Feb 15, 2025 Scritto da 

Situazioni e Sbilanciamento

Passare avanti e Perdono avanti

(Lc 6,27-38)

 

L’avventura della Fede estrema è per una Bellezza che ferisce e una Felicità anormale, prominente. Ma solo chi sa attendere trova la sua Via.

Non opporsi al malvagio consente di sperimentare le Beatitudini (Lc 6,20-26) - antidoto ai rapporti unilaterali; però tollerare diventa impossibile, se non lasciamo si sviluppi una Energia innata.

Il testo greco di Lc non parla di ‘meriti’ [cf. traduzione CEI 1974] e neppure di ‘gratitudine’ [traduzione CEI 2008] bensì di «Gratuità» (vv.31.33-34)!

Certo, non è semplice capire il senso del Dono, del Gratis.

Eppure qui la fioritura sarà senza forzature, perché nel contraccambio infinitamente ripetuto non c’è saggezza che legge dentro; nel rovesciamento, sì.

La nuova esperienza di Dio è quella d’un Amore creativo genuino, che senza posa butta all’aria, introduce nuove potenze, e incredibilmente capovolge tutto.

Non sarà lo sforzo che ci farà stare dove la Vocazione perfetta vuole che dimoriamo, bensì una lenta corrispondenza - anche nelle altalene.

 

Fuori e dentro di noi esiste un altro territorio, dove l’affinità dell’Attesa incontra il Disegno di Dio.

La spirale del restituire l’offesa può occupare tutto il nostro spazio. Così smorza la capacità di corrispondere al tintinnio nuovo della Chiamata.

Ci toglie percezione, tutto l’ascolto della Novità di Dio che è agli albori.

Generando confusioni tutte nostre, impallidisce la Storia di Salvezza che sta viceversa creando un inedito: la si taglia in radice.

Per cogliere il ritmo stesso di Dio (che sapientemente crea) le anime devono prendere il passo delle cose, le quali maturano in termini lineari sino a che rovesciano o moltiplicano - in modo esclusivo e inedito.

 

Gli accadimenti stessi rigenerano in modo spontaneo, fuori e persino dentro di noi; inutile forzare. La crescita e destinazione permane anche grazie alla molla di beffe e costrizioni esterne.

Allora, la fermezza nell’accettazione diventa scaturigine di un nuovo figlio - d’una Genesi impensata che sta appena intrecciando le sue prime radici con quel terreno paludoso.

 

La sospensione vissuta nel Mistero apre il nostro destino di stoltezze già decretate alla fiducia in un nuovo Atto d’Essere, irripetibile.

Spalanca il Senso che non t’aspetti, in un clima d’inventiva che sorvola l’istinto azione-reazione. Ciò affinché la catena delle normalità non prenda il sopravvento sul prodigio.

La non-violenza non è dunque una norma di sola squisitezza d’animo, bensì una Freccia superiore, che indica una direzione di Ricerca non meccanica, la quale avanza di scoperta in scoperta.

Lasciare che tutti passino avanti, crea il giusto distacco perché quando saremo pronti giunga il tempo in cui ci accorgeremo che la nostra mortificazione era un crocevia: ha aperto il destino a una speranza meno corta, dilatando la vita.

Se gli altri non sono come abbiamo sognato, è una fortuna: le porte sbattute in faccia e il loro pungolo ci mettono in contatto con le nostre virtù profonde, e con le risorse cui non abbiamo ancora dato spazio.

Tradimenti, soprusi, dispetti, vendette, oltraggi, mortificazioni… che vorrebbero renderci inquieti e avvilirci… stanno preparando il nostro sviluppo, e ben altre gioie.

 

L’alternativa “vittoria-o-sconfitta” è falsa: bisogna uscirne.

 

 

Perdono avanti: non segnare confini

 

Incontro esemplare e Vita al culmine sconosciuto

(Lc 6,36-38)

 

È possibile mettere il Vangelo sotto «Misura» esemplare - ad es. di Legge (retributiva) o di Primo Testamento e Tradizione?

No, non si costruirebbe Famiglia. E il culmine di questo genere di esperienza sarebbe appannaggio etnico o élitario.

Configurazione e proposta che partorirebbe ovunque un mondo grigio, pedissequo, fragile; incapace di dialogo e scoperte sconosciute.

 

Dopo essersi sentiti separati da una qualità di vita umanizzante e divina, solo la consapevolezza di riconciliazione può trasformare ambienti e persone.

Tale il Gesù vivo e attuato in comunità.

Egli immette i suoi intimi in un’esperienza nuova di comprensione fluida, senza orgoglio.

Senza appunto assumere atteggiamenti leziosi o ricalcati a fotocopia.

È allora che l'umiltà c’inonda senza sforzo, portando in vetta la Carità - nell'assetto celeste del Gratis che sposta lo sguardo.

 

Sopprimendo sopprimendo, gli artifici inesorabilmente chiudono la gioia di vivere.

La imbrigliano nei modi, nell’accentuazione senza fine degli sforzi - contro se stessi, e avversando il mondo altrui.

Convenzioni, doveri standard e reazioni, mai contengono le energie benevolenti, incisive, della crescita.

Nella vita dei Santi lo vediamo: ascoltarsi a fondo, lasciare che sia... e il perdono, centuplicano l’amore.

Esso diviene sorgente di gesti incredibili in favore del prossimo; nell’accorgersi accentuato, nella cura, nell'ospitalità gratuita, nel dono totale e a fondo perduto.

 

C’è sempre stato bisogno dell’apporto di energie e situazioni - anche intime - nuove, delle loro sorprese.

Non scartare le ingenuità altrui significa aver imparato ad accogliere le nostre stesse fragilità e opposizioni.

Il mondo inizia a cambiare quando ci si accetta, nell’esperienza della stima del Dio-con-noi.

Così impariamo a percepire Bellezza, invece che aridità e distacco: ciò che fa diventare la vita più intensa e insieme scorrevole.

 

Anche la conoscenza di Dio non è un bene di confisca o una scienza acquisita, già interiormente ed esteriormente pignorata.

Muove da un’azione e un’altra, incessantemente; si realizza in un Incontro sempre vivo, che non blocca né ci dissolve.

È inizio del mondo futuro; principio di un’avventura imprevedibile.

È Novità di Dio che crea un ambiente di Grazia - con possibilità enormi, che sprizzano da energie difformi.

Essa irrompe per sgretolare primati ed equilibri stagnanti.

Lo fa mediante un’impossibile apertura di credito - con una signoria di qualità e prospettive - le quali rigenerano e riattivano persone, famiglie, fraternità; il mondo intero.

Principio della Cattolicità, intesa come campo largo.

Perle della nuova Pastorale: che aiutano a non segnare confini.

 

Pasta lievitata. Non autoreferenziale.

 

 

 

[7.a Domenica T.O (anno C), 23 febbraio 2025]

356 Ultima modifica il Domenica, 23 Febbraio 2025 20:14
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Knowing God, knowing Christ, always means loving him, becoming, in a sense, one with him by virtue of that knowledge and love. Our life becomes authentic and true life, and thus eternal life, when we know the One who is the source of all being and all life (Pope Benedict)
Conoscere Dio, conoscere Cristo significa sempre anche amarLo, diventare in qualche modo una cosa sola con Lui in virtù del conoscere e dell’amare. La nostra vita diventa quindi una vita autentica, vera e così anche eterna, se conosciamo Colui che è la fonte di ogni essere e di ogni vita (Papa Benedetto)
Christians are a priestly people for the world. Christians should make the living God visible to the world, they should bear witness to him and lead people towards him. When we speak of this task in which we share by virtue of our baptism, it is no reason to boast (Pope Benedict)
I cristiani sono popolo sacerdotale per il mondo. I cristiani dovrebbero rendere visibile al mondo il Dio vivente, testimoniarLo e condurre a Lui. Quando parliamo di questo nostro comune incarico, in quanto siamo battezzati, ciò non è una ragione per farne un vanto (Papa Benedetto)
Because of this unique understanding, Jesus can present himself as the One who reveals the Father with a knowledge that is the fruit of an intimate and mysterious reciprocity (John Paul II)
In forza di questa singolare intesa, Gesù può presentarsi come il rivelatore del Padre, con una conoscenza che è frutto di un'intima e misteriosa reciprocità (Giovanni Paolo II)
Yes, all the "miracles, wonders and signs" of Christ are in function of the revelation of him as Messiah, of him as the Son of God: of him who alone has the power to free man from sin and death. Of him who is truly the Savior of the world (John Paul II)
Sì, tutti i “miracoli, prodigi e segni” di Cristo sono in funzione della rivelazione di lui come Messia, di lui come Figlio di Dio: di lui che, solo, ha il potere di liberare l’uomo dal peccato e dalla morte. Di lui che veramente è il Salvatore del mondo (Giovanni Paolo II)
It is known that faith is man's response to the word of divine revelation. The miracle takes place in organic connection with this revealing word of God. It is a "sign" of his presence and of his work, a particularly intense sign (John Paul II)
È noto che la fede è una risposta dell’uomo alla parola della rivelazione divina. Il miracolo avviene in legame organico con questa parola di Dio rivelante. È un “segno” della sua presenza e del suo operare, un segno, si può dire, particolarmente intenso (Giovanni Paolo II)
That was not the only time the father ran. His joy would not be complete without the presence of his other son. He then sets out to find him and invites him to join in the festivities (cf. v. 28). But the older son appeared upset by the homecoming celebration. He found his father’s joy hard to take; he did not acknowledge the return of his brother: “that son of yours”, he calls him (v. 30). For him, his brother was still lost, because he had already lost him in his heart (Pope Francis)
Ma quello non è stato l’unico momento in cui il Padre si è messo a correre. La sua gioia sarebbe incompleta senza la presenza dell’altro figlio. Per questo esce anche incontro a lui per invitarlo a partecipare alla festa (cfr v. 28). Però, sembra proprio che al figlio maggiore non piacessero le feste di benvenuto; non riesce a sopportare la gioia del padre e non riconosce il ritorno di suo fratello: «quel tuo figlio», dice (v. 30). Per lui suo fratello continua ad essere perduto, perché lo aveva ormai perduto nel suo cuore (Papa Francesco)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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