Gen 21, 2026 Scritto da 

Lucerna, Misura e pregiudizi

Il rischio della Verità

(Mc 4,21-25)

 

Quella di Mc è una catechesi narrativa e popolare, che riflette le problematiche di una comunità di Fede molto primitiva - rispetto a quelle degli altri Vangeli.

Il suo modo di esprimersi è correlativo a tali origini poco sofisticate (solo pratiche e ordinarie).

 

Identificando il pensiero di Lao Tse, il maestro Ho-shang Kung confessa: «Poiché non vedo la forma e l’aspetto della Via, non so con quale nome convenga chiamarla» (commento al Tao Tê Ching xxv,7-8).

 

Ai tempi, ancora a Roma non mancava un forte dibattito interno alle chiese, su tematiche essenziali: Chi è Dio e come onorarlo? Qual è il rapporto giusto con la Tradizione? E fra dottrina e vita? Come realizzarsi e voler bene?

Per essere liberi... bisogna mollare tutto, o cambiare testa? Come affrontare le persecuzioni? C’è spazio per i Sogni? Chi ci orienta? Cosa fare della natura spontanea? Come rapportarsi con le istituzioni e i lontani? E così via.

Alcuni fedeli restavano attaccati alla mentalità mummificata del Messia potente, che avrebbe dovuto calarsi come un fulmine e rimanere a sé.

Un Re glorioso, paragonabile all’imperatore, il quale assicurava vittorie ai suoi. Risolvendo ogni problema in modo dirompente e immediato.

Coloro che leggevano le Scritture con tale criterio - o anche come testo scarsamente popolare (v.22), da interpretare a piccole dosi, misteriche, cerebrali, moraliste; tipiche - facevano difficoltà a interiorizzare il senso dell’Insegnamento nuovo. E a ben disporsi nel confronto reale con gl’inevitabili rischi della verità evangelica.

 

Il Messaggio di Cristo apre invece all’apostolato ininterrotto; anche travagliato. E va proclamato in faccia al mondo, altrimenti lo Spirito non si scatena dentro il discepolo, né opera fuori di lui.

L’Annuncio porta con sé la consapevolezza di aver molto ricevuto, e di essere stati introdotti senza condizioni di perfezione nel Segreto di Dio; quindi, col desiderio che tutti ne siano partecipi.

 

In Mc il linguaggio delle parabole e delle immagini che il Signore usa per esplicitare il suo insegnamento trasmettono il senso di una lettura non esoterica né difficilmente decifrabile delle cose del Regno di Dio - sempre ricollocato dentro gli elementi normali della vita.

Trasmettendo Cristo (anche nel modo nuovo che ci sta insegnando il Magistero, pratico e largo) apriamo i segreti del Padre (v.22) - non più legato a chiose, né opinioni rielaborate sulle costumanze, o consigli devoti.

Certo, chi si aggiorna e rimane attento, avanza. Nessuno si sorprenderà che i poco volenterosi o nostalgici che si attardano e permangono impaludati nelle loro posizioni, finiscano per estinguere il loro influsso e man mano sparire dalla scena (vv.24-25).

 

La «lucerna» che viene e orienta nell'oscurità della sera è solo la Parola di Dio, che non va soffocata di consuetudini.

Nel buio dev’essere sempre accesa, ossia non può rimanere chiusa in un libro (v.21).

È lampada che illumina solo quando viene unita alla vita - e ad una chiave di lettura non trionfalista, né a circuito fisso (v.21).

In caso contrario, resta ambivalente (vv.23-24). Bisogna fare massima attenzione ai codici con cui interpretiamo la Scrittura, e le nostre stesse pulsioni o pregiudizi.

Spesso le idee radicate deviano la comprensione del senso degli accadimenti, delle emozioni che suscitano, e la Persona stessa del Figlio di Dio.

Anche oggi qualche volenteroso lettore della Bibbia resta inceppato da modi d’intendere precipitosi e unilaterali, o pensieri cerebrali, coltivati dentro club di presunti eletti chiamati a parte.

Talora restiamo condizionati da grandi narrazioni (tutto sommato conformiste); da opzioni di giro, disincarnate, più o meno ricercate - anche ecclesiali. Alcune sotto forma di privilegi dinastici e fanatismi banali, i quali minacciano la vita in Cristo di gravi errori.

Il Mistero del Regno non è un monopolio che qualche casta ristretta e demarcata può permettersi di custodire gelosamente.

Esso è viceversa come una Luce che travalica ogni linguaggio scelto, surclassa gerontocrazie, cerchie e oligarchie che pretendessero di sequestrarlo - e con esso trattenere in ostaggio anche Gesù vivo.

 

«L’uomo è l’essere-limite che non ha limite» (Fratelli Tutti n.150). Il nostro bruciante desiderio, l’Eros fondante che appassiona la nostra anima, non possono essere normalizzati, sottoposti a cliché.

Nell’itineranza dell’homo viator, il Verbo-Logos e la Parola-evento del divino già in noi si fa Chiarore, orizzonte di Vita. Viene a illustrare, sostenere e motivare ogni personalistica antropologia della soglia e dell’oltre.

Insomma, il Principio che irrompe e chiama è come un impulso fuori Misura.

«E diceva loro: State attenti a quello che ascoltate. Con la misura con cui misurate sarà misurato a voi, e sarà aggiunto a voi. Perché chi ha gli sarà dato, e chi non ha anche quello che ha sarà tolto da lui» (vv.24-25).

 

Sproporzione propria dell’Annuncio:

L’Evangelo non può perdere la propria fragranza, perché l’Amico penetra la nostra condizione di finitudine per farsi virtù di ricerca sempre nuova.

Motivo e Motore del crescere - con l’inevitabile rischio della verità, che non ha limite.

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Qual è la tua forma non condizionata ma luminosa e crescente di dedizione attiva?

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Jesus wants to help his listeners take the right approach to the prescriptions of the Commandments given to Moses, urging them to be open to God who teaches  us true freedom and responsibility through the Law. It is a matter of living it as an instrument of freedom (Pope Francis)
Gesù vuole aiutare i suoi ascoltatori ad avere un approccio giusto alle prescrizioni dei Comandamenti dati a Mosè, esortando ad essere disponibili a Dio che ci educa alla vera libertà e responsabilità mediante la Legge. Si tratta di viverla come uno strumento di libertà (Papa Francesco)
In the divine attitude justice is pervaded with mercy, whereas the human attitude is limited to justice. Jesus exhorts us to open ourselves with courage to the strength of forgiveness, because in life not everything can be resolved with justice. We know this (Pope Francis)
Nell’atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre l’atteggiamento umano si limita alla giustizia. Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia; lo sappiamo (Papa Francesco)
The true prophet does not obey others as he does God, and puts himself at the service of the truth, ready to pay in person. It is true that Jesus was a prophet of love, but love has a truth of its own. Indeed, love and truth are two names of the same reality, two names of God (Pope Benedict)
Il vero profeta non obbedisce ad altri che a Dio e si mette al servizio della verità, pronto a pagare di persona. E’ vero che Gesù è il profeta dell’amore, ma l’amore ha la sua verità. Anzi, amore e verità sono due nomi della stessa realtà, due nomi di Dio (Papa Benedetto)
“Give me a drink” (v. 7). Breaking every barrier, he begins a dialogue in which he reveals to the woman the mystery of living water, that is, of the Holy Spirit, God’s gift [Pope Francis]
«Dammi da bere» (v. 7). Così, rompendo ogni barriera, comincia un dialogo in cui svela a quella donna il mistero dell’acqua viva, cioè dello Spirito Santo, dono di Dio [Papa Francesco]
The mystery of ‘home-coming’ wonderfully expresses the encounter between the Father and humanity, between mercy and misery, in a circle of love that touches not only the son who was lost, but is extended to all (Pope John Paul II)
Il mistero del ‘ritorno-a-casa’ esprime mirabilmente l’incontro tra il Padre e l’umanità, tra la misericordia e la miseria, in un circolo d’amore che non riguarda solo il figlio perduto, ma si estende a tutti (Papa Giovanni Paolo II)
The image of the vineyard is clear: it represents the people whom the Lord has chosen and formed with such care; the servants sent by the landowner are the prophets, sent by God, while the son represents Jesus. And just as the prophets were rejected, so too Christ was rejected and killed (Pope Francis)
L’immagine della vigna è chiara: rappresenta il popolo che il Signore si è scelto e ha formato con tanta cura; i servi mandati dal padrone sono i profeti, inviati da Dio, mentre il figlio è figura di Gesù. E come furono rifiutati i profeti, così anche il Cristo è stato respinto e ucciso (Papa Francesco)
‘Lazarus’ means ‘God helps’. Lazarus, who is lying at the gate, is a living reminder to the rich man to remember God, but the rich man does not receive that reminder. Hence, he will be condemned not because of his wealth, but for being incapable of feeling compassion for Lazarus and for not coming to his aid. In the second part of the parable, we again meet Lazarus and the rich man after their death (vv. 22-31). In the hereafter the situation is reversed [Pope Francis]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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