Feb 2, 2026 Scritto da 

Esseri boschivi

Mc evidenzia il confronto tra Gesù e scribi e farisei, cui Egli rimprovera l’ipocrisia delle apparenze - adorando la loro tradizione anziché Dio stesso - e trascurando il comandamento dell’Amore.

Francesco d’Assisi detestava le apparenze, i riti osservati per mera vanità, l’onore a Dio dato con le labbra e non con l’adesione del cuore; mancando al comandamento dell’Amore, Sostanza di Dio.

Non sopportava l’ipocrisia delle ‘abluzioni’ che misconoscono la carità da estendere al prossimo.

Esortava i suoi fratelli a testimoniare il Vangelo con audacia, annunciando in ogni occasione la Parola; senza inginocchiarsi a precetti astratti.

Scorrendo gli episodi che ricordano tale nuovo senso di purità, risulta particolarmente interessante un brano delle Fonti:

I frati, nel loro ideale tutto interiore "Quando incontravano una chiesa o una croce lungo la via, s’inchinavano a recitare una preghiera e dicevano devotamente:

«Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo per tutte le tue chiese sparse nel mondo intero, poiché tu lo hai redento per mezzo della tua santa croce».

Erano convinti, di fatto, di essere in un luogo sacro, dovunque incontrassero una croce o una chiesa.

Ognuno che li vedeva, ne era fortemente meravigliato, per quel loro modo di vestire e di vivere così differente da qualunque altro: sembravano proprio degli esseri boschivi.

Dove entravano, fosse una città, un castello, un villaggio, un’abitazione, annunziavano la pace, esortando uomini e donne a temere e amare il Creatore del cielo e della terra, e ad osservare  i suoi comandamenti.

C’era chi li stava ad ascoltare volentieri e chi al contrario li beffava.

Per lo più venivano bersagliati da una tempesta di domande […]

Benché riuscisse fastidioso rispondere a tante interrogazioni, essi confessavano con semplicità di essere dei penitenti oriundi di Assisi […]" (FF 1441).

Scevri da cerimoniali, annunciavano il Regno di Dio con autenticità e non solo con le labbra, ma con la  testimonianza di vita, che

evidenziava la Parola letta e pregata.

Non schiavi d’inutili osservanze di costume, bensì tenaci servitori del Vangelo a ogni costo.

Non era diretto a loro il monito di Gesù:

«Lasciando da parte il comandamento di Dio, osservate la tradizione degli uomini» (Mc 7,8).

Tale ammonizione riguarda piuttosto  coloro che prendono gloria gli uni dagli altri, trascurando ciò che piace a Dio.

 

«Bellamente annullate il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione» (Mc 7,9)

 

 

Martedì 5.a sett. T.O.  (Mc 7,1-13)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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And this is the problem: when the People put down roots in the land and are the depository of the Law, they are tempted to place their security and joy in something that is no longer the Word of God: in possessions, in power, in other ‘gods’ that in reality are useless, they are idols. Of course, the Law of God remains but it is no longer the most important thing, the rule of life; rather, it becomes a camouflage, a cover-up, while life follows other paths, other rules, interests that are often forms of egoism, both individual and collective. Thus religion loses its authentic meaning, which is to live listening to God in order to do his will — that is the truth of our being — and thus we live well, in true freedom, and it is reduced to practising secondary customs which instead satisfy the human need to feel in God’s place. This is a serious threat to every religion which Jesus encountered in his time and which, unfortunately, is also to be found in Christianity. Jesus’ words against the scribes and Pharisees in today’s Gospel should therefore be food for thought for us as well (Pope Benedict)
Ed ecco il problema: quando il popolo si stabilisce nella terra, ed è depositario della Legge, è tentato di riporre la sua sicurezza e la sua gioia in qualcosa che non è più la Parola del Signore: nei beni, nel potere, in altre ‘divinità’ che in realtà sono vane, sono idoli. Certo, la Legge di Dio rimane, ma non è più la cosa più importante, la regola della vita; diventa piuttosto un rivestimento, una copertura, mentre la vita segue altre strade, altre regole, interessi spesso egoistici individuali e di gruppo. E così la religione smarrisce il suo senso autentico che è vivere in ascolto di Dio per fare la sua volontà - che è la verità del nostro essere - e così vivere bene, nella vera libertà, e si riduce a pratica di usanze secondarie, che soddisfano piuttosto il bisogno umano di sentirsi a posto con Dio. Ed è questo un grave rischio di ogni religione, che Gesù ha riscontrato nel suo tempo, ma che si può verificare, purtroppo, anche nella cristianità. Perciò le parole di Gesù nel Vangelo di oggi contro gli scribi e i farisei devono far pensare anche noi (Papa Benedetto)
Salt, in the cultures of the Middle East, calls to mind several values such as the Covenant, solidarity, life and wisdom. Light is the first work of God the Creator and is a source of life; the word of God is compared to light (Pope Benedict)
Il sale, nella cultura mediorientale, evoca diversi valori quali l’alleanza, la solidarietà, la vita e la sapienza. La luce è la prima opera di Dio Creatore ed è fonte della vita; la stessa Parola di Dio è paragonata alla luce (Papa Benedetto)
Even after his failure even in Nazareth (vv.1-6) - his heralds gladly confused the Servant [who was educating them] with the victorious, sighed, respected and glorious Messiah…
Ancora dopo il suo fallimento persino a Nazareth (vv.1-6) - i suoi banditori hanno ben volentieri confuso il Servo [che li stava educando] col Messia vincitore, sospirato, rispettato e glorioso…
During more than 40 years of his reign, Herod Antipas had created a class of functionaries and a system of privileged people who had in their hands the government, the tax authorities, the economy, the justice, every aspect of civil and police life, and his command covered the territory extensively…
Durante più di 40 anni di regno, Erode Antipa aveva creato una classe di funzionari e un sistema di privilegiati che avevano in pugno il governo, il fisco, l’economia, la giustizia, ogni aspetto della vita civile e di polizia, e il suo comando copriva capillarmente il territorio…

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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