Giu 23, 2026 Scritto da 

Fede condizionata dall’interesse

«Come seguo Gesù?». È la semplice domanda che ogni cristiano dovrebbe porsi per comprendere se la sua è una fede autentica e sincera, o in qualche modo «interessata». Il rischio, infatti, è quello di annacquare la propria adesione a Cristo con i calcoli della convenienza. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata la mattina di lunedì 16 aprile a Santa Marta. Commentando la liturgia della parola, il Pontefice ha individuato le due possibili strade che si pongono di fronte a ogni battezzato: quella del protomartire Stefano, che, «pieno di grazia e di Spirito Santo» agiva «senza bilanciare le conseguenze» delle sue scelte, e quella della folla che si lasciava conquistare dai miracoli.

Ci sono, quindi, ha spiegato Francesco, «diversi modi, maniere di seguire Gesù». La gente descritta dal Vangelo di Giovanni (6, 22-29), che aveva appena assistito al miracolo della moltiplicazione dei pani, seguiva infatti Gesù non solo «perché aveva fame della parola di Dio e sentiva che Gesù arrivava al cuore, riscaldava il loro cuore», ma anche «perché Gesù faceva dei miracoli; anche, lo seguivano per essere guariti, per avere qualche visione nuova della vita». Tant’è che, ha ricordato il Papa, in un altro passo dello stesso evangelista (4, 48) Gesù rimprovera: «Voi, se non vedete miracoli, non credete». Come a sottolineare che «l’importante non sono i miracoli; l’importante è la parola di Dio, è la fede». Perciò Gesù «loda la gente che si avvicina a lui con fede». Infatti «a quel papà che chiese la guarigione del figlio», disse: «Tutto è possibile a quello che crede».

Dunque la gente, che «seguiva Gesù per ascoltarlo», dopo la moltiplicazione dei pani, voleva addirittura «farlo re». Perciò egli se ne andò «da solo, a pregare». Riassumendo il racconto evangelico, il Papa ha descritto quello che accadde, con la gente che cerca il Signore e lo trova, il giorno dopo, sull’altra riva del lago. Perché questa ricerca insistente? Anche per ascoltare Gesù, ma soprattutto «per interesse». Infatti arriva subito il rimprovero del Signore: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quel pane e vi siete saziati». Francesco è entrato nella psicologia della folla: «buona gente», che vuole «sentire la parola di Gesù, e sentire come quella parola arriva al cuore», ma anche spinta dall’interesse. La loro è dunque una fede che abbina «le due cose: una fede, una voglia di amare Gesù, ma un po’ interessata».

Costoro non sono gli unici nel Vangelo ad avere tale atteggiamento. Il Pontefice ha ricordato, ad esempio, l’episodio dell’indemoniato di Gerasa narrato da Luca (8, 26-39), nel quale i mandriani, quando hanno visto che per quel miracolo «avevano perso i porci», hanno fatto «il calcolo e hanno detto: “Sì, sì: questo fa dei miracoli, ma a noi non conviene; perdiamo dei soldi con questo”, e gli hanno detto cortesemente: “Vattene via, a casa tua”». Oppure si può pensare ai dieci lebbrosi di cui parla ancora Luca (17, 11-19), i quali «sono stati guariti e sono andati, ma soltanto uno è tornato a ringraziare: gli altri avevano avuto la guarigione e così si sono dimenticati di Gesù».

Di fronte a una fede condizionata dall’interesse, Gesù rimprovera e «dice: “Datevi da fare, non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà”. Il cibo è la parola di Dio e l’amore di Dio».

[Papa Francesco, a s. Marta, in Osservatore Romano del 17.04.2018]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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For the prodigious and instantaneous healing of the paralytic, the apostle St. Matthew is more sober than the other synoptics, St. Mark and St. Luke. These add broader details, including that of the opening of the roof in the environment where Jesus was, to lower the sick man with his lettuce, given the huge crowd that crowded at the entrance. Evident is the hope of the pitiful companions: they almost want to force Jesus to take care of the unexpected guest and to begin a dialogue with him (Pope Paul VI)
Per la prodigiosa ed istantanea guarigione del paralitico, l’apostolo San Matteo è più sobrio degli altri sinottici, San Marco e San Luca. Questi aggiungono più ampi particolari, tra cui quello dell’avvenuta apertura del tetto nell’ambiente ove si trovava Gesù, per calarvi l’infermo col suo lettuccio, data l’enorme folla che faceva ressa all’entrata. Evidente è la speranza dei pietosi accompagnatori: essi vogliono quasi obbligare Gesù ad occuparsi dell’inatteso ospite e ad iniziare un dialogo con lui (Papa Paolo VI)
A life without love and without truth would not be life. The Kingdom of God is precisely the presence of truth and love and thus is healing in the depths of our being. One therefore understands why his preaching and the cures he works always go together: in fact, they form one message of hope and salvation (Pope Benedict)
Una vita senza amore e senza verità non sarebbe vita. Il Regno di Dio è proprio la presenza della verità e dell’amore e così è guarigione nella profondità del nostro essere. Si comprende, pertanto, perché la sua predicazione e le guarigioni che opera siano sempre unite: formano infatti un unico messaggio di speranza e di salvezza (Papa Benedetto)
His slumber causes us to wake up. Because to be disciples of Jesus, it is not enough to believe God is there, that he exists, but we must put ourselves out there with him; we must also raise our voice with him. Hear this: we must cry out to him. Prayer is often a cry: “Lord, save me!” (Pope Francis)
Il suo sonno provoca noi a svegliarci. Perché, per essere discepoli di Gesù, non basta credere che Dio c’è, che esiste, ma bisogna mettersi in gioco con Lui, bisogna anche alzare la voce con Lui. Sentite questo: bisogna gridare a Lui. La preghiera, tante volte, è un grido: “Signore, salvami!” (Papa Francesco)
May we obtain this gift [the full unity of all believers in Christ] through the Apostles Peter and Paul, who are remembered by the Church of Rome on this day that commemorates their martyrdom and therefore their birth to life in God. For the sake of the Gospel they accepted suffering and death, and became sharers in the Lord's Resurrection […] Today the Church again proclaims their faith. It is our faith (Pope John Paul II)
Ci ottengano questo dono [la piena unità di tutti i credenti in Cristo] gli Apostoli Pietro e Paolo, che la Chiesa di Roma ricorda in questo giorno, nel quale si fa memoria del loro martirio, e perciò della loro nascita alla vita in Dio. Per il Vangelo essi hanno accettato di soffrire e di morire e sono diventati partecipi della risurrezione del Signore […] Oggi la Chiesa proclama nuovamente la loro fede. E' la nostra fede (Papa Giovanni Paolo II)
God's grace does not suppress or suffocate the freedom of those who face martyrdom; on the contrary it enriches and exalts them: the Martyr is an exceedingly free person, free as regards power, as regards the world; a free person [Pope Benedict]
La grazia di Dio non sopprime o soffoca la libertà di chi affronta il martirio, ma al contrario la arricchisce e la esalta: il martire è una persona sommamente libera, libera nei confronti del potere, del mondo; una persona libera [Papa Benedetto]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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