Mag 2, 2026 Scritto da 

Colui che è invocato, e l’Azione interiore

1. Nella scorsa catechesi sullo Spirito Santo siamo partiti dal testo giovanneo del “discorso d’addio” di Gesù, che costituisce in certo modo la principale fonte evangelica della pneumatologia. Gesù annuncia la venuta dello Spirito Santo - Spirito di verità, che “procede dal Padre” (Gv 15, 26) e che verrà mandato dal Padre agli apostoli e alla Chiesa “nel nome” di Cristo, in virtù della Redenzione operata nel sacrificio della Croce, secondo l’eterno disegno di salvezza. Nella potenza di questo sacrificio anche il Figlio “manda” lo Spirito, annunziando che la sua venuta si effettuerà in conseguenza, e quasi a prezzo della propria dipartita (cf. Gv 16, 7). Vi è dunque un legame, enunciato da Gesù stesso, tra la sua morte-Risurrezione-Ascensione e l’effusione dello Spirito Santo, tra la Pasqua e la Pentecoste. Anzi, secondo il quarto Vangelo il dono dello Spirito Santo avviene la sera stessa della Risurrezione (cf. Gv 20, 22-25). Si può dire che lo squarcio del fianco di Cristo in Croce apre la via all’effusione dello Spirito, che sarà un segno e un frutto della gloria ottenuta con la Passione e morte.

Il testo del discorso di Gesù nel Cenacolo ci rende anche noto che egli chiama lo Spirito Santo il “Paraclito”: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre” (cf. Gv 14, 16). Analogamente anche in altri testi leggiamo: “. . . il Paraclito, lo Spirito Santo” (cf. Gv 14, 26; Gv 15, 26; Gv 16, 7). Invece di “Paraclito” molte traduzioni adoperano la parola “Consolatore”; essa è accettabile, benché occorra ricorrere all’originale greco “Parákletos” per afferrare appieno il senso di ciò che Gesù dice dello Spirito Santo.

2. “Parákletos”, letteralmente significa: “colui che è invocato” (da para-kaléin, “chiamare in aiuto”), e dunque “il difensore”, “l’avvocato”, nonché “il mediatore” che adempie la funzione di intercessore (intercessor). È questo senso di “Avvocato-Difensore” che ora ci interessa, pur non ignorando che alcuni padri della Chiesa usano “Parákletos” nel senso di “Consolatore”, particolarmente in riferimento all’azione dello Spirito Santo nei riguardi della Chiesa. Per adesso fissiamo la mente e svolgiamo il discorso sullo Spirito Santo come parákletos-avvocato-difensore. Questo termine ci permette di cogliere anche la stretta affinità tra l’azione di Cristo e quella dello Spirito Santo, quale risulta da una ulteriore analisi del testo giovanneo.

3. Quando Gesù nel Cenacolo, alla vigilia della sua Passione, annuncia la venuta dello Spirito Santo, si esprime così: “Il Padre vi darà un altro Paraclito”. Da queste parole si rileva che Cristo stesso è il primo paraclito, e che l’azione dello Spirito Santo sarà simile a quella da lui compiuta, costituendone quasi il prolungamento.

Gesù Cristo, infatti, era il “difensore” e lo rimane. Lo stesso Giovanni lo dirà nella sua prima lettera: “Se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato (Parákletos) presso il Padre: Gesù Cristo giusto” (1 Gv 2, 1).

L’avvocato (difensore) è colui che, mettendosi dalla parte di coloro che sono colpevoli a motivo dei peccati commessi, li difende dalla pena meritata per i loro peccati, li salva dal pericolo di perdere la vita e la salvezza eterna. Gesù Cristo ha compiuto proprio questo. E lo Spirito Santo viene chiamato “il Paraclito”, perché continua a rendere operante la Redenzione con cui Cristo ci ha liberati dal peccato e dalla morte eterna.

4. Il Paraclito sarà “un altro avvocato-difensore” anche per una seconda ragione. Rimanendo con i discepoli di Cristo, egli li circonderà della sua cura vigile con virtù onnipotente. “Io pregherò il Padre - dice Gesù - ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre” (Gv 14, 16): “. . . egli dimora presso di voi e sarà in voi” (Gv 14, 17). Questa promessa va collegata alle altre fatte da Gesù nell’andare al Padre: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). Noi sappiamo che Cristo è il Verbo che “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14). Se, andando al Padre, egli dice: “Io sono con voi . . . fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20), se ne deduce che gli apostoli e la Chiesa dovranno continuamente ritrovare per mezzo dello Spirito Santo quella presenza del Verbo-Figlio, che durante la sua missione terrena era “fisica” e visibile nell’umanità assunta, ma che, dopo la sua Ascensione al Padre, sarà totalmente immersa nel mistero. La presenza dello Spirito Santo che, come ha detto Gesù, è intima alle anime e alla Chiesa (Egli dimora presso di voi e sarà in voi [Gv 14, 17]) renderà presente il Cristo invisibile in modo duraturo, “fino alla fine del mondo”. La trascendente unità del Figlio e dello Spirito Santo farà sì che l’umanità di Cristo, assunta dal Verbo, abiti e operi ovunque si attua con la potenza del Padre il disegno trinitario della salvezza.

5. Lo Spirito Santo-paraclito sarà l’avvocato difensore degli apostoli, e di tutti coloro che, nei secoli, saranno nella Chiesa gli eredi della loro testimonianza e del loro apostolato, particolarmente nei momenti difficili che impegneranno la loro responsabilità fino all’eroismo. Lo ha predetto e promesso Gesù: “Vi consegneranno ai loro tribunali . . . sarete condotti davanti ai governatori e ai re . . . Quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire . . . non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi” (Mt 10, 17-20; similiter Mc 13, 11; Luca 12, 12: “perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire”).

Anche in questo senso molto concreto, lo Spirito Santo è il paraclito-avvocato. Si fa trovare vicino, e anzi presente agli apostoli, quando essi devono confessare la verità, motivarla e difenderla. Egli stesso, diventa allora il loro ispiratore; egli stesso parla con le loro parole, e insieme con essi e per loro mezzo rende testimonianza a Cristo e al suo Vangelo. avanti agli accusatori egli diventa come l’“Avvocato” invisibile degli accusati, per il fatto che agisce come loro patrocinatore, difensore, confortatore.

6. Specialmente durante le persecuzioni contro gli apostoli e contro i primi cristiani, ma anche in quelle di tutti i secoli, si avvereranno le parole pronunciate da Gesù nel Cenacolo: “Quando verrà il Paraclito che io vi manderò dal Padre . . . egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me sin dal principio” (Gv 15, 26-27).

L’azione dello Spirito Santo è quella di “testimoniare”. È un’azione interiore, “immanente”, che si svolge nel cuore dei discepoli, i quali poi rendono testimonianza a Cristo all’esterno. Mediante quella presenza e quell’azione immanenti, si manifesta e avanza nel mondo la “trascendente” potenza della verità di Cristo, che è il Verbo-Verità e Sapienza. Da lui deriva agli apostoli, mediante lo Spirito, la potenza della testimonianza secondo la sua promessa: “Io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere” (Lc 21, 15). Ciò è avvenuto già fin nel caso del primo martire Stefano, del quale l’autore degli Atti degli Apostoli scrive che era “pieno di Spirito Santo” (At 6, 5), così che gli avversari “non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava” (At 6, 10). Anche nei secoli successivi gli oppositori della fede cristiana hanno perseverato nell’infierire contro gli annunciatori del Vangelo, spegnendo a volte nel sangue la loro voce, senza riuscire, tuttavia, a soffocare la verità di cui erano portatori: essa ha continuato a vigoreggiare nel mondo con la forza dello Spirito.

7. Lo Spirito Santo - Spirito di verità, paraclito - è colui che, secondo la Parola di Cristo, “convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio” (Gv 16, 8). È significativa la spiegazione che Gesù stesso dà di queste parole: peccato, giustizia e giudizio. “Peccato” significa soprattutto la mancanza di fede incontrata da Gesù tra “i suoi”, quelli cioè del suo popolo, i quali giunsero sino alla sua condanna a morte sulla Croce. Parlando poi della “giustizia”, Gesù sembra aver in mente quella giustizia definitiva, che il Padre gli renderà (. . . perché vado al Padre) nella Risurrezione e nell’Ascensione al cielo. In questo contesto, “giudizio” significa che lo Spirito di verità dimostrerà la colpa del “mondo” nel rifiutare Cristo, o, più generalmente, nel voltare le spalle a Dio. Poiché però il Cristo non è venuto nel mondo per giudicarlo e condannarlo, ma per salvarlo, in realtà anche quel “convincere quanto al peccato” da parte dello Spirito di verità deve essere inteso come un intervento orientato alla salvezza del mondo, al bene finale degli uomini.

Il “giudizio” si riferisce soprattutto al “principe di questo mondo”, cioè a satana. Egli infatti sin dall’inizio tenta di volgere l’opera della creazione contro l’alleanza e l’unione dell’uomo con Dio: scientemente si oppone alla salvezza. Perciò è “già stato giudicato” sin dall’inizio, come ho spiegato nell’enciclica Dominum et Vivificantem, (Dominum et Vivificantem, 27).

8. Se lo Spirito Santo paraclito deve convincere il mondo proprio di questo “giudizio”, senza dubbio lo deve fare per continuare l’opera di Cristo che mira alla universale salvezza (cf. Dominum et Vivificantem, 27).

Possiamo pertanto concludere che nel rendere testimonianza a Cristo, il Paraclito è un assiduo (anche se invisibile) Avvocato e Difensore dell’opera della salvezza - e di tutti coloro che si impegnano in quest’opera. Ed è anche il garante della vittoria definitiva sul peccato e sul mondo sottomesso al peccato, per liberarlo dal peccato e introdurlo nella via della salvezza.

[Papa Giovanni Paolo II, Udienza Generale 24 maggio 1989]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
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Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)
The drama of prayer is fully revealed to us in the Word who became flesh and dwells among us. To seek to understand his prayer through what his witnesses proclaim to us in the Gospel is to approach the holy Lord Jesus as Moses approached the burning bush: first to contemplate him in prayer, then to hear how he teaches us to pray, in order to know how he hears our prayer (Catechism of the Catholic Church n.2598)
L’evento della preghiera ci viene pienamente rivelato nel Verbo che si è fatto carne e dimora in mezzo a noi. Cercare di comprendere la sua preghiera, attraverso ciò che i suoi testimoni ci dicono di essa nel Vangelo, è avvicinarci al santo Signore Gesù come al roveto ardente: dapprima contemplarlo mentre prega, poi ascoltare come ci insegna a pregare, infine conoscere come egli esaudisce la nostra preghiera (Catechismo della Chiesa Cattolica n.2598)
“Love is an excellent thing”, we read in the book the Imitation of Christ. “It makes every difficulty easy, and bears all wrongs with equanimity…. Love tends upward; it will not be held down by anything low… love is born of God and cannot rest except in God” (III, V, 3) [Pope Benedict]
«Grande cosa è l’amore – leggiamo nel libro dell’Imitazione di Cristo –, un bene che rende leggera ogni cosa pesante e sopporta tranquillamente ogni cosa difficile [Papa Benedetto]

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