(Gv 8,1-11)
Ogni giorno al levar del sole le persone dal Monte degli Ulivi contemplando il tempio recitavano lo Shemà, e così faceva Gesù.
Come molti, trascorreva le notti in una grotta, all'aperto (Lc 21,37-38; Gv 8,1-2), quindi si recava nel portico di Salomone a insegnare.
Inizia un nuovo Giorno. Il confronto con la peccatrice che ci rappresenta, attiva una nuova Aurora.
L’adultero e l’adultera dovevano essere messi a morte (Dt 22,22-24): come mai il maschio la scampa?
In molti passi biblici, la “donna” è parabola collettiva - qui evocata per una catechesi nei confronti dei pubblici ministeri tradizionalisti che si facevano avanti anche nelle prime comunità.
[Non ci dormono la notte, pur di spiare gli altri e accusarli dei propri peccati]. Ma c’è un nuovo ‘albore’ (v.2) sul volto di Dio.
In tutta la scena il vero imputato è Gesù e la sua idea di Giustizia, anormale. Egli non consente alla Buoncostume d’isolare le persone.
Chi sbaglia o è malfermo non è segnato a vita.
Tutti siamo piegati da pesi e ci reggiamo a stento. Pertanto l’azione divina smaschera i parrucconi fanatici, per nulla innocenti.
L’atteggiamento conciliante e riflessivo ritorce le accuse proprio sui veterani della postilla, i quali lasciano che le pietre cadano di mano solo se smascherati.
Però è un brano di teologia, non di cronaca rosa.
Nei vecchi dirigenti che amano allestire processi anche interni, talora non c’è probità: meglio che nella Casa di Dio evitino di fare i giudici e gli accusatori, e se ne tornino a casa loro.
Incredibile poi che Gesù non si accerti che la persona sia pentita, prima di perdonarla! In questo il Figlio di Dio viola la Legge, la Tradizione, il modo comune di pensare e fare catechismo!
La sua frase più incriminata è una bomba, che ha creato imbarazzo per secoli: «Smetti di farti del male, ma Io non ti condanno!» [senso del v.11].
Il Dio ‘vivo’ e vero procede senza inchieste e tare penitenziali, solo rimette in piedi.
Quindi non vuol avere nulla in comune con gli ineccepibili che astutamente si fanno scudo di leggi antichissime per dare fastidio (e proiettare sugli altri i propri stessi difetti, onde esorcizzarli).
Ecco perché il Dito poggiato sulle ‘lastre di pietra’ della spianata del Tempio di Gerusalemme!
Un’accusa palese ai censori ancora avvezzi al Decalogo dei No […], rimasti all’età del Sinai: supponenti e mortiferi, privi del ‘cuore’ di carne e dello Spirito - cadaveri tarati a temperatura ambiente.
In tutta la scena, Gesù - figura della nuova Giustizia del Padre - resta accovacciato a terra [cf. testo greco], insidiato da chi gli sta sopra per prenderlo in castagna o in ostaggio.
Egli rimane sottoposto persino all’adultera ridotta al silenzio, perché la domanda di misericordia è autentica anche quando resta solo implicita.
E in ogni caso Cristo si rapporta con ciascuno di noi senza incombere. Guardandoci tutti dal basso!
Ecco la differenza tra approccio di Fede e valutazioni della religiosità banale. Il balzo qualitativo fra Dito sulle lastre e Sguardo sulle persone.
Per interiorizzare e vivere il messaggio:
In quali situazioni hai considerato: “Giustizia è fatta”?
In quali occasioni hai fatto esperienza del Giudizio divino come comprensione e grazia?
[5.a Domenica di Quaresima (anno C), 6 aprile 2025]