Apr 8, 2026 Scritto da 

Fede e Salvezza: Vita «non con misura», già sulla terra

(Gv 3,31-36)

 

Gv utilizza categorie descrittive [dall’alto, dal basso, dal cielo, dalla terra - ossia tutto il nostro “dominio”].

Termini naturali, per presentarci la Persona del Figlio rivelatore, e l’importanza della sua proposta per la vita reale.

La condizione divina dell’Inviato del Padre procede infatti dalla dimensione umana.

La sua natura terrena è tuttavia imparagonabile alla sua origine di essere del cielo, superiore a ogni concorrenza.

La testimonianza del Messia circa il mondo di lassù è una Parola che c’interpella. Ma non è accolta (cf. Gv 1,11) da un «mondo» (Gv 1,10) che ama solo ciò che gli corrisponde.

Eppur coloro che accettano tale testimonianza (cf. Gv 1,12) ospitano in sé lo stesso Rivelatore - per l'identità fra la Persona e la Parola.

Nelle espressioni di Colui che svela, si rendono palesi i disegni e l’azione di Dio (v.33).

È il Maestro di Nazaret che mostra la verità dell’Altissimo.

Infatti il Padre ha concesso al Figlio l’intero suo Spirito «non con misura» (v.34); né limiti, restrizioni, come ad es. nei profeti, re o patriarchi.

E chi crede nel Figlio è del Padre - è già a livello di eternità: ha in sé la stessa «Vita dell’Eterno» (v.36).

Chi accoglie Cristo vive già in Dio. È rivolto al Padre; ne gode la presenza ineffabile, ne assimila e parla la ‘lingua’ unica.

Diviene capace di rapporti non unilaterali, perché sa recuperare gli opposti.

Solo dalla pienezza dei doni dello Spirito [e la sua partecipazione: v.34] deriva l’adesione a una Torah impressa nel cuore, nonché l’obbedienza riconosciuta in se stessi.

In tal guisa, diventa Somiglianza, che assume la vicenda del nuovo Maestro come criterio.

 

La custodia dei precetti del Pentateuco apportava «lunghi giorni e anni di vita e tanta pace» (Pr 3,1-2).

Dagli adempimenti della Legge e della tradizione orale si presumeva un compimento [normale] atteso.

La Salvezza invece non viene dalle origini, dal “territorio” (v.31) - cultura ed etnia.

Neppure, la redenzione procede dall’esito d’una verifica dell’insegnamento antico.

La realizzazione completa ci coglie - bensì - dal credere nel Figlio (v.36): ‘nascita’ assoluta [sempre rinnovata] impressa dallo Spirito che non intralcia.

Spirito di configurazione divina, comunicato appunto «non con misura».

 

Le religioni antiche promettono “vita eterna” - in alcuni casi, quasi un premio di consolazione dopo le fatiche di questa valle di lacrime.

Alienazione che spezza le ali, produce alibi, e fa diventare esterni, già registrati e prevedibili.

La «Vita dell’Eterno» (v.36), la Vita stessa e intima di Dio, è invece una condizione che abita, irrompe nei nostri percorsi.

Lo fa con inclinazioni eccentriche, inedite; prima inconcepibili - dove siamo noi stessi, non creature ridotte.

Può essere sperimentata nei modi di essere concreti anche eccessivi, che corrispondono a uno svelamento, una ‘rivelazione’ in noi.

 

Soprattutto nel quarto Vangelo la dimensione dell’Eterno è misura sì sporgente, ma incarnata e in atto. Non per virtù naturale, ma per apertura alla Totalità.

Per l’azione dello Spirito, che crea e rigenera senza posa - e tesse un’intesa radicale nell’essere.

Non siamo noi a produrre l’Amore che ricolma e attiva, o che possa restituirci alla vita senza restrizioni.

Però la dimensione di Figli che dal Battesimo si sanno e riconoscono nella Pienezza, ci riguarda.

Allora - come in Gesù Figlio - tutto è posto nelle nostre mani (v.35).

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Quale eccesso vocazionale hai lasciato in sospeso?

 

 

[Giovedì 2.a sett. Pasqua, 16 aprile 2026]

266 Ultima modifica il Giovedì, 16 Aprile 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

«When the servant of God is troubled, as it happens, by something, he must get up immediately to pray, and persevere before the Supreme Father until he restores to him the joy of his salvation. Because if it remains in sadness, that Babylonian evil will grow and, in the end, will generate in the heart an indelible rust, if it is not removed with tears» (St Francis of Assisi, FS 709)
«Il servo di Dio quando è turbato, come capita, da qualcosa, deve alzarsi subito per pregare, e perseverare davanti al Padre Sommo sino a che gli restituisca la gioia della sua salvezza. Perché se permane nella tristezza, crescerà quel male babilonese e, alla fine, genererà nel cuore una ruggine indelebile, se non verrà tolta con le lacrime» (san Francesco d’Assisi, FF 709)
Wherever people want to set themselves up as God they cannot but set themselves against each other. Instead, wherever they place themselves in the Lord’s truth they are open to the action of his Spirit who sustains and unites them (Pope Benedict
Dove gli uomini vogliono farsi Dio, possono solo mettersi l’uno contro l’altro. Dove invece si pongono nella verità del Signore, si aprono all’azione del suo Spirito che li sostiene e li unisce (Papa Benedetto)
But our understanding is limited: thus, the Spirit's mission is to introduce the Church, in an ever new way from generation to generation, into the greatness of Christ's mystery. The Spirit places nothing different or new beside Christ; no pneumatic revelation comes with the revelation of Christ - as some say -, no second level of Revelation (Pope Benedict)
Ma la nostra capacità di comprendere è limitata; perciò la missione dello Spirito è di introdurre la Chiesa in modo sempre nuovo, di generazione in generazione, nella grandezza del mistero di Cristo. Lo Spirito non pone nulla di diverso e di nuovo accanto a Cristo; non c’è nessuna rivelazione pneumatica accanto a quella di Cristo - come alcuni credono - nessun secondo livello di Rivelazione (Papa Benedetto)
Who touched Lydia's heart? The answer is: «the Holy Spirit». It’s He who made this woman feel that Jesus was Lord; He made this woman feel that salvation was in Paul's words; He made this woman feel a testimony (Pope Francis)
Chi ha toccato il cuore di Lidia? La risposta è: «lo Spirito Santo». È lui che ha fatto sentire a questa donna che Gesù era il Signore; ha fatto sentire a questa donna che la salvezza era nelle parole di Paolo; ha fatto sentire a questa donna una testimonianza (Papa Francesco)
But what does it mean to love Christ?  It means trusting him even in times of trial, following him faithfully even on the Via Crucis, in the hope that soon the morning of the Resurrection will come.  Entrusting ourselves to Christ, we lose nothing, we gain everything.  In his hands our life acquires its true meaning.  Love for Christ expresses itself in the will to harmonize our own life with the thoughts and sentiments of his Heart.  This is achieved through interior union [Pope Benedict]
Ma che vuol dire amare Cristo? Vuol dire fidarsi di Lui anche nell'ora della prova, seguirLo fedelmente anche sulla Via Crucis, nella speranza che presto verrà il mattino della risurrezione. Affidandoci a Cristo non perdiamo niente, ma acquistiamo tutto. Nelle sue mani la nostra vita acquista il suo vero senso. L'amore per Cristo si esprime nella volontà di sintonizzare la propria vita con i pensieri e i sentimenti del suo Cuore. Questo si realizza mediante l'unione interiore [Papa Benedetto]
The New Law is not another commandment more difficult than the others: the New Law is a gift, the New Law is the presence of the Holy Spirit [Pope Benedict]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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