Feb 16, 2025 Scritto da 

Fede, Preghiera d’attenzione, Guarigioni: senza esclusione di colpi

(Mc 9,14-29)

 

La messianicità di Cristo e la stessa Salvezza appartengono alla sfera della Fede e della Preghiera.

Sono gli ambiti dell'ascolto intimo, della percezione acuta, della fiduciosa accoglienza sponsale, e della spinta liberatrice.

Su questo punto Gesù sbotta contro la mediocrità dei suoi (vv.18-19) ed è costretto a riprendere da zero (vv.28-29).

Tanto che «entrato Egli in casa» ossia nella sua Chiesa (v.28) deve ricominciare a fare catechismo base.

 

Il brano è strutturato sulla falsariga delle prime liturgie catecumenali.

Il Signore vuole che le persone schiavizzate dall’ideologia di potere e dalla falsa devozione vengano portate a Lui (v.19) ed esige la Fede di coloro che le guidano (vv.23-24).

Il principiante passa attraverso una revisione di vita che «contorce» e «conduce a terra».

Questo perché si può rimanere plagiati da guide poco sagge.

Poi è un vero strazio scoprire di essersi fin dall’infanzia (v.21) regolati su un modello di vita mortificante - fatto di facili classificazioni, che però non realizzano, bensì disumanizzano.

Per essere liberato e risorgere a nuova vita (v.27) il candidato passa come attraverso una morte - sorta d’immersione battesimale, che affoga la sua antica formazione [di fatto] paganeggiante.

 

Al tempo di Mc molti parlavano di espulsione dei demoni.

Nella tipologia del nuovo Battesimo la comunità di Roma voleva esprimere l’obbiettivo della Lieta Notizia dei Vangeli: aiutare le persone a levarsi su - liberandosi dalle paure del potere del male.

Nel brano, la sordità e il mutismo del fanciullo stanno a indicare la mancanza della «Parola» che si fa «evento» - sia in mezzo al popolo disorientato che tra i discepoli, malati di protagonismo e unilateralità.

Lo stesso comportamento del giovane (vv.18.20.26) ricalca le modalità esistenziali di persone soggiogate da forze invincibili, perché autodistruttive - quindi in preda a lacerazioni ossessive, senza posa.

È una situazione appunto straziante: quella di chi scopre di essere stato ingannato da una religiosità fatta di convincimenti troppo comuni.

 

L’avvento del Regno di Dio significava la venuta d’un ‘potere riposto’ più forte dello stesso esercito romano, le cui legioni venivano usate per mantenere situazioni d’oppressione civile, persino di timore religioso.

Anche oggi, tra le spinte che inducono malattie profonde [come un qualcosa che si è impadronito di noi] e la presenza del Messia, si scatena una lotta senza esclusione di colpi.

I due poli opposti non si sopportano; fanno scintille. Ma la soluzione non è meravigliare le folle, né viceversa tentare di rifare cose normali.

Talora sembra che non siamo in condizione di avviare processi di guarigione autentica (v.18).

Ma il male non cede per miracolo e con clamore, né per forza o insistenza dell’uomo, bensì per sintonia e Dono (v.29). A partire da potenze interne.

 

Ecco lo spazio dell’orazione-ascolto:

Per le soluzioni che risolvono i veri problemi, abbiamo bisogno costante non di regole conformiste, bensì di una ‘nuova Lettura’.

La nostra vita non si gioca sull’iniziativa di ciò che siamo già in grado di allestire e praticare - o interpretare, disegnare e prevedere (vv.14-19) - ma sull’Attenzione (v.29).

La Preghiera fa uscire dai confini e pone in contatto con altre energie e sorprese di cui non ci si è accorti: virtù innate e della Grazia, le quali permettono di vedere ogni situazione con altri occhi, liberati.

 

 

[Lunedì 7.a sett. T.O.  24 febbraio 2025]

430 Ultima modifica il Lunedì, 24 Febbraio 2025 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

St Louis IX, King of France put into practice what is written in the Book of Sirach: "The greater you are, the more you must humble yourself; so you will find favour in the sight of the Lord" (3: 18). This is what the King wrote in his "Spiritual Testament to his son": "If the Lord grant you some prosperity, not only must you humbly thank him but take care not to become worse by boasting or in any other way, make sure, that is, that you do not come into conflict with God or offend him with his own gifts" (cf. Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546) [Pope Benedict]
San Luigi IX, re di Francia […] ha messo in pratica ciò che è scritto nel Libro del Siracide: "Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore" (3,18). Così egli scriveva nel suo "Testamento spirituale al figlio": "Se il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventare peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi" (Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546) [Papa Benedetto]
The temptation is to be “closed off”. The disciples would like to hinder a good deed simply because it is performed by someone who does not belong to their group. They think they have the “exclusive right over Jesus”, and that they are the only ones authorised to work for the Kingdom of God. But this way, they end up feeling that they are privileged and consider others as outsiders, to the extent of becoming hostile towards them (Pope Francis)
La tentazione è quella della chiusura. I discepoli vorrebbero impedire un’opera di bene solo perché chi l’ha compiuta non apparteneva al loro gruppo. Pensano di avere “l’esclusiva su Gesù” e di essere gli unici autorizzati a lavorare per il Regno di Dio. Ma così finiscono per sentirsi prediletti e considerano gli altri come estranei, fino a diventare ostili nei loro confronti (Papa Francesco)
“If any one would be first, he must be last of all and servant of all” (Mk 9:35) […] To preside at the Lord’s Supper is, therefore, an urgent invitation to offer oneself in gift, so that the attitude of the Suffering Servant and Lord may continue and grow in the Church (Papa Giovanni Paolo II)
"Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti" (Mc 9, 35) […] Presiedere la Cena del Signore è, pertanto, invito pressante ad offrirsi in dono, perché permanga e cresca nella Chiesa l'atteggiamento del Servo sofferente e Signore (Papa Giovanni Paolo II)
Miracles still exist today. But to allow the Lord to carry them out there is a need for courageous prayer, capable of overcoming that "something of unbelief" that dwells in the heart of every man, even if he is a man of faith. Prayer must "put flesh on the fire", that is, involve our person and commit our whole life, to overcome unbelief (Pope Francis)
I miracoli esistono ancora oggi. Ma per consentire al Signore di compierli c'è bisogno di una preghiera coraggiosa, capace di superare quel "qualcosa di incredulità" che alberga nel cuore di ogni uomo, anche se uomo di fede. La preghiera deve "mettere carne al fuoco", cioè coinvolgere la nostra persona e impegnare tutta la nostra vita, per superare l'incredulità (Papa Francesco)
The works of mercy are “handcrafted”, in the sense that none of them is alike. Our hands can craft them in a thousand different ways, and even though the one God inspires them, and they are all fashioned from the same “material”, mercy itself, each one takes on a different form (Misericordia et misera, n.20)
Le opere di misericordia sono “artigianali”: nessuna di esse è uguale all’altra (Misericordia et misera, n.20)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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