Ago 21, 2026 Scritto da 

La lotta per la Liberazione dai corrotti, e la vita di corte

(Mc 6,17-29)

 

La domanda «Gesù, Chi è?» cresce lungo tutto il Vangelo di Mc, sino alla risposta del centurione sotto la Croce (Mc 15,39).

Il bilancio delle opinioni della gente (Mt 14,1-2; Mc 6,14-16; Lc 9,7-9) lascia intendere che anche attorno alle prime assemblee di credenti si tentava di capire Cristo a partire da quanto si sapeva già [dai criteri delle Scritture e della tradizione, dalle credenze e suggestioni antiche - persino superstiziose].

Ma l’uomo di Dio non è semplice purificatore del Tempio, né un rabberciatore della religiosità conformista. Egli capovolge le speranze popolaresche, emotive o standard.

In tal guisa, ogni Profeta inquieta tutti coloro che detengono l’esclusiva.

 

Quando avverte un pericolo, chi è ammantato di lustro e potere diventa sfrontato e disposto a ogni violenza, anche per un falso punto d’onore.

I tiranni si fanno sempre beffe dell’isolato, scomodo e indifeso, ma capi e potenti sono anche vigliacchi: non intendono perdere la faccia davanti agli alleati del loro ambiente smodato e senza controllo, ammantato di esenzioni.

Durante più di 40 anni di regno, Erode Antipa aveva creato una classe di funzionari e un sistema di privilegiati che avevano in pugno il governo,  il fisco, l’economia, la giustizia, ogni aspetto della vita civile e di polizia, e il suo comando copriva capillarmente il territorio.

In ogni villaggio il sovrano poteva contare sull’appoggio di tutte le cricche e dei vari leaders locali, interessati al controllo delle coscienze - insieme a scribi e farisei compromessi, legati alla sua politica.

Oltre che fantoccio di Roma - cui garantiva il controllo del territorio e il flusso delle imposte - Erode era un depravato e superstizioso: pensava che perfino il giuramento leggero a una ballerina andasse mantenuto.

Giuseppe Flavio riferisce invece che Giovanni era in prigione per il timore del sovrano di una sommossa popolare - e stava valutando che fosse bene per lui agire in anticipo. La trama dell’assassinio è stata probabilmente occasionale.

 

Il coraggioso che denuncia soprusi viene stroncato, ma la voce del suo martirio non tacerà più.

Per questo motivo l’episodio non induce Gesù a maggiore prudenza. Ucciso un profeta, subentra un altro maggiore e più incisivo: all’ultimo dei Profeti, il Figlio di Dio.

I delinquenti non devono illudersi che la Provvidenza non sappia equipaggiare anche le alte sfere (e più smidollate) del contraltare di persone coerenti e valide.

Sia Giovanni che il Signore non hanno mai frequentato la nuova capitale erodiana, Tiberiade, la città dei palazzi di corte, costruita - dopo Sefforis, dove anche Gesù ha lavorato - in diplomatico omaggio all’imperatore romano.

La religiosità generica e confusionaria può adattarsi a ogni stagione ed esser fatta propria anche da chi pensa che la vita altrui non valga nulla, ma un Profeta non si arresta di fronte al capriccio del sistema corrotto.

 

Nei villaggi palestinesi la vita della gente era vessata di tasse e abusi di latifondisti [che neppure risiedevano in loco]; controllata dal perfetto connubio d’interessi fra potere civile e religioso - che in modo astuto tentavano d’imporre il loro stile di vita e trasmettere alle folle un sapere (inutile) ormai consolidato.

I leaders della fede popolare, ortodossa e confacente - come spesso capita - erano a guinzaglio delle autorità sul territorio, le quali si consideravano definitive e trovavano forza nella coalizione.

Sembrava assurdo che in quella società qualcuno osasse infrangere il muro omertoso il quale garantiva ai facinorosi, alle autorità “spirituali” e ai prepotenti persino d’infimo livello di considerarsi intoccabili.

Di fronte al ricatto [senza troppi complimenti] dei privilegiati che avevano il controllo d’ogni ceto sociale e culturale, pareva impossibile iniziare un nuovo cammino, o dire e fare qualsiasi cosa non allineata.

Giovanni e Gesù sfidano lo status quo e attraggono su di sé le vendette di coloro che tentano di perpetuare le prerogative del cosmo gerarchico antico, e le rabbie di quanti vengono smascherati nelle loro ipocrisie.

È la difficoltà reale che incontra l’Annuncio del nuovo Regno nel mondo. Il suo rifiuto sprezzante e ogni tentativo di omicidio saranno una cartina al tornasole della profezia critica, la cui rivelazione correrà parallela ai Due.

 

Il Battezzatore è stato un intrepido denunciatore del vizio, della superficialità, del malcostume, delle perversioni dei potenti.

Papa Francesco avrebbe parlato di buone maniere (nella ricerca di alleanze di cordata) e pessime abitudini - nella vita privata irresponsabile e insulsa, e nella violenza con cui si perpetua il dominio sui piccoli.

Anche Gesù ha puntato i piedi, invece di fare carriera interna. Malgrado il presagio di Giovanni, ha rifiutato la strada delle astuzie soppesate, della finzione, della diplomazia e delle piroette di circostanza.

Il Maestro si è eretto in difesa della coscienza e della stessa legge divina, contro le autorità religiose e politiche opportuniste, che ha sfidato a viso aperto.

 

Il Signore chiede il coraggio di non piegarsi di fronte alla corruzione, al male, alla mentalità corrente; di essere diversi nel modo di pensare, di parlare (mellifluo), di scegliere e agire.

Non ascoltati, derisi, osteggiati da signori, luminari e cortigiani, i figli di Dio rendono testimonianza alla Verità, pagando di persona: perfetta Letizia.

Autentica Pienezza.

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Conosci vittime di autoritarismo, corruzione, dominio di potenti, eccesso e strafottenza di potere? Anche nella Chiesa?

Come mai ancora capita questo (e tutto prima o poi vien messo a tacere)?

Chi è Gesù secondo te e gli altri? E che direbbe?

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

We see this great figure, this force in the Passion, in resistance to the powerful. We wonder: what gave birth to this life, to this interiority so strong, so upright, so consistent, spent so totally for God in preparing the way for Jesus? The answer is simple: it was born from the relationship with God (Pope Benedict)
Noi vediamo questa grande figura, questa forza nella passione, nella resistenza contro i potenti. Domandiamo: da dove nasce questa vita, questa interiorità così forte, così retta, così coerente, spesa in modo così totale per Dio e preparare la strada a Gesù? La risposta è semplice: dal rapporto con Dio (Papa Benedetto)
The lamp is a symbol of the faith that illuminates our life, while the oil is a symbol of the charity that nourishes the light of faith, making it fruitful and credible (Pope Francis)
La lampada è il simbolo della fede che illumina la nostra vita, mentre l’olio è il simbolo della carità che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede (Papa Francesco)
Jesus wants our existence to be laborious, that we never lower our guard, so as to welcome with gratitude and wonder each new day given to us by God. Every morning is a blank page on which a Christian begins to write with good works (Pope Francis)
Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio. Ogni mattina è una pagina bianca che il cristiano comincia a scrivere con le opere di bene (Papa Francesco)
And this is the problem: when the People put down roots in the land and are the depository of the Law, they are tempted to place their security and joy in something that is no longer the Word of God (Pope Benedict)
Ed ecco il problema: quando il popolo si stabilisce nella terra, ed è depositario della Legge, è tentato di riporre la sua sicurezza e la sua gioia in qualcosa che non è più la Parola del Signore (Papa Benedetto)
Despite the scarcity of information about him, St Bartholomew stands before us to tell us that attachment to Jesus can also be lived and witnessed to without performing sensational deeds. Jesus himself, to whom each one of us is called to dedicate his or her own life and death, is and remains extraordinary (Pope Benedict)
La figura di san Bartolomeo, pur nella scarsità delle informazioni che lo riguardano, resta comunque davanti a noi per dirci che l'adesione a Gesù può essere vissuta e testimoniata anche senza il compimento di opere sensazionali. Straordinario è e resta Gesù stesso, a cui ciascuno di noi è chiamato a consacrare la propria vita e la propria morte (Papa Benedetto)
Faith is more than just empirical or historical facts; it is an ability to grasp the mystery of Christ’s person in all its depth [Pope Benedict]
La fede va al di là dei semplici dati empirici o storici, ed è capace di cogliere il mistero della persona di Cristo nella sua profondità [Papa Benedetto]
More than 600 precepts are mentioned in the Law of Moses. How should the great commandment be distinguished among these? (Pope Francis)
Nella Legge di Mosè sono menzionati oltre seicento precetti. Come distinguere, tra tutti questi, il grande comandamento? (Papa Francesco)
The invitation has three characteristics: freely offered, breadth and universality. Many people were invited, but something surprising happened: none of the intended guests came to take part in the feast, saying they had other things to do; indeed, some were even indifferent, impertinent, even annoyed (Pope Francis)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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