Giu 18, 2026 Scritto da 

Disagio: luogo del Contatto

Il lebbroso e il Tocco creativo, che lo reintegra

(Mt 8,1-4)

 

Ci chiediamo: in che modo Gesù praticava la Legge? Il suo Tocco trasgressivo ne riassume vita ed esito, insegnamento e missione.

Gli emarginati arrivavano vicino a Cristo, che non allontanava nessuno - contravvenendo apertamente la norma della Torah (Lv 13) la quale imponeva di scacciare gl’immondi, e ad essi di lasciarsi escludere.

Per ogni rifiutato dal giro dei legalisti ipocriti c’è una sola via d’uscita, sempre: farsi curare da Dio stesso. E inventarsi il modo per aggirare la legge [anche devota] onde poter avere un rapporto personale - senza condizioni previe di purità.

Non ci si salva da soli: l’immacolatezza può essere solo donata. Ma spesso anche chi è chiamato ad aiutare si rifiuta di occuparsene - rinchiudendo proprio il bisognoso in un’assurda solitudine.

Per il Signore l’esclusivismo religioso è una squallida invenzione di potentati opportunisti e guide devianti, che distorcono il volto di Dio per soggiogare le coscienze.

Il Padre accoglie tutti come figli; Gesù come amici - e lo fa con violazione [anche Lui] di alcune disposizioni.

Così l’uomo di Fede abbraccia sorelle e fratelli, escludendo il vaglio cautelativo di condizioni a monte, giudizi moralisti o sacrali, e mentalità.

Ma in quella cultura era solo il certificato di sanità emesso dai sacerdoti (v.4) a significare: “ora puoi vivere riammesso in società”.

Nella composizione della pericope l’evangelista vuol dire: è l’incontro con Cristo che guarisce e diventa il gratuito lasciapassare anche per essere accettati in comunità - non le precauzioni, né la trafila di discipline dell’arcano [sempre dirette da coloro che si ritengono sani e non contagiati].

Non bisogna essere già perfetti e col certificato, per venire ammessi o reintegrati, e frequentare la chiesa come “non sgraditi”.

Il Salvatore mal sopporta le emarginazioni o le realtà esclusive, grazie alle quali mai recupereremmo l’innocenza originaria che pur promettono.

È invece il Gratis di Gesù che fa esistere senza condizioni, con normalità e pienezza.

Lui stesso obbliga le autorità a riconoscere il fatto che siamo puri, completi (per vivere la nostra vocazione) e sanati; abilitati in pieno a stare con gli altri e non esser mandati via.

Il Messaggio era proprio strano per le idee convenzionali, ma si diffondeva, suscitando entusiasmo proprio fra gli allontanati dal ‘centro’ [cf. parallelo Mc 1,45]: Dio non ha ripugnanze.

E laddove le disposizioni sul territorio risultassero contrarie al suo progetto umanizzante, bisognerebbe inventarsi qualcosa - pur di avere un rapporto personale, un incontro, un minimo di contatto a tu per tu.

Non di rado (purtroppo) senza faccia tosta nel trasgredire il precetto religioso, l’iniziativa d’amore che rinnova la faccia della terra non può scattare, e la morte torna a ghermirci, annientando ogni anelito di vita.

Sembra un paradosso, ma talora non ci si rimette in piedi altrimenti che aggirando gli ostacoli di alcune disposizioni, con estremo coraggio e a rischio di ulteriore emarginazione.

Lo vediamo nel Figlio che ci risolleva, contravventore delle procedure formali esclusive: un ‘divino eccentrico’ che ha il potere di vincere il male più lacerante: quello che corrode dentro ed esclude.

Anche oggi lo Spirito di risanamento irrompe nella nostra realtà, facendo breccia tra dure tavole di pietra esteriori, per poter dilagare - e occupare finalmente il centro del nostro cammino.

 

 

[Venerdì 12.a sett. T.O.  26 giugno 2026]

333 Ultima modifica il Venerdì, 26 Giugno 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

For Jesus we are not a "mass", a "multitude"! We are individual "persons" with an eternal value, both as creatures and as re-deemed persons! He knows us! He knows me, and loves me and gave himself for me! (Gal 2:20) [John Paul II]
Non siamo “massa”, “moltitudine”, per Gesù! Siamo “persone” singole con un valore eterno, sia come creature sia come persone redente! lui ci conosce! lui mi conosce, e mi ama e ha dato se stesso per me! (Gal 2,20) [Giovanni Paolo II]
The grain of wheat that "falls to the ground and dies" becomes the promise of bread (Pope John Paul II)
Il chicco di grano che “cade in terra e muore” diventa la promessa del pane (Papa Giovanni Paolo II)
The power of faith can move mountains (cf. Mt 17:20): the Lord can illuminate even the deepest darkness [Pope Benedict]
La forza della fede può spostare le montagne (cfr Mt 17,20): il Signore può illuminare anche la tenebra più profonda [Papa Benedetto]
By willingly accepting death, Jesus carries the cross of all human beings and becomes a source of salvation for the whole of humanity. St Cyril of Jerusalem commented: “The glory of the Cross led those who were blind through ignorance into light, loosed all who were held fast by sin and brought redemption to the whole world of mankind” (Catechesis Illuminandorum XIII, 1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Pope Benedict]
Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità. San Cirillo di Gerusalemme commenta: «La croce vittoriosa ha illuminato chi era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha portato la redenzione all’intera umanità» (Catechesis Illuminandorum XIII,1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Papa Benedetto]
In the New Testament, it is Christ who constitutes the full manifestation of God's light [Pope Benedict]
Nel Nuovo Testamento è Cristo a costituire la piena manifestazione della luce di Dio [Papa Benedetto]
Faith opens us to knowing and welcoming the real identity of Jesus, his newness and oneness, his word, as a source of life, in order to live a personal relationship with him. Knowledge of the faith grows, it grows with the desire to find the way and in the end it is a gift of God who does not reveal himself to us as an abstract thing without a face or a name, because faith responds to a Person who wants to enter into a relationship of deep love with us and to involve our whole life (Pope Benedict)
La fede ci apre a conoscere e ad accogliere la reale identità di Gesù, la sua novità e unicità, la sua Parola, come fonte di vita, per vivere una relazione personale con Lui. Il conoscere della fede cresce, cresce con il desiderio di trovare la strada, ed è finalmente un dono di Dio, che si rivela a noi non come una cosa astratta senza volto e senza nome, ma la fede risponde a una Persona, che vuole entrare in un rapporto di amore profondo con noi e coinvolgere tutta la nostra vita (Papa Benedetto)
Jesus Christ clearly indicates that even acts of devotion and penance (such as fasting, almsgiving, prayer), which by their religious purpose are primarily 'interior', can succumb to current 'externalism', and can therefore be falsified [John Paul II]
Gesù Cristo indica chiaramente che anche gli atti di devozione e di penitenza (come digiuno, elemosina, preghiera) che per la loro finalità religiosa sono principalmente “interiori”, possono cedere all’“esteriorismo” corrente, e quindi possono essere falsificati [Giovanni Paolo II]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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