Gesù chiama a evitare ogni giudizio, ad essere misericordiosi, donando con larghezza.
Dopo la sua conversione, Francesco aveva sperimentato che la misura dell’Amore è il non averne.
Soccorso dal Buon Samaritano, aveva imparato a donare in modo traboccante e gioioso a chiunque chiedesse per amor di Dio.
Inoltre, conforme alla Parola del Vangelo che invita ad essere misericordiosi, era animato da vera compassione verso tutti i bisognosi, a partire dai lebbrosi, che un tempo ripudiava.
Nelle Fonti, gioiello di documentazione delle origini, in merito al giudizio condito di misericordia, leggiamo:
«Coloro poi che hanno ricevuto l’autorità di giudicare gli altri, esercitino il giudizio con misericordia, così come essi stessi vogliono ottenere misericordia dal Signore; infatti il giudizio sarà senza misericordia per coloro che non hanno usato misericordia» (FF 191 - Lettera ai Fedeli).
Il Minimo, un tempo, aveva fatto esperienza singolare di compassione nella piana d’Assisi:
"Francesco mentre un giorno cavalcava nei paraggi di Assisi, incontrò sulla strada un lebbroso.
Di questi infelici egli provava un invincibile ribrezzo; ma stavolta, facendo violenza al proprio istinto, smontò da cavallo e offrì al lebbroso un denaro, baciandogli la mano.
E ricevendone un bacio di pace, risalì a cavallo e seguitò il suo cammino.
Da quel giorno cominciò a svincolarsi dal proprio egoismo, fino al punto di sapersi vincere perfettamente, con l’aiuto di Dio" (FF 1407).
Questo incontro rivoluzionò la sua mentalità, trasformandolo profondamente.
Sollecitava con l’esempio i suoi compagni a farsi dono continuo ad ogni indigente.
"Nessuna cosa ritenevano proprietà privata […] erano spontaneamente generosi di tutto quello che venisse loro offerto in nome di Dio. Donavano con gioia, per amore di Lui, le elemosine raccolte, a quanti ne facessero richiesta, massime ai poveri" (FF 1450).
La salvezza ricevuta gratuitamente era divenuta per loro metro di misura nel relazionarsi con il prossimo.
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati» (Lc 6,36-37)
Lunedì 2ª sett. Quaresima (Lc 6,36-38)