Mag 1, 2026 Scritto da 

Oggi parla proprio di odio

I cristiani sono perseguitati oggi più che agli inizi della storia del cristianesimo. La causa originaria di ogni persecuzione è l’odio del principe del mondo verso quanti sono stati salvati e redenti da Gesù con la sua morte e con la sua resurrezione. Le uniche armi per difendersi sono la parola di Dio, l’umiltà e la mitezza.

Anche questa mattina, sabato 4 maggio, Papa Francesco ha indicato una strada da seguire per imparare a districarsi tra le insidie del mondo. Insidie che, ha spiegato nell’omelia della messa celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae, sono opera del «diavolo», «principe del mondo», «spirito del mondo».

Il Papa, commentando le letture del giorno tratte dagli Atti degli apostoli (16, 1-10) e dal vangelo di Giovanni (15, 18-21), ha incentrato la sua riflessione sull’odio «una parola forte — ha sottolineato — usata da Gesù. Proprio odio. Lui che è maestro dell’amore, al quale piaceva tanto parlare di amore, parla di odio». Ma «a lui — ha spiegato — piaceva chiamare le cose con il nome proprio che hanno. E ci dice “Non spaventatevi! Il mondo vi odierà. Sappiate che prima di voi ha odiato me”. E ci ricorda anche quello che lui forse aveva detto in un’altra occasione ai discepoli: “ricordatevi della parola che io vi ho detto: un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. La strada dei cristiani è la strada di Gesù». Per seguirlo non ce ne è un’altra. Una di quelle segnate da Gesù, ha precisato il Santo Padre, «è una conseguenza dell’odio del mondo e anche del principe di questo odio nel mondo».

Gesù — ha spiegato il Pontefice — ci ha scelti e «ci ha riscattati. Ci ha scelti per pura grazia. Con la sua morte e resurrezione ci ha riscattati dal potere del mondo, dal potere del diavolo, dal potere del principe di questo mondo. L’origine dell’odio è questa: siamo salvati e quel principe del mondo, che non vuole che siamo salvati, ci odia e fa nascere la persecuzione che dai primi tempi di Gesù continua fino a oggi. Tante comunità cristiane sono perseguitate nel mondo. In questo tempo più che nei primi tempi; eh! Oggi, adesso, in questo giorno, in questa ora. Perché? Ma perché lo spirito del mondo odia».

Solitamente alla persecuzione si giunge dopo aver percorso una strada, lunga. «Pensiamo — ha suggerito Papa Francesco — a come il principe del mondo ha voluto ingannare Gesù quando era nel deserto: “Ma fai il bravo! Hai fame? Mangia. Tu puoi farlo”. Lo ha anche invitato un po’ alla vanità: “Fai il bravo! Tu sei venuto per salvare la gente. Risparmia tempo, vai al tempio, buttati giù e tutta la gente vedrà questo miracolo e tutto è finito: tu avrai autorità”. Ma pensiamo a questo: Gesù mai ha risposto a questo principe con le sue parole! Mai. Era Dio. Mai. È andato, per la risposta, a trovare le parole di Dio e ha risposto con la parola di Dio». Un messaggio per l’uomo d’oggi: «Con il principe di questo mondo non si può dialogare. E questo sia chiaro». Il dialogo è un’altra cosa: «è necessario fra noi — ha spiegato il vescovo di Roma — è necessario per la pace. Il dialogo è un’abitudine, è proprio un atteggiamento che noi dobbiamo avere tra noi per sentirci, per capirci. E deve mantenersi sempre. Il dialogo nasce dalla carità, dall’amore. Con quel principe non si può dialogare; si può soltanto rispondere con la parola di Dio che ci difende». Il principe del mondo, ha ribadito, «ci odia. E come ha fatto con Gesù farà con noi: “Ma guarda, fa’ questo... è una piccola truffa... non c’è niente... è piccola” e così comincia a portarci su una strada un pochino ingiusta». Comincia da piccole cose, poi inizia con le lusinghe e con esse «ci ammorbidisce» fino a che «cadiamo nella trappola. Gesù ci ha detto: “Io invio voi come pecorelle in mezzo ai lupi. Siate prudenti, ma semplici”. Se però ci lasciamo prendere dallo spirito di vanità e pensiamo di contrastare i lupi facendoci noi stessi lupi “questi vi mangeranno vivi”. Perché se smetti di essere pecorella, non hai un pastore che ti difende e cadi nelle mani di questi lupi. Voi potreste chiedere: “Padre, ma qual è l’arma per difendersi da queste seduzioni, da questi fuochi d’artificio che fa il principe di questo mondo, dalle sue lusinghe?”. L’arma è la stessa di Gesù: la parola di Dio, e poi l’umiltà e la mitezza. Pensiamo a Gesù quando gli danno lo schiaffo: che umiltà, che mitezza. Poteva insultare e invece ha fatto solo una domanda umile e mite. Pensiamo a Gesù nella sua passione. Il profeta di lui dice “come una pecora che va al mattatoio, non grida niente”. L’umiltà. Umiltà e mitezza: queste sono le armi che il principe del mondo, lo spirito del mondo non tollera, perché le sue proposte sono di potere mondano, proposte di vanità, proposte di ricchezze. L’umiltà e la mitezza non le tollera». Gesù è mite e umile di cuore e «oggi — ha detto avviandosi a conclusione — ci fa pensare a quest’odio del principe del mondo contro di noi, contro i seguaci di Gesù». E pensiamo alle armi che abbiamo per difenderci: «restiamo sempre pecorelle, perché così avremo un pastore che ci difende».

[Papa Francesco, omelia s. Marta, in L’Osservatore Romano 05/05/2013]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
Our commitment does not consist exclusively of activities or programmes of promotion and assistance; what the Holy Spirit mobilizes is not an unruly activism, but above all an attentiveness that considers the other in a certain sense as one with ourselves (Pope Francis)
Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)
The drama of prayer is fully revealed to us in the Word who became flesh and dwells among us. To seek to understand his prayer through what his witnesses proclaim to us in the Gospel is to approach the holy Lord Jesus as Moses approached the burning bush: first to contemplate him in prayer, then to hear how he teaches us to pray, in order to know how he hears our prayer (Catechism of the Catholic Church n.2598)
L’evento della preghiera ci viene pienamente rivelato nel Verbo che si è fatto carne e dimora in mezzo a noi. Cercare di comprendere la sua preghiera, attraverso ciò che i suoi testimoni ci dicono di essa nel Vangelo, è avvicinarci al santo Signore Gesù come al roveto ardente: dapprima contemplarlo mentre prega, poi ascoltare come ci insegna a pregare, infine conoscere come egli esaudisce la nostra preghiera (Catechismo della Chiesa Cattolica n.2598)
“Love is an excellent thing”, we read in the book the Imitation of Christ. “It makes every difficulty easy, and bears all wrongs with equanimity…. Love tends upward; it will not be held down by anything low… love is born of God and cannot rest except in God” (III, V, 3) [Pope Benedict]
«Grande cosa è l’amore – leggiamo nel libro dell’Imitazione di Cristo –, un bene che rende leggera ogni cosa pesante e sopporta tranquillamente ogni cosa difficile [Papa Benedetto]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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