Ago 8, 2026 Scritto da 

Eucaristia, Fede: Segni di raduno universale

Briciole e “fiuto”, parti integrali

(Mt 15,21-28)

 

La legge religiosa impediva di occuparsi di persone straniere e di altra etnia, frontiere, o cultura.

All’inizio, Gesù [ovvero: Lui nelle prime comunità, suo Corpo mistico] sembra non volersene curare (v.26).

Ma dopo aver aiutato le folle e i suoi ad emanciparsi dalla prigione delle norme di purità (vv.10-20) il giovane Rabbi stesso era uscito dai modi conformisti di sperimentare Dio.

Egli fa Esodo persino da territori nazionali e di razza che allora sequestravano le linfe vitali - così sorvolando i preconcetti “sacri”.

Per farci crescere nella Fede, Cristo promuove l’esistere variegato. In tal guisa, al di fuori della miopia standard, può riscontrare adesioni sbalorditive.

Fede: Principio Nuovo, che non allontana da noi stessi. E sgretola ogni illusione di esclusività.

 

Le singolari iniziative del Figlio nascono sulla base dell’esperienza tutta personale del divino, di un Padre munifico nell’elargire senza condizioni. 

Provvidente e disuguale dal Dio taccagno delle religioni antiche: quest’ultimo tutto discordante dalle creature, estraneo, predatorio, e incomprensibilmente abitudinario.

Con una trovata inconsueta, il giovane Rabbi cerca di aprire la mentalità giudaizzante, superando le frontiere.

Persino il dialogo con una donna non del suo popolo era una “pensata” aliena dalla mentalità delle folle dell’epoca. Iniziativa estranea perfino alle concezioni delle prime due generazioni di credenti, sotto questo aspetto ancora ingessate e frammiste d’idoli.

Ma c’era tutto un popolo di sconosciuti [la «Donna» meticcia e la sua ‘discendenza’ spirituale] che sentiva di non avere futuro... e ciò interpellava i tanti apriorismi del tempo.

Insomma, anche la chiesa di Mt non aveva colto appieno il significato del «pane dei figli» - tutto a disposizione affinché venisse “riconosciuto”.

 

A motivo di rivalità, i popoli antichi erano soliti chiamare gli stranieri con l’appellativo sprezzante di «cane»: sinonimo d’impudenza, meschinità e ignobile bassezza.

La frase durissima del Signore (v.26) riflette un paragone proveniente dalle zone povere e dalla vita in famiglia, dove un tempo abbondavano animali domestici e gioventù.

Vi era pur differenza tra ‘bambini’ generati dall’ascolto della Parola di Dio e coloro che si regolavano “a fiuto”. Ma sebbene nessuno negasse il sostentamento ai «figli» per darlo ai «cani» attorno - questi ultimi avevano almeno il diritto delle briciole cadute sul terreno.

Per i diversi e lontani - anche malconsiderati - non è un problema ricorrere a Gesù in modo istintivo; anzi, anche oggi si accontenterebbero dei frantumi.

[Purtroppo, non di rado gli estranei e difformi sono più affamati della vera Manna dal Cielo].

 

Nella comunità cristiana non dovrebbe mancare il nutrimento del corpo e l’Alimento per chiunque (Mt 14,20-21).

La Fede non ha nazionalità, ed è l’unico linguaggio e relazione immediata validi per la comunicazione fra Dio e la donna e l’uomo.

Cristo è vivanda sapienziale per una libera circolazione; non cibo impedito, da tener chiuso.

Spezzare il Pane è partecipare l'esistere in radice; ciò che abbiamo e siamo. Metro di ciò che annunciamo, crediamo e pratichiamo.

 

 

[20.a Domenica T.O. (anno A), 16 agosto 2026]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

St Augustine rightly commented: “Christ showed himself indifferent to her, not in order to refuse her his mercy but rather to inflame her desire for it” (Sermo 77, 1: PL 38, 483) [Pope Benedict]
Sant’Agostino commenta giustamente: “Cristo si mostrava indifferente verso di lei, non per rifiutarle la misericordia, ma per infiammarne il desiderio” (Sermo 77, 1: PL 38, 483) [Papa Benedetto]
In the divine attitude justice is pervaded with mercy, whereas the human attitude is limited to justice. Jesus exhorts us to open ourselves with courage to the strength of forgiveness, because in life not everything can be resolved with justice. We know this (Pope Francis)
Nell’atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre l’atteggiamento umano si limita alla giustizia. Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia; lo sappiamo (Papa Francesco)
The Second Vatican Council's Constitution on the Sacred Liturgy refers precisely to this Gospel passage to indicate one of the ways that Christ is present:  "He is present when the Church prays and sings, for he has promised "where two or three are gathered together in my name there am I in the midst of them' (Mt 18: 20)" [Sacrosanctum Concilium, n. 7]
La Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II si riferisce proprio a questo passo del Vangelo per indicare uno dei modi della presenza di Cristo: "Quando la Chiesa prega e canta i Salmi, è presente Lui che ha promesso: "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io  sono in mezzo a loro" (Mt 18, 20)" [Sacrosanctum Concilium, 7]
For Jesus we are not a "mass", a "multitude"! We are individual "persons" with an eternal value, both as creatures and as re-deemed persons! He knows us! He knows me, and loves me and gave himself for me! (Gal 2:20) [John Paul II]
Non siamo “massa”, “moltitudine”, per Gesù! Siamo “persone” singole con un valore eterno, sia come creature sia come persone redente! lui ci conosce! lui mi conosce, e mi ama e ha dato se stesso per me! (Gal 2,20) [Giovanni Paolo II]
The grain of wheat that "falls to the ground and dies" becomes the promise of bread (Pope John Paul II)
Il chicco di grano che “cade in terra e muore” diventa la promessa del pane (Papa Giovanni Paolo II)
The power of faith can move mountains (cf. Mt 17:20): the Lord can illuminate even the deepest darkness [Pope Benedict]
La forza della fede può spostare le montagne (cfr Mt 17,20): il Signore può illuminare anche la tenebra più profonda [Papa Benedetto]
By willingly accepting death, Jesus carries the cross of all human beings and becomes a source of salvation for the whole of humanity. St Cyril of Jerusalem commented: “The glory of the Cross led those who were blind through ignorance into light, loosed all who were held fast by sin and brought redemption to the whole world of mankind” (Catechesis Illuminandorum XIII, 1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Pope Benedict]
Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità. San Cirillo di Gerusalemme commenta: «La croce vittoriosa ha illuminato chi era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha portato la redenzione all’intera umanità» (Catechesis Illuminandorum XIII,1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Papa Benedetto]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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