Mag 28, 2026 Scritto da 

Chi è Messia, l’eccentrico senza clamori imperiali

(Mc 12,35-37)

 

«E la folla numerosa lo ascoltava volentieri» (v.37). Per quale motivo, malgrado il pericoloso contendere coi maestri riconosciuti?

Gli scribi sostenevano che il Messia era un uomo eccezionalmente ragguardevole, ma non dotato di condizione divina.

Bisognava andare più a fondo nell’idea comune circa le antiche Promesse.

Così il nuovo Rabbi chiede agli esperti ufficiali per quale motivo il re Davide lo chiama «Signore» - se doveva essere solo un suo ‘figlio’.

Tutti ammettevano che il Messia sarebbe stato discendente del prestigioso sovrano.

Eppure, per il Maestro il legame di sangue o il sogno imperiale non esauriscono l'identità del Veniente; tutt’altro, la deviano.

In tale orizzonte, anche noi siamo chiamati a riconsiderare a fondo la Persona del Cristo. 

Egli non è riducibile a proporzioni congeniali - adatte a una mentalità, o alle sue attese esterne.

 

Nella condizione divina che è pienezza di umanizzazione, il Risorto non risponde alle aspettative: le supera.

Non è “figlio”, ma Signore di Davide - e dell’anima.

L’Emmanuele sospirato - Dio Con noi - non può essere un catalogato.

Insomma, solo Lui dà senso e spessore divino a tutto ciò che è dell’uomo [di tutti e ciascuno].

Per Fede personale, è nell’orizzonte d’un altro regno - alternativo - che traversie, sofferenze e distacchi ci fanno crescere.

E possono rientrare in un piano di Mistero che sfocia in Luce.

Il nostro destino e compito eminenti non hanno per nulla misure affini a convinzioni inquadrate, tutto sommato banali.

Solo lasciandoci plasmare dal Viaggio a tutto tondo in Cristo i disagi e le difficoltà non diventano nemici.

 

Le pene particolari che sperimentiamo sono forse segno di nostri talenti non sbocciati.

Risorse insolite che non abbiamo ascoltato e non ancora cullate, cui non abbiamo concesso spazio.

Incontrate, riconosciute, integrate, investite in modo inedito e pure difforme dai propositi normali o altrui, tali energie sopite condurranno a una espansione integrale d’idee e orizzonti, d’anima e gesti.

In tal guisa, servono Mistero e avventura non comuni.

Allorché dunque dovessero affacciarsi debolezze, fatiche, e perfino disagi, sappiamo che essi non arrivano a punirci o metterci in castigo, bensì per ricordarci un lato fondamentale.

Ciò, onde fare memoriale di un aspetto di profondo carattere, e futuro; archetipo e missionale. 

Per attualizzare quanto di noi stessi non abbiamo forse ancora intuito e portato a consapevolezza, perché sovrastati proprio da fattori esterni.

 

Malgrado la gabbia dorata di artificiali certezze attorno, e lacciuoli di routine confortevoli, ci mancherebbe la Magia, la sorpresa che fa trasalire il cuore, l’Incontro decisivo.

Un nuovo insegnamento, anche per il Tempio.

 

 

[Venerdì 9.a sett. T.O.  5 giugno 2026]

371 Ultima modifica il Venerdì, 05 Giugno 2026 12:02
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Jesus invites us to discern the words and deeds which bear witness to the imminent coming of the Father’s kingdom. Indeed, he indicates and concentrates all the signs in the enigmatic “sign of Jonah”. By doing so, he overturns the worldly logic aimed at seeking signs that would confirm the human desire for self-affirmation and power (Pope John Paul II)
Gesù invita al discernimento in rapporto alle parole ed opere, che testimoniano l'imminente avvento del Regno del Padre. Anzi, Egli indirizza e concentra tutti i segni nell'enigmatico "segno di Giona". E con ciò rovescia la logica mondana tesa a cercare segni che confermino il desiderio di autoaffermazione e di potenza dell'uomo (Papa Giovanni Paolo II)
In reality, an abstract, distant god is more comfortable, one that doesn’t get himself involved in situations and who accepts a faith that is far from life, from problems, from society. Or we would even like to believe in a ‘special effects’ god (Pope Francis)
In realtà, è più comodo un dio astratto, distante, che non si immischia nelle situazioni e che accetta una fede lontana dalla vita, dai problemi, dalla società. Oppure ci piace credere a un dio “dagli effetti speciali” (Papa Francesco)
It is as though you were given a parcel with a gift inside and, rather than going to open the gift, you look only at the paper it is wrapped in: only appearances, the form, and not the core of the grace, of the gift that is given! (Pope Francis)
È come se a te regalassero un pacchetto con dentro un dono e tu, invece di andare a cercare il dono, guardi soltanto la carta nel quale è incartato: soltanto le apparenze, la forma, e non il nocciolo della grazia, del dono che viene dato! (Papa Francesco)
The Lord has our good at heart, that is, that every person should have life, and that especially the "least" of his children may have access to the banquet he has prepared for all (Pope Benedict)
Al Signore sta a cuore il nostro bene, cioè che ogni uomo abbia la vita, e che specialmente i suoi figli più "piccoli" possano accedere al banchetto che lui ha preparato per tutti (Papa Benedetto)
This Parable of the Sower is somewhat the ‘mother’ of all parables […] Such is the heart of God! Each one of us is ground on which the seed of the Word falls; no one is excluded! [Pope Francis]
Questa del seminatore è un po’ la “madre” di tutte le parabole […] Così è il cuore di Dio! Ognuno di noi è un terreno su cui cade il seme della Parola, nessuno è escluso [Papa Francesco]
Are we not perhaps all afraid in some way? If we let Christ enter fully into our lives, if we open ourselves totally to him, are we not afraid that He might take something away from us? Are we not perhaps afraid to give up something significant, something unique, something that makes life so beautiful? Do we not then risk ending up diminished and deprived of our freedom? (Pope Benedict)
Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura - se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà? (Papa Benedetto)
«Is there an attitude for those who want to follow Jesus» so that «they do not end badly, that they do not end up eaten alive - as my mother used to say: "Eat raw" - by others»? (Pope Francis)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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