Dic 29, 2025 Scritto da 

Stella Povertà. Oro Incenso Mirra

L’Epifania del Signore regala espressioni evangeliche di straordinaria bellezza. Sulla bocca dei Magi troviamo una frase che ci appartiene, come adoratori del Bambino di Betlemme: «Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2,2).

In Francesco d’Assisi l’ampiezza, l’altezza e la profondità del Mistero della Manifestazione del Figlio di Dio ha connotazioni singolari da non lasciar cadere.

Basti pensare ad alcuni passi delle Fonti che ne registrano la misura.

“Il Santo si fermava volentieri nell’eremo di Greccio, sia perché lo vedeva ricco di povertà, sia perché da una celletta appartata, costruita sulla roccia prominente, poteva dedicarsi più liberamente alla contemplazione delle cose celesti.

È proprio questo il luogo, dove qualche tempo prima aveva celebrato il Natale del Bambino di Betlemme, facendosi bambino con il Bambino” (FF 621).

Ancora: “Non poteva ripensare senza piangere in quanta penuria si era trovata […] la Vergine poverella.

Una volta, mentre era seduto a pranzo, un frate gli ricordò la povertà della Beata Vergine e l’indigenza di Cristo suo Figlio. Subito si alzò da mensa, scoppiò in singhiozzi di dolore […]

Per questo chiamava la povertà virtù regale, perché rifulse con tanto splendore nel Re e nella Regina” (FF 788).

 

La Stella che guida Francesco alla grotta per adorare il Figlio di Dio è la Povertà. Questa rifulge nella penuria di Betlemme e lo commuove fino alle lacrime.

Al Bimbo-Dio il Piccolo di Assisi offre l’oro dell’amore per i poveri, l’incendio della sua continua contemplazione del Mistero e la mirra delle numerose sofferenze ricevute in custodia dal Dono del Padre, srotolato per noi sulla terra.

La sua vicinanza alla gente era tale da fargli indossare una poverissima tonaca, che somigliava alla ruvida tunica dei meno abbienti.

Anche tutti i suoi figli frati erano accanto al popolo, e tutto ciò lo rendeva un Adoratore per eccellenza della Divinità spoglia, solo vestita di carne; figura vicina ai bisogni dell’uomo. 

“Un giorno un povero gli chiese l’elemosina ed egli, non avendo niente per le mani, scucì un lembo della sua tonaca e lo regalò al povero. 

Altre volte, allo stesso fine, si tolse perfino i calzoni.

Tanta era la tenera compassione che provava per i poveri e tanto l’affetto che lo spingeva a seguire le orme di Cristo povero” (FF 677).

E di questo farsi dono al Re nei poveri cercò, con somma cura, d’informare i suoi frati.

Un episodio lo attesta:

“Era certamente di cuore buono per natura, ma lo divenne doppiamente per la carità che gli venne data dall’alto […] Qualunque fosse il bisogno e qualsivoglia necessità vedeva negli altri […] li riferiva a Cristo.

Così in tutti i poveri riconosceva il Figlio della Madonna povera e portava nudo nel cuore Colui, che lei aveva portato nudo tra le braccia” (FF 670).

Adorava nel suo cuore il Bambino fattosi Dono per l’umanità e ne inseguiva le sembianze in coloro che più da vicino ne mostravano i tratti. Tanto che una volta incontrando un povero e osservandone l’estrema nudità, disse al frate che l’accompagnava:

«Ho scelto per mia ricchezza e mia donna la povertà: ma ecco che rifulge maggiormente in costui.

Non sai tu che si è sparsa per tutto il mondo la fama che noi siamo i più poveri per amore di Cristo?

Ma questo povero ci convince che le cose non stanno così» (FF 671).

 

Seguendo la stella della santa povertà evangelica di cui Francesco era innamorato, giunse alla grotta della Manifestazione, dove tutti sono chiamati ad adorare il Figlio di Dio.

Gustò la Bellezza fatta carne per altra strada, lontano dai non pochi ‘Erodi’ figli dell’inganno.

“L’uomo di Dio stava davanti alla mangiatoia, ricolmo di pietà, cosparso di lacrime, traboccante di gioia” (FF 1186).

 

«Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» ( Mt 2,2).

 

 

Epifania del Signore  (Mt 2,1-12)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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Quel che inizia come una scoperta di Gesù conduce a una maggiore comprensione e dedizione attraverso un devoto processo di domande e discernimento (Giovanni Paolo II)
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Il Prologo di Giovanni è certamente il testo chiave, nel quale la verità sulla divina figliolanza di Cristo trova la sua piena espressione (Giovanni Paolo II)
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L’innocenza prepara, invoca, affretta la Pace. Ma si tratta di cose di tanto valore e così preziose? La risposta è immediata, esplicita: sono doni preziosissimi (Papa Paolo VI)
We will not find a wall, no. We will find a way out […] Let us not fear the Lord (Pope Francis)
Non troveremo un muro, no, troveremo un’uscita […] Non abbiamo paura del Signore (Papa Francesco)
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La vita grezza è colma di potenze: «Sii grato per tutto quel che arriva, perché ogni cosa è stata mandata come guida dell’aldilà» [Gialal al-Din Rumi]
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Non basta essere persone pie e devote per rendersi conto della presenza di Cristo - per vedere Dio stesso, i fratelli e le cose con gli occhi dello Spirito. Visione scomoda, che produce conflitto con chi non ne vuol sapere
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Ci si attendeva una manifestazione eloquente e perentoria della potenza del Dio d’Israele e la sottomissione di coloro che non adempivano la Legge. Tutti immaginavano di assistere all’ingresso trionfale d’un condottiero, circondato da capi militari o schiere angeliche…
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La Santa Famiglia possa essere modello delle nostre famiglie, affinché genitori e figli si sostengano a vicenda nell’adesione al Vangelo, fondamento della santità della famiglia (Papa Francesco)
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Giovanni è all'origine della nostra più alta spiritualità. Come lui, i ‘silenziosi’ conoscono quel misterioso scambio dei cuori, invocano la presenza di Giovanni e il loro cuore si infiamma (Atenagora)

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