Gen 31, 2026 Scritto da 

Luce che fa vedere. Sale che dà sapore

Gesù chiama a una testimonianza essenziale, da dare con tutta la vita, per essere sale e luce per ciascuno.

Francesco, nel suo percorso di fede, si studiò di piacere a Dio con un’esistenza sapida e un vivere luminoso, irrigato dalla Grazia.

La stessa Chiara, sempre unita allo Sposo Gesù, fu profeticamente eletta per essere quanto il suo stesso nome significava: luce, chiarore per il mondo.

Nelle Fonti la loro testimonianza rifulge.

Nella Lettera di frate Elia, scritta subito dopo la morte di Francesco, è evidente l’esperienza dei frati fatta accanto al loro padre e il profumo di vita respirato.

"Veramente era la vera luce la presenza del fratello e padre nostro Francesco, non solo per noi che gli eravamo compagni nella medesima professione di vita, ma anche per quelli che erano lontani.

Era, infatti, una luce suscitata dalla luce vera, quella che illumina quanti erano nelle tenebre e sedevano nell’ombra della morte, per dirigere i loro passi sulla via della pace.

Questo egli ha fatto, come vera luce meridiana.

La luce che veniva dall’alto illuminava il suo cuore e riscaldava la volontà di lui col fuoco del suo amore" (FF 307).

Questa l’esperienza di chi lo conobbe da vicino.

Ma Chiara stessa, nell’epistolario compilato per il meraviglioso dialogo con Agnese di Boemia, offre dei passi che sono la misura del suo cuore e della sua vita luminosa.

Nella quarta lettera leggiamo:

«E poiché questa visione di lui è splendore dell’eterna gloria, chiarore della luce perenne e specchio senza macchia, ogni giorno porta l’anima tua, o regina, sposa di Gesù Cristo, in questo specchio e scruta in esso continuamente il tuo volto, perché tu possa così adornarti tutta all’interno e all’esterno, vestita e circondata di varietà, e sii parimenti adorna con i fiori e le vesti di tutte le virtù, come conviene a te, figlia e sposa carissima del sommo Re» (FF 2902).

In Francesco e Chiara la purezza aveva raggiunto livelli tali da far sì che tutta la macchina del mondo, come dice San Bonaventura, si era messa al servizio dei sensi santificati di queste due splendide figure.

Nella loro povera e semplice esistenza, tutto diveniva testimonianza chiara e di spessore, a lode di Dio.

Chiara d’Assisi fu, al pari del suo maestro e padre, fulgore incarnato della Santa Parola. Con la sua chiarità senza fine fu eco del Risorto, Luce da Luce.

Francesco fu sale che rese sapida la vita quotidiana dei poveri e dei ricchi; un sale che rivoluzionò la sua epoca e che ancora oggi, dopo ottocento anni dalla sua morte, dà senso al vivere di ogni uomo, interrogandolo su ciò che cerca e segue.

La sua pazzia - così considerata ai suoi tempi - si è rivelata saggezza evangelica.

Ancora il suo sale attesta la validità della strada abbracciata in unità con Cristo; la sua scelta è sapore di sale in un mondo talora insipido.

 

«Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere belle e glorifichino il Padre vostro che [è] nei cieli» (Mt 5,16)

 

 

5.a Domenica T.O.  A. (Mt 5,13-16)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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The people thought that Jesus was a prophet. This was not wrong, but it does not suffice; it is inadequate. In fact, it was a matter of delving deep, of recognizing the uniqueness of the person of Jesus of Nazareth and his newness. This is how it still is today: many people draw near to Jesus, as it were, from the outside (Pope Benedict)
La gente pensa che Gesù sia un profeta. Questo non è falso, ma non basta; è inadeguato. Si tratta, in effetti, di andare in profondità, di riconoscere la singolarità della persona di Gesù di Nazaret, la sua novità. Anche oggi è così: molti accostano Gesù, per così dire, dall’esterno (Papa Benedetto)
Because of this unique understanding, Jesus can present himself as the One who revealsr the Father with a knowledge that is the fruit of an intimate and mysterious reciprocity (John Paul II)
In forza di questa singolare intesa, Gesù può presentarsi come il rivelatore del Padre, con una conoscenza che è frutto di un'intima e misteriosa reciprocità (Giovanni Paolo II)
Yes, all the "miracles, wonders and signs" of Christ are in function of the revelation of him as Messiah, of him as the Son of God: of him who alone has the power to free man from sin and death. Of him who is truly the Savior of the world (John Paul II)
Sì, tutti i “miracoli, prodigi e segni” di Cristo sono in funzione della rivelazione di lui come Messia, di lui come Figlio di Dio: di lui che, solo, ha il potere di liberare l’uomo dal peccato e dalla morte. Di lui che veramente è il Salvatore del mondo (Giovanni Paolo II)
It is known that faith is man's response to the word of divine revelation. The miracle takes place in organic connection with this revealing word of God. It is a "sign" of his presence and of his work, a particularly intense sign (John Paul II)
È noto che la fede è una risposta dell’uomo alla parola della rivelazione divina. Il miracolo avviene in legame organico con questa parola di Dio rivelante. È un “segno” della sua presenza e del suo operare, un segno, si può dire, particolarmente intenso (Giovanni Paolo II)
In the rite of Baptism, the presentation of the candle lit from the large Paschal candle, a symbol of the Risen Christ, is a sign that helps us to understand what happens in the Sacrament. When our lives are enlightened by the mystery of Christ, we experience the joy of being liberated from all that threatens the full realization (Pope Benedict)
Nel rito del Battesimo, la consegna della candela, accesa al grande cero pasquale simbolo di Cristo Risorto, è un segno che aiuta a cogliere ciò che avviene nel Sacramento. Quando la nostra vita si lascia illuminare dal mistero di Cristo, sperimenta la gioia di essere liberata da tutto ciò che ne minaccia la piena realizzazione (Papa Benedetto)
Doing a good deed almost instinctively gives rise to the desire to be esteemed and admired for the good action, in other words to gain a reward. And on the one hand this closes us in on ourselves and on the other, it brings us out of ourselves because we live oriented to what others think of us or admire in us (Pope Benedict)
Quando si compie qualcosa di buono, quasi istintivamente nasce il desiderio di essere stimati e ammirati per la buona azione, di avere cioè una soddisfazione. E questo, da una parte rinchiude in se stessi, dall’altra porta fuori da se stessi, perché si vive proiettati verso quello che gli altri pensano di noi e ammirano in noi (Papa Benedetto)
Each of us can discover in Joseph – the man who goes unnoticed, a daily, discreet and hidden presence – an intercessor, a support and a guide in times of trouble [Patris Corde, intr.]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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