Ago 2, 2026 Scritto da 

Chicco, tramite della Vita in forma nuova

Gv 12,24-26 (20-26)

 

«Se il granello di frumento caduto a terra non muore, esso rimane solo; ma se muore, porta molto frutto» [Gv 12,24].

 

Ci chiediamo: in che modo è possibile in qualsiasi situazione far germogliare cose preziose? Come diventare fecondi?

E il piacere di vivere? Possiamo sperimentare almeno brevi momenti di eternità?

 

Nell’avanzamento del cammino spirituale, scopriamo che non basta essere lontani dagli idoli: desideriamo fare passi successivi.

Vogliamo pienezza e gioia; non rimanere soffocati nelle mansioni senza incanto, nei meccanismi privi di passo lirico.

Cristo è davvero in grado di fornire alla nostra esistenza un colpo d’ala,  far esplodere vita - gestire gli impegni in modo diverso, e trasalire di felicità?

Oppure ci scava definitivamente la fossa, col suo Nascondimento … che sembra un’opzione di morte?

Vorremmo approfondire, e magari da semplici ammiratori diventare Apostoli - coinvolti nel segreto brioso e crescente di Gesù.

Il modo migliore di «vedere» il Signore [v.21b - ossia capire e sperimentare il suo Volto generatore di Vita] sembra quello di accostarsi a un processo naturale. E l’immagine è presa dal mondo agricolo.

Affinché in un campo possano germogliare spighe, è necessario che i chicchi scompaiano nella terra.

Solo da una trasmutazione può sbocciare il prodigio d’un processo di nuova genesi, e quella nascita che porge il ‘cento per uno’.

La posta in palio è sconcertante: la vita non sviluppa a partire da un qualche proposito (artificioso) bensì dalla ‘natura’ stessa del Seme che dentro ha tutta una vitalità particolare.

 

Per realizzare ciò che ci caratterizza, il successo o la capacità di farsi “direttori” di sé non c’entra. Anzi, forse è meglio imparare ad attendere, e agire con lentezza, ospitando la Linfa che ‘viene’.

Neppure possiamo cavarcela con un’osservanza religiosa sostitutiva, la quale spesso [cercando di mettere le cose a posto, all’istante, all’esterno] si tramuta in serbatoio d’intimi disagi e nevrosi.

La crescita vocazionale in pienezza di persona e di essere, contrasta ogni opinione lontana dalle Radici dell’essenza e delle sue metamorfosi.

 

Sulla base della propria esperienza, Gesù vuol dire:

Compagna di vita del profeta che corrisponde alla propria “assurda” Chiamata è la solitudine, lo stare all’angolo, il non essere cercato - e sentirsi trattare come inadeguato, disonorevole o fallito (proprio dagli esperti e da gente di rango).

Non è previsto che si possa sbrigare questo tipo di pratica schietta con se stessi, con Dio e gli uomini imboccando scorciatoie di zucchero filato: bisogna incontrare i nostri e altrui “piani bassi”.

La via dei rapporti fatui - di facciata, spesso subiti e di sovrappeso - non ci corrisponderà mai.

Proprio così: andremo dritti all’obbiettivo solo entrando in una nuova normalità, e restando concentrati sulla nostra autentica trama caratteriale, ove si annida la Chiamata di Dio.

Qui le situazioni amare si riveleranno transitorie.

E se nel frattempo non ci saremo lasciati andare a motivo di qualche mancato riconoscimento o appartenenza, la storia ci troverà da un’altra parte.

 

Ma facciamo continuamente attenzione alle proposte spirituali poco evangeliche - appunto, carenti di  ri-Nascite.

La dimensione sapiente del «Chicco che muore» non riguarda il volontarismo e l’autocontrollo, che ci faranno sconcertare dentro, sminuendo la sacra Unicità dell’anima e della Vocazione.

La disciplina di maniera che assume a ‘modello’ il già stabilito [e “come dovremmo essere”] trametterà solo lacerazioni; ci farà ammalare!

L’eccesso di controllo infatti, in ogni circostanza concreta attenuerà la nostra speciale inclinazione dell’essere variegato, dissanguerà il Mistero personale, e la crescente fioritura di Vita nuova.

Invece, il Signore ci vuole Pronti a ricreare noi stessi e far rigenerare il mondo - anche nel tempo della crisi globale.

 

 

[S. Lorenzo, 10 agosto]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

The grain of wheat that "falls to the ground and dies" becomes the promise of bread (Pope John Paul II)
Il chicco di grano che “cade in terra e muore” diventa la promessa del pane (Papa Giovanni Paolo II)
The power of faith can move mountains (cf. Mt 17:20): the Lord can illuminate even the deepest darkness [Pope Benedict]
La forza della fede può spostare le montagne (cfr Mt 17,20): il Signore può illuminare anche la tenebra più profonda [Papa Benedetto]
By willingly accepting death, Jesus carries the cross of all human beings and becomes a source of salvation for the whole of humanity. St Cyril of Jerusalem commented: “The glory of the Cross led those who were blind through ignorance into light, loosed all who were held fast by sin and brought redemption to the whole world of mankind” (Catechesis Illuminandorum XIII, 1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Pope Benedict]
Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità. San Cirillo di Gerusalemme commenta: «La croce vittoriosa ha illuminato chi era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha portato la redenzione all’intera umanità» (Catechesis Illuminandorum XIII,1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Papa Benedetto]
In the New Testament, it is Christ who constitutes the full manifestation of God's light [Pope Benedict]
Nel Nuovo Testamento è Cristo a costituire la piena manifestazione della luce di Dio [Papa Benedetto]
Faith opens us to knowing and welcoming the real identity of Jesus, his newness and oneness, his word, as a source of life, in order to live a personal relationship with him. Knowledge of the faith grows, it grows with the desire to find the way and in the end it is a gift of God who does not reveal himself to us as an abstract thing without a face or a name, because faith responds to a Person who wants to enter into a relationship of deep love with us and to involve our whole life (Pope Benedict)
La fede ci apre a conoscere e ad accogliere la reale identità di Gesù, la sua novità e unicità, la sua Parola, come fonte di vita, per vivere una relazione personale con Lui. Il conoscere della fede cresce, cresce con il desiderio di trovare la strada, ed è finalmente un dono di Dio, che si rivela a noi non come una cosa astratta senza volto e senza nome, ma la fede risponde a una Persona, che vuole entrare in un rapporto di amore profondo con noi e coinvolgere tutta la nostra vita (Papa Benedetto)
Jesus Christ clearly indicates that even acts of devotion and penance (such as fasting, almsgiving, prayer), which by their religious purpose are primarily 'interior', can succumb to current 'externalism', and can therefore be falsified [John Paul II]
Gesù Cristo indica chiaramente che anche gli atti di devozione e di penitenza (come digiuno, elemosina, preghiera) che per la loro finalità religiosa sono principalmente “interiori”, possono cedere all’“esteriorismo” corrente, e quindi possono essere falsificati [Giovanni Paolo II]
Today’s Gospel reminds us that faith in the Lord and in his Word does not open a way for us where everything is easy and calm; it does not rescue us from life’s storms. Faith gives us the assurance of a Presence (Pope Francis)
He does so in many situations of daily life - He holds his hand out to us. And only if we take the Lord's hand, if we let ourselves be guided by him, will the path we take be right and good [Pope Benedict]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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