Gen 6, 2026 Scritto da 

Battesimo del Signore (anno A)

(Mt 3,13-17)

Matteo 3:13 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

Matteo 3:14 Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».

Matteo 3:15 Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì.

Matteo 3:16 Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

Matteo 3:17 Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

 

Dopo che Giovanni con la sua parola aveva preparato il popolo risvegliando in tutti l'aspettazione del Messia, Gesù raggiunge il luogo dove Giovanni sta battezzando, presso il Giordano. Va da Giovanni per farsi battezzare da lui. Anche noi ci troviamo sul Giordano, perché letteralmente il testo non dice che Gesù “andò”, ma Gesù “viene” (gr. paraginetai) al Giordano. Suppone che noi siamo lì. Abbiamo ascoltato la predicazione di Giovanni, siamo andati al Giordano. A fare cosa? A riconoscerci come uomini peccatori.

E cosa viene a fare Gesù? Viene per essere battezzato. Viene per essere immerso, per andare a fondo, nella realtà umana. Questa è la chiave di lettura di tutto il Vangelo, dove ogni brano mostra come Dio entra nella nostra vita.

Il Giordano è il fiume attraverso il quale gli israeliti entrarono nella terra promessa. Perciò era giusto che Cristo fosse battezzato nel Giordano, piuttosto che nel Mare di Galilea o in qualche altra parte.

Sappiamo che il battesimo di Giovanni è un battesimo di acqua per la conversione. L’acqua che bagnava il corpo era segno di purificazione in seguito al pentimento, alla confessione dei peccati. Gesù è senza peccato. Non ha bisogno di conversione. Non ha alcuna colpa di cui doversi pentire, né un qualche peccato da confessare. A che gli serve il battesimo? A niente. Questo è il pensiero di Giovanni e per questo si opponeva, e gli impediva di battezzarsi. Difatti non è giusto secondo i nostri criteri di giustizia. Ma Gesù dirà che è proprio così che si compie la giustizia di Dio. Gesù non battezza nessuno, lui non ci battezza, ma noi siamo battezzati in lui, cioè lui non è venuto per metterci sott’acqua, è venuto per venire sott’acqua con noi, e noi siamo battezzati in lui nella sua morte, cioè nel suo amore per noi. Ma se lui non si fa battezzare, cioè non dà la sua vita per noi, noi non possiamo essere battezzati.

Giovanni non sa il motivo per cui Gesù chiede il battesimo, e Gesù non spiega le ragioni della sua  richiesta. Rimanda Giovanni alla giustizia da compiere. Ogni giustizia si sarebbe adempiuta nella sottomissione di Gesù al rito del battesimo. Gesù quasi gli chiede il permesso di essere battezzato: “lascia fare”, cioè permetti, concedi “per ora, poiché conviene”. È bene che io mi faccia battezzare, conviene, è necessario, perché così si compie “ogni giustizia”, la volontà di Dio. “Per ora” è giusto che Gesù accetti la posizione più umile. È proprio in questa solidarietà del Figlio con gli uomini che si compie la volontà di Dio per tutto il mondo. È così che si compie il disegno di Dio. Quindi il battesimo di Gesù, la sua morte, è il compimento di ogni giustizia di Dio, infatti la croce è il suo giudizio. Il suo giudizio è di dare la vita per tutti gli uomini e la dà nel Figlio.

Per noi è difficile capire che si compie ogni giustizia nel fatto che Gesù è solidale con noi. Tutta la Scrittura si realizza nel fatto che il Figlio è stato annoverato tra i malfattori. Aveva ragione Giovanni a scandalizzarsi! Noi non ci scandalizziamo perché probabilmente non riusciamo a capire come il Giusto possa essere considerato un malfattore e un peccatore. Lasciandosi battezzare da Giovanni, è come se Gesù si spogliasse della sua volontà. C’è una volontà del Padre che Lui deve compiere. Nel battesimo Gesù consegna la sua volontà al Padre, si spoglia della sua volontà, e accetta ufficialmente la missione di essere il Messia di Dio, e accetta anche di compiere la missione sempre e solo nella piena osservanza della volontà del Padre.

Gesù immerso nell’acqua è figura di Gesù morto in croce; il suo abbassarsi, ma che è seguito dal suo salire in alto. Ed ecco che Gesù “uscì dall’acqua”. Molto interessante l’avverbio usato da Matteo, euthys (appena, subito), che dice l'immediatezza di quanto segue. Ciò significa che l'evangelista ha voluto comunicarci che tra il discendere di Gesù nell'acqua e il suo risalire non è passato molto tempo, ma è stata una cosa pressoché immediata o quanto meno rapida (Gesù sembra schizzare fuori). Gesù non rimane nell’acqua simbolo della propria morte, ma ne esce fuori dove lo attende la risposta del Padre dal cielo. “Si aprirono i cieli”. Il cielo è simbolo di Dio. La terra si congiunge con il cielo in questa scena, e infatti scende lo Spirito di Dio. I cieli che si aprono: ci dice l'irrompere di Dio nella storia dell'umanità. Dio comunica con l’umanità.

Gesù è Colui attraverso il quale il Padre visita e incontra gli uomini. Gesù, dunque, è il luogo storico d'incontro tra Dio e gli uomini. Sull’uomo Gesù battezzato c’è dunque la salvezza dell’umanità. Nel Vangelo di Matteo la missione di Gesù si apre e si chiude con il tema del battesimo. Se il primo gesto di Gesù è di sottoporsi al battesimo, le sue ultime parole saranno di invito ai suoi discepoli: “andate e battezzate tutti i popoli”. Il battesimo apre e chiude l’attività di Gesù. L’invio degli apostoli a battezzare è un invito a far conoscere Dio a tutta l’umanità, quel Dio che essi hanno sperimentato e conosciuto, e che ci hanno fatto conoscere.

 

 

 Argentino Quintavalle, autore dei libri 

- Apocalisse commento esegetico 

- L'Apostolo Paolo e i giudaizzanti – Legge o Vangelo?

  • Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo nel mistero trinitario
  • Il discorso profetico di Gesù (Matteo 24-25)
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  •  Cattolici e Protestanti a confronto – In difesa della fede
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Argentino Quintavalle

Argentino Quintavalle è studioso biblico ed esperto in Protestantesimo e Giudaismo. Autore del libro “Apocalisse - commento esegetico” (disponibile su Amazon) e specializzato in catechesi per protestanti che desiderano tornare nella Chiesa Cattolica.

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The Fathers made a very significant commentary on this singular task. This is what they say: for a fish, created for water, it is fatal to be taken out of the sea, to be removed from its vital element to serve as human food. But in the mission of a fisher of men, the reverse is true. We are living in alienation, in the salt waters of suffering and death; in a sea of darkness without light. The net of the Gospel pulls us out of the waters of death and brings us into the splendour of God’s light, into true life (Pope Benedict)
I Padri […] dicono così: per il pesce, creato per l’acqua, è mortale essere tirato fuori dal mare. Esso viene sottratto al suo elemento vitale per servire di nutrimento all’uomo. Ma nella missione del pescatore di uomini avviene il contrario. Noi uomini viviamo alienati, nelle acque salate della sofferenza e della morte; in un mare di oscurità senza luce. La rete del Vangelo ci tira fuori dalle acque della morte e ci porta nello splendore della luce di Dio, nella vera vita (Papa Benedetto)
There is the path of those who, like those two on the outbound journey, allow themselves to be paralysed by life’s disappointments and proceed sadly; and there is the path of those who do not put themselves and their problems first, but rather Jesus who visits us, and the brothers who await his visit (Pope Francis)
C’è la via di chi, come quei due all’andata, si lascia paralizzare dalle delusioni della vita e va avanti triste; e c’è la via di chi non mette al primo posto se stesso e i suoi problemi, ma Gesù che ci visita, e i fratelli che attendono la sua visita (Papa Francesco)
So that Christians may properly carry out this mandate entrusted to them, it is indispensable that they have a personal encounter with Christ, crucified and risen, and let the power of his love transform them. When this happens, sadness changes to joy and fear gives way to missionary enthusiasm (John Paul II)
Perché i cristiani possano compiere appieno questo mandato loro affidato, è indispensabile che incontrino personalmente il Crocifisso risorto, e si lascino trasformare dalla potenza del suo amore. Quando questo avviene, la tristezza si muta in gioia, il timore cede il passo all’ardore missionario (Giovanni Paolo II)
This is the message that Christians are called to spread to the very ends of the earth. The Christian faith, as we know, is not born from the acceptance of a doctrine but from an encounter with a Person (Pope Benedict)
È questo il messaggio che i cristiani sono chiamati a diffondere sino agli estremi confini del mondo. La fede cristiana come sappiamo nasce non dall'accoglienza di una dottrina, ma dall'incontro con una Persona (Papa Benedetto)
From ancient times the liturgy of Easter day has begun with the words: Resurrexi et adhuc tecum sum – I arose, and am still with you; you have set your hand upon me. The liturgy sees these as the first words spoken by the Son to the Father after his resurrection, after his return from the night of death into the world of the living. The hand of the Father upheld him even on that night, and thus he could rise again (Pope Benedict)
Dai tempi più antichi la liturgia del giorno di Pasqua comincia con le parole: Resurrexi et adhuc tecum sum – sono risorto e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano. La liturgia vi vede la prima parola del Figlio rivolta al Padre dopo la risurrezione, dopo il ritorno dalla notte della morte nel mondo dei viventi. La mano del Padre lo ha sorretto anche in questa notte, e così Egli ha potuto rialzarsi, risorgere (Papa Benedetto)
The Church keeps watch. And the world keeps watch. The hour of Christ's victory over death is the greatest hour in history (John Paul II)

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don Giuseppe Nespeca

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