Lato domestico, non addomesticazioni
(Mc 6,1-6)
Dove la Fede è carente avvengono solo piccoli cambiamenti, non i prodigi sbalorditivi della presenza alternativa del Regno di Dio (v.5).
Non ci capacitiamo che il Signore possa provenire da umili origini, disonorevoli, come potrebbero essere le nostre - prive di grandi vincoli dinastici.
Ma la Fede in Cristo dà l’addio all’idea diffusa nelle culture e religioni verticiste, tutte maldisposte a occuparsi della normalità della vita che fluisce.
Gesù evita modelli rigidi o di grande apparenza. Si dona con semplicità ai suoi paesani e mira alla formazione degli autentici credenti.
La loro Fiducia dev’essere riposta unicamente nel Regno di Dio - dimensione che davvero rompe gli equilibri, perché s’introduce nell’esistenza diurna, e la fermenta a partire da radici invisibili.
Quale inviato del Padre, vorrebbe che tutto il popolo fosse edificatore e alfiere di altri sogni - ma nel suo villaggio natale si sente come bloccato da chi è incapace di ‘decifrare la dimensione del divino nell’umano’.
Egli deve fronteggiare l’incomprensione ottusa dei centri di potere, ma talora anche le inadempienze e le speranze stesse - quiete o divisive - della realtà popolare che frequenta i luoghi di culto.
I paesani si attendevano le solite benedizioni ormai assuefatte, o forse un capo carismatico in lotta contro i romani - e qui volentieri usavano far leva sulla vampa dell'identità religiosa, per infiammare gli animi.
Avrebbero accettato un capitano bellicoso, che rispecchiasse credenze arcaiche - invece si ritrovano delusi della realtà inapparente sotto gli occhi.
Non sanno scoprire la trama di Dio nella storia dei minimi.
Viceversa, numerosi sono i segni divini iscritti in quanto si manifesta sommario, e che possono farci scoprire la dimensione non puramente terrena delle cose, delle relazioni, delle presenze.
Molti fraintendono lo spirito di forza che la Fede ci trasmette: essa rompe gli equilibri perché non offre garanzie già immaginate - ma è in fondo domestica e tutta naturale.
Ogni Seme ha il suo destino e sviluppo particolare.
Come mai dunque il ragazzo che hanno conosciuto fin dalla nascita è così diverso?
Per il fatto che non c’è equazione fra ciò che si pensa in modo conformista, e il Signore. Neppure dando enfasi ai propositi.
Sia le grandi attese che la prossimità possono essere di ostacolo per una conoscenza quotidiana di ciò che di straordinario si cela dietro la dimensione ordinaria degli accadimenti e delle persone.
Anche molti confratelli o collaboratori di Santi non hanno saputo cogliere l’eccezionalità di una vita comune vissuta in fedeltà e dedizione alla propria Chiamata per Nome.
Tanto più reale quanto meno appariscente.
L’incomprensione e la gelosia paesana di chi vive accanto [e insegue un suo dio, sfigurato] è fonte di amarezza, ma non ci blocca.
L’esperienza del rifiuto spinge a cambiare direzione (v.6b).
L’anima vive sotto il segno dell’Unicità che rinuncia al preconcetto, alla vita tranquilla, alla semplice approvazione, al facile successo.
E le porte chiuse possono essere un valore aggiunto! Esse ci aprono al viaggio dell’anima nello Spirito, all’Annuncio eccentrico, alla Missione stupefacente.
In tal guisa, come Gesù anche noi rifiutiamo volentieri di apporre sigilli già pronti allo spirito di mediocrità che non infastidisce nessuno.
[Mercoledì 4.a sett. T.O. 5 febbraio 2025]