Mag 27, 2026 Scritto da 

Comandamento Grande: solo la Qualità profonda obbliga

Nessuna arrendevolezza forzata

(Mc 12,28b-34)

 

Quella del ‘comandamento grande’ era la norma di catechismo più conosciuta, persino dagli infanti.

Gesù viene interrogato solo per ribattergli: e tu perché non osservi l’unico comandamento che anche Dio adempie - il riposo del sabato?

La sola disposizione in cui il Padre si riconosce è l’Amore, non un qualche precetto particolare - perché solo la Qualità profonda obbliga.

La proposta spirituale del Maestro fa propria la narrativa del popolo di Dio e la pratica dei Profeti: tutta cuore, piedi, mani - e intelligenza.

L’Amore completo verso Dio avvolge la creatura in ogni decisione [cuore], ogni istante e aspetto della sua «vita» concreta, tutte le proprie risorse [forze].

Mt 22,37 non cita esplicitamente quest’ultimo aspetto, forse per sottolineare che il Padre non assorbe energie in nessun modo, bensì le trasmette.

Ma Gesù aggiunge alle sfumature dell’intesa autentica con Dio enumerate nel Primo Testamento un versante inatteso per chi pensa l’amore come sentimento delicato solo emotivo.

Il Signore suggerisce lo studio, il discernimento e la comprensione delle nostre percezioni (v.30) - l’aspetto mentale e d’intelligenza profonda che integra Dt 6.

A prima vista sembra una sfaccettatura secondaria o addirittura un orpello per il balzo qualitativo da un comune senso religioso all’esistenza di Fede saggiamente e personalmente configurata.

È vero l’esatto contrario: siamo figli di un Padre che non ci soppianta, né assorbe le nostre energie o potenzialità, spersonalizzando; neppure sotto il profilo mentale.

La sola praticità rende fragili, poco consapevoli; e quando non siamo convinti neppure saremo affidabili, sempre in balia di mutevoli situazioni e dell’opinione conformista, alla moda, altrui.

Gesù non parla di amore verso Dio in termini d’intimismo e sentimento, ma di un’affinità totalmente coinvolgente, resa meno oscillante proprio dallo sviluppo della nostra misura sapienziale in merito alle questioni.

Qui c’è un Appuntamento decisivo dell’Amore a tutto tondo.

Innaturale sarebbe riconoscere un Padrone del Cielo che non Viene incontro e viceversa ci sovrasta con un suo obbiettivo, a noi estrinseco e che rende marginali.

 

Amare «Come [e Perché] te stesso»: è una nuova Genesi nello spirito di Dono.

Il paradosso suggerito da Gesù è che amiamo per il fatto che abbiamo cura d’incontrarci - e amiamo noi stessi - dilatando l’io nel Tu.

Il «comando grande» di Dio investe l’esistere reale e riguarda non solo la qualità di relazione col mondo e il prossimo ma il globale riflessivo con sé. 

Non bisogna aver paura di altre dottrine e discipline, trascurando le sfide anche intellettuali che rimettono in discussione le credenze, le opere, la propria visione del mondo, il linguaggio, lo stile, e il pensiero stesso.

Valore aggiunto.

Inutile poi lamentarsi, se le realtà ecclesiali che non si aggiornano o approfondiscono, e permangono nei luoghi comuni ereditati [o nelle voghe] lentamente decadono, quindi scompaiono.

Per questo alle note antiche del vero amore il Figlio di Dio aggiunge la qualità della mente’: non siamo dei creduloni, sprovveduti, unilaterali.

Le nostre mani tese sono frutto di scelta libera e consapevole. Nessuna arrendevolezza forzata.

«Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta» [Giovanni Paolo II].

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Cos’è Grande per te? Ti documenti e aggiorni per poter corrispondere meglio alla Chiamata di Dio?

 

 

[Giovedì 9.a sett. T.O.  4 giugno 2026]

362 Ultima modifica il Giovedì, 04 Giugno 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Jesus invites us to discern the words and deeds which bear witness to the imminent coming of the Father’s kingdom. Indeed, he indicates and concentrates all the signs in the enigmatic “sign of Jonah”. By doing so, he overturns the worldly logic aimed at seeking signs that would confirm the human desire for self-affirmation and power (Pope John Paul II)
Gesù invita al discernimento in rapporto alle parole ed opere, che testimoniano l'imminente avvento del Regno del Padre. Anzi, Egli indirizza e concentra tutti i segni nell'enigmatico "segno di Giona". E con ciò rovescia la logica mondana tesa a cercare segni che confermino il desiderio di autoaffermazione e di potenza dell'uomo (Papa Giovanni Paolo II)
In reality, an abstract, distant god is more comfortable, one that doesn’t get himself involved in situations and who accepts a faith that is far from life, from problems, from society. Or we would even like to believe in a ‘special effects’ god (Pope Francis)
In realtà, è più comodo un dio astratto, distante, che non si immischia nelle situazioni e che accetta una fede lontana dalla vita, dai problemi, dalla società. Oppure ci piace credere a un dio “dagli effetti speciali” (Papa Francesco)
It is as though you were given a parcel with a gift inside and, rather than going to open the gift, you look only at the paper it is wrapped in: only appearances, the form, and not the core of the grace, of the gift that is given! (Pope Francis)
È come se a te regalassero un pacchetto con dentro un dono e tu, invece di andare a cercare il dono, guardi soltanto la carta nel quale è incartato: soltanto le apparenze, la forma, e non il nocciolo della grazia, del dono che viene dato! (Papa Francesco)
The Lord has our good at heart, that is, that every person should have life, and that especially the "least" of his children may have access to the banquet he has prepared for all (Pope Benedict)
Al Signore sta a cuore il nostro bene, cioè che ogni uomo abbia la vita, e che specialmente i suoi figli più "piccoli" possano accedere al banchetto che lui ha preparato per tutti (Papa Benedetto)
This Parable of the Sower is somewhat the ‘mother’ of all parables […] Such is the heart of God! Each one of us is ground on which the seed of the Word falls; no one is excluded! [Pope Francis]
Questa del seminatore è un po’ la “madre” di tutte le parabole […] Così è il cuore di Dio! Ognuno di noi è un terreno su cui cade il seme della Parola, nessuno è escluso [Papa Francesco]
Are we not perhaps all afraid in some way? If we let Christ enter fully into our lives, if we open ourselves totally to him, are we not afraid that He might take something away from us? Are we not perhaps afraid to give up something significant, something unique, something that makes life so beautiful? Do we not then risk ending up diminished and deprived of our freedom? (Pope Benedict)
Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura - se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà? (Papa Benedetto)
«Is there an attitude for those who want to follow Jesus» so that «they do not end badly, that they do not end up eaten alive - as my mother used to say: "Eat raw" - by others»? (Pope Francis)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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