Dic 15, 2025 Scritto da 

Una Chiesa ispirata alla figura di Giovanni il Battista; non un cuore così, senza niente

Una Chiesa ispirata alla figura di Giovanni il Battista: che «esiste per proclamare, per essere voce di una parola, del suo sposo che è la parola» e «per proclamare questa parola fino al martirio» per mano «dei più superbi della terra». L’ha proposta Papa Francesco durante la messa celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae.

Tutta la riflessione del Santo Padre è stata incentrata su questo parallelismo, perché «la Chiesa ha qualcosa di Giovanni», sebbene — ha messo subito in guardia — sia difficile delineare la sua figura. Del resto «Gesù dice che è l’uomo più grande che sia nato»; ma se poi «vediamo cosa fa» e «pensiamo alla sua vita», ha fatto notare Papa Francesco, ci si accorge che «è un profeta che è passato, un uomo che è stato grande», prima di finire tragicamente.

Ecco allora l’invito a domandarsi chi sia veramente Giovanni, lasciando la parola al protagonista stesso. Egli, infatti quando «gli scribi, i farisei, vanno a chiedergli di spiegare meglio chi fosse», risponde chiaramente: «Io non sono il Messia. Io sono una voce, una voce nel deserto». Di conseguenza la prima cosa che si capisce è che «il deserto» sono i suoi interlocutori; gente con «un cuore così, senza niente», li ha definiti il Pontefice. Mentre lui è «la voce, una voce senza parola, perché la parola non è lui, è un altro. Lui è quello che parla, ma non dice; quello che predica su un altro che verrà dopo». In tutto questo — ha spiegato il Papa — c’è «il mistero di Giovanni» che «mai si impadronisce della parola; la parola è un altro. E Giovanni è quello che indica, quello che insegna», utilizzando i termini «dietro di me... io non sono quello che voi pensate; ecco viene dopo di me uno al quale io non sono degno di allacciare i sandali». Dunque «la parola non c’è», c’è invece «una voce che indica un altro». Tutto il senso della sua vita «è indicare un altro».

Proseguendo nella sua omelia Papa Francesco ha poi evidenziato come la Chiesa scelga per la festa di san Giovanni «i giorni più lunghi dell’anno; i giorni che hanno più luce, perché nelle tenebre di quel tempo Giovanni era l’uomo della luce: non una luce propria, ma una luce riflessa. Come una luna. E quando Gesù cominciò a predicare», la luce di Giovanni iniziò ad affievolirsi, «a diminuire, ad andare giù». Egli stesso lo dice chiaramente parlando della propria missione: «È necessario che lui cresca e io venga meno».

Riassumendo, quindi: «Voce, non parola; luce, ma non propria, Giovanni sembra essere niente». Ecco svelata “la vocazione” del Battista, ha affermato il Pontefice: «Annientarsi. E quando noi contempliamo la vita di quest’uomo tanto grande, tanto potente — tutti credevano che fosse il Messia — quando contempliamo come questa vita si annienta fino al buio di un carcere, contempliamo un mistero» enorme. Infatti, ha proseguito, «noi non sappiamo come sono stati» i suoi ultimi giorni. È noto solo che è stato ucciso e che la sua testa è finita «su un vassoio come grande regalo da una ballerina a un’adultera. Credo che più di così non si possa andare giù, annientarsi».

Però sappiamo quello che è successo prima, durante il tempo trascorso nel carcere: conosciamo «quei dubbi, quell’angoscia che lui aveva»; al punto da chiamare i suoi discepoli e mandarli «a fare la domanda alla parola: sei tu o dobbiamo aspettare un altro?». Perché non gli fu risparmiato nemmeno «il buio, il dolore sulla sua vita»: la mia vita ha un senso o ho sbagliato?

Insomma, ha detto il Papa, il Battista poteva vantarsi, sentirsi importante, ma non lo ha fatto: egli «indicava soltanto, si sentiva voce e non parola». Questo è per Papa Francesco «il segreto di Giovanni». Egli «non ha voluto essere un ideologo». È stato un «uomo che si è negato a se stesso, perché la parola» crescesse. Ecco allora l’attualità del suo insegnamento: «Noi come Chiesa possiamo chiedere oggi la grazia — ha auspicato il Santo Padre — di non diventare una Chiesa ideologizzata», per essere invece «soltanto la Dei Verbum religiose audiens et fidenter proclamans», ha detto citando l’incipit della costituzione conciliare sulla divina rivelazione. Una «Chiesa che ascolta religiosamente la parola di Gesù e la proclama con coraggio»; una «Chiesa senza ideologie, senza vita propria»; una «Chiesa che è mysterium lunae, che ha luce dal suo sposo» e che deve affievolire la propria luce perché a risplendere sia la luce di Cristo. Non ha dubbi Papa Francesco: «Il modello che ci offre oggi Giovanni» è quello di «una Chiesa sempre al servizio della Parola; una Chiesa che mai prenda niente per se stessa». E poiché nella colletta e nella preghiera dei fedeli era stata invocata «la grazia della gioia», ed era stato «chiesto al Signore di allietare questa Chiesa nel suo servizio alla parola, di essere voce di questa parola, di predicare questa parola», il Pontefice ha esortato a invocare «la grazia di imitare Giovanni: senza idee proprie, senza un vangelo preso come proprietà»; per essere «soltanto una Chiesa voce che indica la parola, fino al martirio».

[Papa Francesco, s. Marta, in L’Osservatore Romano 25/06/2013]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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Thus, in the figure of Matthew, the Gospels present to us a true and proper paradox: those who seem to be the farthest from holiness can even become a model of the acceptance of God's mercy and offer a glimpse of its marvellous effects in their own lives (Pope Benedict))
Nella figura di Matteo, dunque, i Vangeli ci propongono un vero e proprio paradosso: chi è apparentemente più lontano dalla santità può diventare persino un modello di accoglienza della misericordia di Dio e lasciarne intravedere i meravigliosi effetti nella propria esistenza (Papa Benedetto)
Man is involved in penance in his totality of body and spirit: the man who has a body in need of food and rest and the man who thinks, plans and prays; the man who appropriates and feeds on things and the man who makes a gift of them; the man who tends to the possession and enjoyment of goods and the man who feels the need for solidarity that binds him to all other men [CEI pastoral note]
Nella penitenza è coinvolto l'uomo nella sua totalità di corpo e di spirito: l'uomo che ha un corpo bisognoso di cibo e di riposo e l'uomo che pensa, progetta e prega; l'uomo che si appropria e si nutre delle cose e l'uomo che fa dono di esse; l'uomo che tende al possesso e al godimento dei beni e l'uomo che avverte l'esigenza di solidarietà che lo lega a tutti gli altri uomini [nota pastorale CEI]
St John Chrysostom urged: “Embellish your house with modesty and humility with the practice of prayer. Make your dwelling place shine with the light of justice; adorn its walls with good works, like a lustre of pure gold, and replace walls and precious stones with faith and supernatural magnanimity, putting prayer above all other things, high up in the gables, to give the whole complex decorum. You will thus prepare a worthy dwelling place for the Lord, you will welcome him in a splendid palace. He will grant you to transform your soul into a temple of his presence” (Pope Benedict)
San Giovanni Crisostomo esorta: “Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza” (Papa Benedetto)
And He continues: «Think of salvation, of what God has done for us, and choose well!». But the disciples "did not understand why the heart was hardened by this passion, by this wickedness of arguing among themselves and seeing who was guilty of that forgetfulness of the bread" (Pope Francis)
E continua: «Pensate alla salvezza, a quello che anche Dio ha fatto per noi, e scegliete bene!». Ma i discepoli «non capivano perché il cuore era indurito per questa passione, per questa malvagità di discutere fra loro e vedere chi era il colpevole di quella dimenticanza del pane» (Papa Francesco)
[Faith] is the lifelong companion that makes it possible to perceive, ever anew, the marvels that God works for us. Intent on gathering the signs of the times in the present of history […] (Pope Benedict, Porta Fidei n.15)
[La Fede] è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia […] (Papa Benedetto, Porta Fidei n.15)

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