Mar 26, 2025 Scritto da 

Dare un'enorme importanza al giudizio degli altri su di noi

Papa Francesco […] è tornato su una delle sue idee madri: l'importanza per il cristiano, e non solo, di leggere ogni giorno qualche riga del vangelo. Per un credente il vangelo non è un libro come gli altri ma, essendo Gesù la Parola Incarnata del Padre, la raccolta delle sue parole rende possibile una particolare efficacia dell'azione dello Spirito Santo dentro ciascuno di noi.

Alla prova dei fatti però noi ce ne dimentichiamo spesso e questo accade perché non sappiamo coniugare le parole dette duemila anni fa con la nostra vita quotidiana. Il segreto per riuscire a rendere il vangelo una presenza quotidiana è scoprire che esso è già in se stesso "una presenza quotidiana".

La domenica in cui il Papa chiedeva di tornare a dare importanza al vangelo era, per esempio, quella dove si concludeva il girone d'andata del campionato di calcio: ovvero il girone d'andata di un campionato che è il primo (e speriamo l'ultimo) senza pubblico.

Ci sono stati moltissimi gol e risultati sorprendenti e, secondo gli esperti, tutto ciò sarebbe dovuto in gran parte all'assenza di pubblico: ci sono giocatori, soprattutto i più giovani - ha dichiarato per esempio Fabio Capello - che senza pubblico segnano più gol, rendono di più, perché hanno più coraggio.

È, in maniera macroscopica, il problema che abbiamo tutti: dare un'enorme importanza al giudizio degli altri su di noi. Tutti sentiamo la spinta a stare nel gruppo perché stare nel gruppo, nell'organizzazione sociale, ci fa sentire protetti, "dalla parte giusta", non siamo soli ad affrontare la vita. Ma proprio questa atmosfera di sicurezza è spesso la catena che ci tiene in prigione, che ci impedisce di essere noi stessi e che ci spinge a tradire le nostre aspirazioni.

Ciascuno di noi, ecco l’insegnamento che ci arriva da un campionato come questo, ha "un pubblico" al quale rendere conto in misura più o meno conscia: e il vangelo potrebbe aiutarci proprio a liberarci in buona misura di tutto ciò. Gesù Cristo, che si creda o meno che fosse Dio, è stato certamente una persona che è andata contro le attese del suo “ pubblico”: sia che fossero i parenti, gli amici o i potenti del suo tempo.

In una discussione, Cristo dice ai farisei che per loro è impossibile seguirlo non perché non sappiano, nel loro intimo, che lui abbia ragione ma perché, seguendolo, avrebbero perso il consenso del loro gruppo. "Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?" (Gv 5,44).

Comprendiamo da soli che leggere una frase come questa la mattina prima di andare in ufficio o di entrare in una dinamica relazionale importante, sarebbe infinitamente liberante: e ciò a prescindere che si sia credenti e praticanti. Ecco perché le parole di Bergoglio sul vangelo hanno un loro valore universale.

[https://www.agi.it/blog-italia/idee/post/2021-01-28/campionato-senza-pubblico-papa-francesco-vangelo-11184640/

1
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Christians are a priestly people for the world. Christians should make the living God visible to the world, they should bear witness to him and lead people towards him. When we speak of this task in which we share by virtue of our baptism, it is no reason to boast (Pope Benedict)
I cristiani sono popolo sacerdotale per il mondo. I cristiani dovrebbero rendere visibile al mondo il Dio vivente, testimoniarLo e condurre a Lui. Quando parliamo di questo nostro comune incarico, in quanto siamo battezzati, ciò non è una ragione per farne un vanto (Papa Benedetto)
Because of this unique understanding, Jesus can present himself as the One who reveals the Father with a knowledge that is the fruit of an intimate and mysterious reciprocity (John Paul II)
In forza di questa singolare intesa, Gesù può presentarsi come il rivelatore del Padre, con una conoscenza che è frutto di un'intima e misteriosa reciprocità (Giovanni Paolo II)
Yes, all the "miracles, wonders and signs" of Christ are in function of the revelation of him as Messiah, of him as the Son of God: of him who alone has the power to free man from sin and death. Of him who is truly the Savior of the world (John Paul II)
Sì, tutti i “miracoli, prodigi e segni” di Cristo sono in funzione della rivelazione di lui come Messia, di lui come Figlio di Dio: di lui che, solo, ha il potere di liberare l’uomo dal peccato e dalla morte. Di lui che veramente è il Salvatore del mondo (Giovanni Paolo II)
It is known that faith is man's response to the word of divine revelation. The miracle takes place in organic connection with this revealing word of God. It is a "sign" of his presence and of his work, a particularly intense sign (John Paul II)
È noto che la fede è una risposta dell’uomo alla parola della rivelazione divina. Il miracolo avviene in legame organico con questa parola di Dio rivelante. È un “segno” della sua presenza e del suo operare, un segno, si può dire, particolarmente intenso (Giovanni Paolo II)
That was not the only time the father ran. His joy would not be complete without the presence of his other son. He then sets out to find him and invites him to join in the festivities (cf. v. 28). But the older son appeared upset by the homecoming celebration. He found his father’s joy hard to take; he did not acknowledge the return of his brother: “that son of yours”, he calls him (v. 30). For him, his brother was still lost, because he had already lost him in his heart (Pope Francis)
Ma quello non è stato l’unico momento in cui il Padre si è messo a correre. La sua gioia sarebbe incompleta senza la presenza dell’altro figlio. Per questo esce anche incontro a lui per invitarlo a partecipare alla festa (cfr v. 28). Però, sembra proprio che al figlio maggiore non piacessero le feste di benvenuto; non riesce a sopportare la gioia del padre e non riconosce il ritorno di suo fratello: «quel tuo figlio», dice (v. 30). Per lui suo fratello continua ad essere perduto, perché lo aveva ormai perduto nel suo cuore (Papa Francesco)
Doing a good deed almost instinctively gives rise to the desire to be esteemed and admired for the good action, in other words to gain a reward. And on the one hand this closes us in on ourselves and on the other, it brings us out of ourselves because we live oriented to what others think of us or admire in us (Pope Benedict)
Quando si compie qualcosa di buono, quasi istintivamente nasce il desiderio di essere stimati e ammirati per la buona azione, di avere cioè una soddisfazione. E questo, da una parte rinchiude in se stessi, dall’altra porta fuori da se stessi, perché si vive proiettati verso quello che gli altri pensano di noi e ammirano in noi (Papa Benedetto)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

duevie.art

don Giuseppe Nespeca

Tel. 333-1329741


Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001.
Le immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.