Mar 10, 2026 Scritto da 

L’opera, da questo (e dalle infrazioni)

(Gv 5,17-30)

 

Il centro della speranza giudaica era il ritorno ai tempi antichi, che però si trasferiva in un futuro indeterminato [“ultimo giorno”].

Secondo il Maestro, la vita da salvati inizia ora, e dall’ascolto della sua specifica Parola-Persona (v.24) che soppianta ogni codice.

Egli si attribuisce una caratura (anche giuridica) totale. Essa sostituisce l’ambito un tempo creduto appannaggio del solo Dio: «Ha dato ogni giudizio al Figlio» (v.22).

Di fronte al risuonare del Logos presente e al Sogno incisivo e vivificante del Padre che si fa attuale, la morte perde qualsiasi efficacia distruttrice.

L’aspetto di realtà umana e operante prevale su ciò che alle religioni sembrava fosse riservato al solo Dio del Cielo, e proiettato in un futuro perfetto.

Il Memoriale è adesso. Per rifare il trionfo - attraverso il Golgotha, qui.

Impossibile confondere la portata della vita incessante con le osservanze.

Difficile chiamare Dio col termine Padre [Abba, papà] se Egli ci trasmettesse voglia di essere e fare, solo con distacco.

La guarigione del paralitico (vv.1-16) ha infatti tratti esistenziali che trascorrono in carattere divino; essa non è paragonabile ai risultati dell’attività di un medico, bensì all’opera dello Spirito in noi.

 

È finito il tempo della diminuzione dell’uomo davanti all’Altissimo: il suo disegno non è per l’angustia, bensì per la crescita - che autenticamente manifesta il Giudizio dell’Eterno.

Giudizio non di custodia dell’ordine, ma d’amore e rigenerazione: impronta umana nel trasmetterci la condizione divina (v.18) in pienezza di essere e libertà, nell’intima esperienza del suo Cuore.

Gesù esprime l’immanenza col Padre dilatandone l’opera creatrice, che non è affatto terminata: continua a vivificarci.

Dio sostiene l’universo e il nostro essere, quindi è sempre attivo. Qui e ora; non all’altra riva del tempo - quindi non c’inclina al quieto sopore della coscienza.

Il Padre opera sempre, il Figlio - sua impronta prima e incessante - ne imita la qualità d’azione in continuità.

È Patto concreto per il popolo: il suo Consiglio tutto da recepire viene realmente a noi.

A tale scopo non teme di trasgredire un precetto approssimativo e angusto, idolo della sacrale, pur devotissima, tradizione antica.

Del resto, anche nel riposo del sabato il Creatore benedice e consacra (Gn 2,3).

 

Tutta la storia molteplice è in una sorta di principio d’unità: tempo d’intervento per la salvezza e relazione col Mistero.

Ovunque procediamo, chi riflette Dio non stordisce di pregiudizi sulla realtà umana: è invece già lì e rimane a oltranza.

Figli nel «Figlio dell’uomo» (v.27) - per dialogare, aprire, sorreggere, dare ristoro, rendere intensa e delicata ogni situazione.

Onorare l’Altissimo è onorare l'umanità bisognosa di tutto, in qualsiasi momento.

Solo questo lo ‘manifesta’, anche nelle ‘infrazioni - terra ricca di nuove sorgenti che accorciano le distanze.

Questa l’Opera reciproca e singolare di Dio (Gv 6,29): amare, non «opere» (v.28) grevi di legge e da nomenclatura.

 

 

[Mercoledì 4.a sett. Quaresima, 18 marzo 2026]

349 Ultima modifica il Mercoledì, 18 Marzo 2026 12:02
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

«Doctrina eius (scilicet Catharinae) non acquisita fuit; prius magistra visa est quam discipula» [Pope Pius II, Canonization Edict]
«Doctrina eius (scilicet Catharinae) non acquisita fuit; prius magistra visa est quam discipula» [Papa Pio II, Bolla di Canonizzazione]
In this passage, the Lord tells us three things about the true shepherd:  he gives his own life for his sheep; he knows them and they know him; he is at the service of unity [Pope Benedict]
In questo brano il Signore ci dice tre cose sul vero pastore: egli dà la propria vita per le pecore; le conosce ed esse lo conoscono; sta a servizio dell'unità [Papa Benedetto]
Let us permit St Augustine to speak once more: "If only good shepherds be not lacking! Far be it from us that they should be lacking, and far be it from divine mercy not to call them forth and establish them. It is certain that if there are good sheep, there are also good shepherds: in fact it is from good sheep that good shepherds are derived." (Sermones ad populum, Sermo XLIV, XIII, 30) [John Paul II]
Lasciamo ancora una volta parlare Sant’Agostino: “Purché non vengano a mancare buoni pastori! Lungi da noi che manchino, e lungi dalla misericordia divina il non farli sorgere e stabilirli. Certo è che se ci sono buone pecore, ci sono anche buoni pastori: infatti è dalle buone pecore che derivano i buoni pastori” (S. Agostino, Sermones ad populum, I, Sermo XLIV, XIII, 30) [Giovanni Paolo II]
Jesus, Good Shepherd and door of the sheep, is a leader whose authority is expressed in service, a leader who, in order to command, gives his life and does not ask others to sacrifice theirs. One can trust in a leader like this (Pope Francis)
Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio, un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare (Papa Francesco)
To be Christians means to be missionaries, to be apostles (cfr. Decree Apostolicam Actuositatem, n.2). It is not enough to discover Christ - you must bring Him to others! [John Paul II]
Essere cristiani significa essere missionari-apostoli (cfr. «Apostolicam Actuositatem», 2). Non basta scoprire Cristo - bisogna portarlo agli altri! [Giovanni Paolo II]
What is meant by “eat the flesh and drink the blood” of Jesus? Is it just an image, a figure of speech, a symbol, or does it indicate something real? (Pope Francis)
Che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù?, è solo un’immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? (Papa Francesco)
What does bread of life mean? We need bread to live. Those who are hungry do not ask for refined and expensive food, they ask for bread. Those who are unemployed do not ask for enormous wages, but the “bread” of employment. Jesus reveals himself as bread, that is, the essential, what is necessary for everyday life; without Him it does not work (Pope Francis)
Che cosa significa pane della vita? Per vivere c’è bisogno di pane. Chi ha fame non chiede cibi raffinati e costosi, chiede pane. Chi è senza lavoro non chiede stipendi enormi, ma il “pane” di un impiego. Gesù si rivela come il pane, cioè l’essenziale, il necessario per la vita di ogni giorno, senza di Lui la cosa non funziona (Papa Francesco)
In addition to physical hunger man carries within him another hunger — all of us have this hunger — a more important hunger, which cannot be satisfied with ordinary food. It is a hunger for life, a hunger for eternity which He alone can satisfy, as he is «the bread of life» (Pope Francis)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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