Mar 20, 2026 Scritto da 

Viene alla Festa, ma da clandestino

(Gv 11,45-56)

 

Cristo è tutto quello che le feste ebraiche avevano promesso e proclamato.

Esse decifravano autorevolmente, ma in modo incosciente [i vv.47-52 si compiacciono di parole a doppio senso].

Il sommo sacerdote parlava infatti in nome di Dio: interpretava la situazione in modo divinamente ispirato.

In Cristo ci si avviava alla realizzazione della promessa fatta ad Abramo: si chiudeva l’epoca della dispersione degli uomini.

La Croce avrebbe realizzato la vocazione del Tempio: la ricomposizione del popolo e l’unità dell’essere umano dalla terra arida e lontana, nella condivisione e gratuità.

Ma quale poteva essere anche per Gesù il punto di partenza (energetico) per non ritirarsi dentro i limiti del proprio ambiente fin nei dettagli, e attivare un cammino di rinascita?

La comunità di Betania [«casa dei poveri»] è immagine delle prime realtà di fede, indigenti e composte di soli fratelli e sorelle.

A misura di persona. Dove ci si “guardava” e si potevano sciogliere quei legami che impedivano di andare oltre il già conosciuto.

Nido di relazioni sane, che riusciva a dare senso anche alle ferite.

 

La «casa dei poveri» è il solo luogo in cui Gesù si trovava a suo agio, ossia l’unica realtà in cui lo possiamo ancora riconoscere vivo e presente ‘in mezzo’ - disponibile, equidistante. Sorgente di vita per modesti e bisognosi.

Stride nel passo di Vangelo il confronto con la volgare astuzia dei direttori e la dimensione fuori-scala dei luoghi e feste comandate.

Come se lì nessuna linfa scorresse tra Santità di Dio e vita reale delle persone dimesse.

 

Malgrado il Maestro compisse il bene - come in tutti i regimi, non mancavano i delatori (v.46).

D’altro canto, buona parte degli abitanti di Gerusalemme trovavano nell’indotto delle attività del Tempio il loro sostentamento materiale.

Figuriamoci se i primi della classe si sarebbero convinti a seguire uno sconosciuto che intendeva soppiantare l’istituzione ufficiale e le posizioni di privilegio, con una utopia disadorna.

Il trono dei prìncipi della Casa fraterna era viceversa privo di ‘cuscini’, e la coordinatrice della comunità una donna: Marta [«signora»]. Leader a rovescio, servizievole.

In tal guisa, Betania dava spunti di vita nuova, a motivo della sua stessa composizione, e spirito intimo.

Focolare privo di standard e ruoli da primato.

Realtà scevra di lotte, difese, posizioni, interessi consolidati: tutte tensioni a “sistemare” le cose che ancora ci segnano al ribasso, verso la sciatteria.

 

Sotto Domiziano queste piccole realtà alternative - premurose verso i piccoli e lontani - dovettero vivere come Gesù: clandestine.

Pagavano l’unità con la croce. Ma rinnovavano la vita dell’impero.

 

 

[Sabato 5.a sett. Quaresima, 28 marzo 2026]

279 Ultima modifica il Sabato, 28 Marzo 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Romano Guardini wrote that the Lord “is always close, being at the root of our being. Yet we must experience our relationship with God between the poles of distance and closeness. By closeness we are strengthened, by distance we are put to the test” (Pope Benedict)
Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova” (Papa Benedetto)
In recounting the "sign" of bread, the Evangelist emphasizes that Christ, before distributing the food, blessed it with a prayer of thanksgiving (cf. v. 11). The Greek term used is eucharistein and it refers directly to the Last Supper, though, in fact, John refers here not to the institution of the Eucharist but to the washing of the feet. The Eucharist is mentioned here in anticipation of the great symbol of the Bread of Life [Pope Benedict]
Narrando il “segno” dei pani, l’Evangelista sottolinea che Cristo, prima di distribuirli, li benedisse con una preghiera di ringraziamento (cfr v. 11). Il verbo è eucharistein, e rimanda direttamente al racconto dell’Ultima Cena, nel quale, in effetti, Giovanni non riferisce l’istituzione dell’Eucaristia, bensì la lavanda dei piedi. L’Eucaristia è qui come anticipata nel grande segno del pane della vita [Papa Benedetto]
First, the world of the Bible presents us with a new image of God. In surrounding cultures, the image of God and of the gods ultimately remained unclear and contradictory (Deus Caritas est n.9)
Vi è anzitutto la nuova immagine di Dio. Nelle culture che circondano il mondo della Bibbia, l'immagine di dio e degli dei rimane, alla fin fine, poco chiara e in sé contraddittoria (Deus Caritas est n.9)
God loves the world and will love it to the end. The Heart of the Son of God pierced on the Cross and opened is a profound and definitive witness to God’s love. Saint Bonaventure writes: “It was a divine decree that permitted one of the soldiers to open his sacred wide with a lance… The blood and water which poured out at that moment was the price of our salvation” (John Paul II)
Il mondo è amato da Dio e sarà amato fino alla fine. Il Cuore del Figlio di Dio trafitto sulla croce e aperto, testimonia in modo profondo e definitivo l’amore di Dio. Scriverà San Bonaventura: “Per divina disposizione è stato permesso che un soldato trafiggesse e aprisse quel sacro costato. Ne uscì sangue ed acqua, prezzo della nostra salvezza” (Giovanni Paolo II)
Thus, paradoxically, from a sign of condemnation, death and failure, the Cross becomes a sign of redemption, life and victory, through faith, the fruits of salvation can be gathered (Pope Benedict)
Così la Croce, paradossalmente, da segno di condanna, di morte, di fallimento, diventa segno di redenzione, di vita, di vittoria, in cui, con sguardo di fede, si possono scorgere i frutti della salvezza (Papa Benedetto)
[Nicodemus] felt the fascination of this Rabbi, so different from the others, but could not manage to rid himself of the conditioning of his environment that was hostile to Jesus, and stood irresolute on the threshold of faith (Pope Benedict)
[Nicodemo] avverte il fascino di questo Rabbì così diverso dagli altri, ma non riesce a sottrarsi ai condizionamenti dell’ambiente contrario a Gesù e resta titubante sulla soglia della fede (Papa Benedetto)
Those wounds that, in the beginning were an obstacle for Thomas’s faith, being a sign of Jesus’ apparent failure, those same wounds have become in his encounter with the Risen One, signs of a victorious love (Pope Benedict)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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