Mar 9, 2026 Scritto da 

L’acqua vanesia, e la vera Sorgente

(Gv 5,1-3.5-16)

 

Nella ‘devozione’ dei trofei competitivi, solo il più svelto guarisce, non il più bisognoso.

Gesù preferisce trasgredire la legge che allinearsi al mondo spietato che emargina i disgraziati.

 

Nei luoghi “santi” il culto dei sacrifici esigeva molta acqua [per gli animali da lavare, quindi sgozzare e macellare] in specie nelle grandi feste.

Ampie cisterne raccoglievano l’acqua piovana, e terme pubbliche agglomeravano i malati in attesa di aiuto o guarigione.

Le piscine al di fuori erano utilizzate per tergere gli agnelli prima del sacrificio al Tempio, e questo metodo di utilizzo conferiva all’acqua stessa un alone di santità risanatrice.

Molti malati accorrevano per bagnarsi nel «moto dell’acqua» [v.3: forse per una fonte intermittente].

Si narrava che un angelo agitasse le acque delle terme popolari e che il primo a entrarvi nell’unico momento che si rendevano irrequiete sarebbe guarito.

Simbolo di una religione che porge alle masse escluse speranze fasulle, le quali pure attraggono l’immaginario dei malfermi che non conoscono l’uomo-Dio del loro destino.

«Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse, perché Gesù si era allontanato, essendoci folla in quel luogo» (v.13).

Il Volto del Figlio è inconoscibile nella ressa attorno, che solo distrae e si accontenta delle forme abitudinarie, esageratamente solenni.

 

Condotte abbondanti purificavano il Tempio e trascuravano le persone. 

L’acqua fluiva, ma non mondava nessuno - anzi, peggiorava la situazione.

Icona di una religiosità ricca e misera: vanesia, inutile, dannosa; che abbandona a se stessi coloro che è chiamata a sostenere.

Gli scribi insegnavano la legge agli studenti nel recinto sacro e i rabbini ricevevano i clienti sotto il portico di Salomone: in alto la Torah e i suoi commerci, in basso e fuori - vicino - il tradimento dei poveracci.

L’istituzione religiosa ufficiale teneva la folla a distanza di sicurezza, rivelando solo una ridicola e brutale caricatura del Volto amico, ospitale e compartecipe del Padre.

La turba dei bisognosi cui giungeva acqua magica solo a caso e a sorpresa è parabola dell’umanità indigente, drammaticamente sprovvista di tutto - persino d’un conforto spirituale autentico.

Gesù invece avvicina i bisognosi di sua iniziativa (vv.6.14) e si coinvolge - a rischio della vita - con chi è più solo, impacciato e goffo; impossibilitato persino a ricevere miracoli.

 

Siamo ‘inviati’ non a meritevoli e autosufficienti, ma proprio a coloro non in grado di usare i propri mezzi per farsi avanti.

Cristo stesso non opera al fine di farsi riconoscere e acclamare: «si era allontanato» (v.13). E neppure ha cura di noi, solo per attivare una conversione religiosa.

Egli guarisce avendo percepito il bisogno, non affinché il malato creda in Dio.

Lasciamo le persone libere di attraversare le loro stagioni, non stereotipi.

Entriamo nel vivo della Quaresima.

 

 

[Martedì 4.a sett. Quaresima, 17 marzo 2026]

467 Ultima modifica il Martedì, 17 Marzo 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Let us permit St Augustine to speak once more: "If only good shepherds be not lacking! Far be it from us that they should be lacking, and far be it from divine mercy not to call them forth and establish them. It is certain that if there are good sheep, there are also good shepherds: in fact it is from good sheep that good shepherds are derived." (Sermones ad populum, Sermo XLIV, XIII, 30) [John Paul II]
Lasciamo ancora una volta parlare Sant’Agostino: “Purché non vengano a mancare buoni pastori! Lungi da noi che manchino, e lungi dalla misericordia divina il non farli sorgere e stabilirli. Certo è che se ci sono buone pecore, ci sono anche buoni pastori: infatti è dalle buone pecore che derivano i buoni pastori” (S. Agostino, Sermones ad populum, I, Sermo XLIV, XIII, 30) [Giovanni Paolo II]
Jesus, Good Shepherd and door of the sheep, is a leader whose authority is expressed in service, a leader who, in order to command, gives his life and does not ask others to sacrifice theirs. One can trust in a leader like this (Pope Francis)
Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio, un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare (Papa Francesco)
To be Christians means to be missionaries, to be apostles (cfr. Decree Apostolicam Actuositatem, n.2). It is not enough to discover Christ - you must bring Him to others! [John Paul II]
Essere cristiani significa essere missionari-apostoli (cfr. «Apostolicam Actuositatem», 2). Non basta scoprire Cristo - bisogna portarlo agli altri! [Giovanni Paolo II]
What is meant by “eat the flesh and drink the blood” of Jesus? Is it just an image, a figure of speech, a symbol, or does it indicate something real? (Pope Francis)
Che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù?, è solo un’immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? (Papa Francesco)
What does bread of life mean? We need bread to live. Those who are hungry do not ask for refined and expensive food, they ask for bread. Those who are unemployed do not ask for enormous wages, but the “bread” of employment. Jesus reveals himself as bread, that is, the essential, what is necessary for everyday life; without Him it does not work (Pope Francis)
Che cosa significa pane della vita? Per vivere c’è bisogno di pane. Chi ha fame non chiede cibi raffinati e costosi, chiede pane. Chi è senza lavoro non chiede stipendi enormi, ma il “pane” di un impiego. Gesù si rivela come il pane, cioè l’essenziale, il necessario per la vita di ogni giorno, senza di Lui la cosa non funziona (Papa Francesco)
In addition to physical hunger man carries within him another hunger — all of us have this hunger — a more important hunger, which cannot be satisfied with ordinary food. It is a hunger for life, a hunger for eternity which He alone can satisfy, as he is «the bread of life» (Pope Francis)
Oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame – tutti noi abbiamo questa fame – una fame più importante, che non può essere saziata con un cibo ordinario. Si tratta di fame di vita, di fame di eternità che Lui solo può appagare, in quanto è «il pane della vita» (Papa Francesco)
The Eucharist draws us into Jesus' act of self-oblation. More than just statically receiving the incarnate Logos, we enter into the very dynamic of his self-giving [Pope Benedict]
L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione [Papa Benedetto]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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