredulità (Papa Francesco)
The works of mercy are “handcrafted”, in the sense that none of them is alike. Our hands can craft them in a thousand different ways, and even though the one God inspires them, and they are all fashioned from the same “material”, mercy itself, each one takes on a different form (Misericordia et misera, n.20)
Le opere di misericordia sono “artigianali”: nessuna di esse è uguale all’altra (Misericordia et misera, n.20)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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