Nel brano del Vangelo di oggi a Gesù che si era proposto come la Fonte della vera Acqua, risponde gente del popolo, che asserisce:
«Costui è davvero il profeta!» (Gv 7,40) - e farisei che controbattono:
«dalla Galilea non sorge profeta!» (Gv 7,52).
Due tesi contrapposte, ma verificate e scardinate dai fatti nel momento in cui, sulla croce, il centurione dirà che colui che era stato crocifisso era davvero il Figlio di Dio.
Gli eventi reali mettono a nudo la verità.
Così è avvenuto nella vita di Francesco d’Assisi: le vicende hanno dimostrato l’autentica ed eloquente caratura del suo nudo vivere.
Consultando le Fonti francescane, incontriamo passi che sottolineano davvero il suo carisma di profeta.
"Poiché l’araldo di Cristo era famoso per questi e molti altri prodigi, la gente prestava attenzione alle sue parole, come se parlasse un Angelo del Signore.
Infatti la prerogativa delle virtù eccelse, lo spirito di profezia, la potenza taumaturgica, la missione di predicare venuta dal cielo, l’obbedienza delle creature prive di ragione, le repentine conversioni dei cuori operate dall’ascolto della sua parola, la scienza infusa dallo Spirito Santo e superiore all’umana dottrina, l’autorizzazione a predicare concessa dal sommo Pontefice per rivelazione divina, come pure la Regola, che definisce la forma della predicazione, confermata dallo stesso Vicario di Cristo e, infine, i segni del Sommo Re impressi come un sigillo nel suo corpo, sono come dieci testimonianze per tutto il mondo e confermano senza ombra di dubbio che Francesco, l’araldo di Cristo, è degno di ogni venerazione per la missione ricevuta, autentico nella dottrina insegnata, ammirabile per la santità e che, perciò, egli ha predicato il Vangelo di Cristo come un vero inviato di Dio" (FF 1221).
Se per il cambiamento totale di vita c’era chi lo definiva un pazzo, gli eventi di cui si fece latore lo confermano nel suo carisma profetico.
Nel Testamento di Chiara, compilato sulla traccia di quello del Poverello, troviamo qualcosa che avvalora quanto sopra è stato detto.
"Mentre infatti, lo stesso Santo, che non aveva ancora né frati né compagni, quasi subito dopo la sua conversione, era intento a riparare la chiesa di San Damiano, dove, ricevendo quella visita del Signore nella quale fu inebriato di celeste consolazione, sentì la spinta decisiva ad abbandonare del tutto il mondo, in un trasporto di grande letizia e illuminato dallo Spirito Santo, profetò a nostro riguardo ciò che in seguito il Signore ha realizzato" (FF 2826).
E ancora:
"Salito sopra il muro di detta chiesa, così infatti allora gridava, a voce spiegata e in lingua francese, rivolto ad alcuni poverelli che stavano lì appresso:
«Venite ed aiutatemi in quest’opera del monastero di San Damiano, perché tra poco verranno ad abitarlo delle donne, e per la fama e santità della loro vita si renderà gloria al Padre nostro celeste in tutta la sua Santa Chiesa» (FF 2827).
Da Assisi poteva sorgere un profeta?
Si, un grande profeta, se ancora oggi tutti lo riconoscono e lo seguono con stupore per l’umiltà straordinaria fiorita in molteplici doni evangelici, a lode di Dio.
«Quelli della folla dicevano: Costui è davvero il profeta!» (Gv 7,40) […]
«Studia, e vedi che dalla Galilea non sorge profeta!» (Gv 7,52)
Sabato 4a sett. Quaresima (Gv 7,40-53)