Ott 21, 2026 Scritto da 

Le volpi, la gallinella, e il Profeta

Fine di un ordine “sacro”

(Lc 13,31-35)

 

Il contesto in cui Gesù vive è minaccioso: il potere [anche delle corti di periferia dell’Impero] era assoluto e non rendeva conto a nessuno della gestione spicciola.

Ma l’edificazione del Regno di Dio non dipende da alcuna autorizzazione, da alcun permesso, da alcuna bonaria concessione da parte dei soliti noti e governanti rapaci, sul territorio delle province.

Chi vuole adempiere la propria missione non può accontentare le «volpi» che usurpano il potere.

Si tratta di piccoli e dannosi parassiti di situazione, ma svelti - pur non essendo grandi fiere roboanti come nella corte romana e senatoriale.

Col suo atteggiamento scaltro, il re Erode (astuto collaborazionista) era riuscito ad assicurarsi il dominio per diversi decenni, e una vita senza scossoni.

Ogni villaggio della Palestina era presidiato da funzionari e delatori del sovrano, nonché praticanti e subordinati della religione popolare ufficiale [anche farisei, che appunto Gesù rimanda al mittente: v.32].

Antipa - quale marionetta [volpe] - riusciva sempre a galleggiare sulle situazioni e starsene in pace. 

Ma dopo essersi illuso di aver sistemato il Battista e con lui la sua scuola, eccolo di nuovo allarmato per il sorgere d’un pericolo maggiore.

Il giovane Rabbi diffondeva fiducia profonda non nei forti, bensì nei malfermi. In tal guisa, operava in profondità nelle coscienze, e sembrava potesse surclassare persino i Profeti.

Infatti, aveva iniziato a suscitare ben altre emozioni che la solita proposta di purificazione del Tempio e di rabberciamento dello spirito delle origini religiose identitarie, antiche.

Poi, se dal centro del potere sul territorio erano precipitosamente sopraggiunti gli ispettori (v.31), Gesù doveva averla fatta proprio grossa. Così dimostrando totale libertà da condizionamenti.

Pertanto il successo del suo pensiero avrebbe potuto suscitare disordini nell’assetto del sistema.

Ma i messi di Dio non escono dal territorio del rischio, pur sapendo ciò che li attende: il rigetto, e anche peggio.

Gli inviati veri non mollano, non si lasciano travolgere da seduzioni, né ammansire dagli intimidatori.

Non lo fanno per dovere, ma per fedeltà a se stessi, e per il fatto che sono attratti da una Visione che appartiene a tutti.

Essi riescono a cogliere la paradossale fecondità del Mistero, e appunto presentire che i dolori del parto genereranno nuove Nascite.

Allora senza più indugio salgono alla città che martirizza i non mediocri (v.33).

Tutto ciò, affrontando faccia a faccia l’opposizione delle arcigne e ben organizzate autorità ufficiali, le quali sanno come svilire l’effervescenza della vita della gente.

 

Gesù e i suoi intimi, se autentici seguaci, svolgono un’esistenza segnata da una sorta di attrazione della croce - per Amore che va sino in fondo e non disdegna i confronti [non perché animati da masochismi doloristi].

Certo, il loro sentimento per le sorti di una patria che si lascia andare alle vanità, all’ideologia di potere e al suo “vantaggio”, intraprendendo il binario dell’autodistruzione, fa piangere di dolore.

 

Gerusalemme era centro del popolo dei figli di Dio, “eletti” [solo] per dispiegare il volto del Padre.

Vocazione della città santa era non quella di consegnarsi a una volpe (v.32) bensì farsi chioccia [v.34: propriamente, «gallina»] che non chiude ma allarga le ali per i suoi piccoli, radunando tutti gli innocenti.

 

Gli “animali” che Cristo nei suoi richiami ci propone a modello non sono quelli regali e predominanti come l’aquila, il toro o il leone, bensì i domestici, subalterni e insignificanti: agnello, gallina, asinello, puledro [es. Ingresso messianico (Lc 19,28-40) cui segue il Pianto su Gerusalemme (vv.41-44)].

Per timore di non riconoscergli sufficiente dignità, il suo “bestiario” tradizionale (da trionfatore e Altissimo quale doveva essere inculcato alle masse inconsapevoli) spesso non ha nulla avuto a che fare, purtroppo, col dato evangelico.

Tuttavia - pur defenestrato dalla sua Casa nella città santa, nonché dal cuore di chi pretende solo quietismi - in Cristo il Popolo autentico di amici si riproporrà (v.35) anche sulla via dell’insuccesso.

Non per buonismo affettato: nel frattempo avrà allargato l’orizzonte della sua paternità ad altri popoli, in favore d’un coinvolgimento concreto.

Ciò senza - mai più - i paludosi confini della cultura locale, specifica, talora usurpante, che ovunque produce alienazioni e disgregazione.

In linea di massima, le cose sono andate come sottilmente denuncia l’enciclica Fratelli Tutti (parafrasando). Insomma, il modo migliore per avanzare è stato ritenuto nella storia [dal convincimento dirigista prevalente] non quello d’integrare, bensì di soggiogare - suscitando disperazione e sfiducia costante nello sviluppo del bene comune. Disperazione e sfiducia, mascherate «con la difesa di alcuni valori» [n.15].

L’ecclesiologia del trionfo faceva un tempo da spalla al tipo di mondo che tendeva a dissolvere le consapevolezze particolari.

In tali procedure dall’alto, si trasferivano le tensioni esacerbando i conflitti anche “orizzontali” - quindi colonizzando le fisionomie; infine mettendole a tacere [FT nn.14-15].

Parola viva e storia attuale, cui prima o poi bisognerà porre rimedio. In modo semplice, ma non unilaterale: inclusivo.

 

Grazie a una migliore consapevolezza biblica e con il contributo di un nuovo Magistero, ecco farsi carne il Gesù vivente e cosmico.

Egli via via ci distacca dall’orpello d’un regno che sembrava accontentasse le coscienze con lo schema dell’ordine…

Deviandoci dall’astuzia di Erode e dalla sudditanza conformista di tutte le «volpi» (v.32).

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Come vivi i momenti critici della Redenzione? Ti accodi agli ispettori normalizzanti che tentano d’incutere paura, o segui la tua missione profetica?

Cosa pensi della rivoluzione culturale in atto nella Chiesa? Ti sollecita - reca disturbo - conferma il tuo essere figlio e fratello? Speriamo di sì.

17
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

We find ourselves, so to speak, roped to Jesus Christ together with him on the ascent towards God's heights (Pope Benedict)
Ci troviamo, per così dire, in una cordata con Gesù Cristo – insieme con Lui nella salita verso le altezze di Dio (Papa Benedetto)
There are also serious, dangerous omissions and we have to recognize with healthy realism that in this way things are not all right, it is not all right when errors are made. However, we must also be certain at the same time that if, here and there, the Church is dying because of the sins of men and women, because of their non-belief, at the same time she is reborn (Pope Benedict)
Ci sono anche cadute gravi, pericolose, e dobbiamo riconoscere con sano realismo che così non va, non va dove si fanno cose sbagliate. Ma anche essere sicuri, allo stesso tempo, che se qua e là la Chiesa muore a causa dei peccati degli uomini, a causa della loro non credenza, nello stesso tempo, nasce di nuovo (Papa Benedetto)
The question makes apparent the concern, present in ancient Jewish tradition, over finding a unifying principle in the various formulations of God's will […] Emphasis is placed on the totality of this dedication to God, listing the three faculties that define man in his deep psychological structures: heart, soul and mind. The word mind, diánoia, contains the rational element (Pope Benedict)
La domanda lascia trasparire la preoccupazione, presente nell’antica tradizione giudaica, di trovare un principio unificatore delle varie formulazioni della volontà di Dio […] L’accento è posto sulla totalità di questa dedizione a Dio, elencando le tre facoltà che definiscono l’uomo nelle sue strutture psicologiche profonde: cuore, anima e mente. Il termine mente, diánoia, contiene l’elemento razionale (Papa Benedetto)
A “year” of grace: the period of Christ’s ministry, the time of the Church before his glorious return, an interval of our life (Pope Francis)
Un “anno” di grazia: il tempo del ministero di Cristo, il tempo della Chiesa prima del suo ritorno glorioso, il tempo della nostra vita (Papa Francesco)
The Church, having before her eyes the picture of the generation to which we belong, shares the uneasiness of so many of the people of our time (Dives in Misericordia n.12)
Avendo davanti agli occhi l'immagine della generazione a cui apparteniamo, la Chiesa condivide l'inquietudine di tanti uomini contemporanei (Dives in Misericordia n.12)
Addressing this state of mind, the Church testifies to her hope, based on the conviction that evil, the mysterium iniquitatis, does not have the final word in human affairs (Pope John Paul II)
Di fronte a questi stati d'animo la Chiesa desidera testimoniare la sua speranza, basata sulla convinzione che il male, il mysterium iniquitatis, non ha l'ultima parola nelle vicende umane (Papa Giovanni Paolo II)
Jesus reminds us today that the expectation of the eternal beatitude does not relieve us of the duty to render the world more just and more liveable (Pope Francis)
Let us look at them together, not only because they are always placed next to each other in the lists of the Twelve (cf. Mt 10: 3, 4; Mk 3: 18; Lk 6: 15; Acts 1: 13), but also because there is very little information about them, apart from the fact that the New Testament Canon preserves one Letter attributed to Jude Thaddaeus [Pope Benedict]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

duevie.art

don Giuseppe Nespeca

Tel. 333-1329741


Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001.
Le immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.