Feb 8, 2026 Scritto da 

TENDENZE ANTISOCIALI - (di Francesco Giovannozzi, psicologo e psicoterapeuta)

Qualche giorno fa  apprendo dal quotidiano di un altro caso di accoltellamento di una ragazza di 22 anni. E’ stata pugnalata perché ascoltava la musica a un volume troppo alto, infastidendo l’aggressore.

Negli ultimi tempi diversi eventi del genere sono stati riportati dai mezzi di comunicazione; episodi con protagonisti giovani - tutti per futili motivi. Chi per uno sguardo di troppo alla ragazza del cuore, chi per un apprezzamento un po’ osé ecc.

Purtroppo molti giovani negli ultimi tempi aggrediscono i simili con coltelli che portano con  sé. 

Da premettere che come tutti gli oggetti, il coltello non ha solo una valenza negativa. Esso viene usato in cucina, per lavorare; nelle mani di un cuoco abile diventa qualcosa di prezioso. 

Nelle società primitive veniva usato per difendersi dagli animali e dai nemici.

Oggi nel mondo giovanile e non solo se pensiamo ai numerosi femminicidi dove si uccide con una ferocia inaudita, e sembra stia diventando una specie di status.

Tale arnese  viene percepito come un segno di durezza e di forza; maggiormente in giovani che si sentono ai margini. 

Gli episodi di violenza che accadono tra due individui non hanno motivi fondati, ma la scintilla che li fa scattare è un motivo banale, talora frivolo.

Spesso l’uso del coltello - arma facile da procurarsi - è insita in tizi contigui a gang giovanili, per  poterne fare parte e diventarne appunto affiliati. Qui è come se tale oggetto possa essere una “bacchetta magica” contro il senso di malessere interiore, le delusioni affettive e sociali. E tale arma ci farebbe sentire invincibili, o magari solo più forti. 

Escluso gli addetti ai lavori, abituarsi a portare un’arma con sé può avere delle ripercussioni sul nostro modi di essere. Ci si abitua; e possiamo vieppiù tendere a episodi di aggressività verso gli altri. 

Uscire di casa e portare con se’ un coltello - prima o poi, alla minima contrarietà, si è  tentati di usarlo; alimentando cosi la paura e con la probabilità di diventare a sua volta una vittima. Così a lungo andare la nostra psiche “tira fuori” aspetti di noi che magari giacevano “dormienti” in angoli riposti della nostra inconsapevolezza.

L’uomo arriva a seguire un comportamento antisociale. E nei molti obiettivi che cerca di raggiungere, a volte tale comportamento può risultare anche nocivo per sé.

Sono dei soggetti che hanno un livello intellettivo nella norma; a volte anche superiore.

Nella mia esperienza di casi simili, inviati dal Tribunale dei Minori al Servizio di Neuropsichiatria Infantile, gli episodi di violenza con il coltello erano associati a un basso livello intellettivo.

Questi soggetti sovente vanno incontro a insuccessi in ogni iniziativa che prendono, aumentando così il loro senso di frustrazione.

Generalmente tendono  a mentire e spesso sfruttano gli altri dando poca importanza ai valori morali.

Abitualmente non dicono quasi mai la verità, neanche quando fanno una promessa (che solitamente non mantengono), mostrando nessun turbamento e mantenendo con freddezza le loro posizioni.

Essi possono subire l’influsso di film, di  culture ancestrali, che possono rafforzare in loro una inclinazione all’uso di tali armi; senza  che siano coscienti delle possibili conseguenze e di eventuali crescendo di violenza 

A noi ”giovani del passato” è stato insegnato e trasmesso di saper reagire in modo costruttivo alle difficoltà e alle mortificazioni che la vita inevitabilmente ci reca. 

Oggi tuttavia sembra che tutto sia dovuto, che la privazione di qualcosa in questo eccesso di benessere sia insopportabile. 

E allora soprattutto in individui emotivamente instabili scatta qualcosa che li rende capaci di far del male; si va verso un’aggressività insana, malata. Non verso quella “sana grinta” che aiuta a superare gli ostacoli della vita.

Molte volte ho sentito dire dalle persone che mi hanno preceduto e forse anche da qualche lettura che ora non ricordo, che la belva più crudele è l’uomo. Nel suo cuore si annidano due anime: una fatta di socievolezza e spinta al prossimo, l’altra di gelosia e rivalità, di crudeltà verso gli altri.

Abitualmente le persone con queste problematiche tendono a essere disonesti, a mentire e raggirare il prossimo; a cercare di sfruttarlo, dimenticando i principi morali appresi.

Questa gente si considera sempre ‘la migliore’. Se questo non viene avvertito, sale la rabbia - in maniera consapevole o meno.

Nel caso di ferite arrecate, costoro non provano rimorso alcuno; e nessun senso di colpa.

Il limite tra ciò che è legale e ciò che non lo è diventa labile. Tendiamo a agire in modo impulsivo, senza considerare l’effetto delle nostre azioni sugli altri.

Conseguentemente si scende sempre più in basso. Sono a che gli altri serviranno solo per ottenere ciò che vogliamo.

Spesso al comportamento violento o addirittura venato di sadismo, è associato un certo piacere.

E qui si tende anche a partecipare a scontri con il “potere” .

A livello collettivo, basta guardare agli ultimi fatti accaduti a Torino - dove la violenza si accanisce verso i rappresentanti della legge; contro coloro che rappresentano la regola e cercano di ripristinare la legalità’.

Senza aderenza a ideologie, personalmente sono convinto, lasciando da parte l’adesione a ideologie partitiche, che i limiti vadano ripristinati fin dall’infanzia. In modo tale che un bambino possa crescere con una chiara distinzione fra ciò che è Bene e quanto rappresenta il Male.

 

Dott. Francesco Giovannozzi, Psicologo-Psicoterapeuta.

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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Mary "Girl" [...] point of convergence and arrival of a complex of divine promises, mysteriously echoed in the very heart of history (Pope John Paul II)
Maria “Bambina” […] punto di convergenza e di arrivo di un complesso di promesse divine, echeggiate misteriosamente nel cuore stesso della storia (Papa Giovanni Paolo II)
Luke’s passage puts before the eyes a double slavery: that of man «with his hand paralyzed, slave of his illness», and that of the «Pharisees, scribes, slaves of their rigid, legalistic attitudes» (Pope Francis)
Il racconto di Luca mette davanti agli occhi una duplice schiavitù: quella dell’uomo «con la mano paralizzata, schiavo della sua malattia», e quella «dei farisei, degli scribi, schiavi dei loro atteggiamenti rigidi, legalistici» (Papa Francesco)
Origen says “we should practise this symphony” (Commentary on the Gospel according to Matthew, 14,1), in other words this harmony within the Christian community [Pope Benedict]
Dice Origene che “dobbiamo esercitarci in questa sinfonia” (Commento al Vangelo di Matteo 14, 1), cioè in questa concordia all’interno della comunità cristiana [Papa Benedetto]
Thus in communion with Christ, in a faith that creates charity, the entire Law is fulfilled. We become just by entering into communion with Christ who is Love (Pope Benedict)
Così nella comunione con Cristo, nella fede che crea la carità, tutta la Legge è realizzata. Diventiamo giusti entrando in comunione con Cristo che è l'amore (Papa Benedetto)
«Francis was reproaching his brethren too harsh towards themselves, and who came to exhaustion by means of vigils, fasts, prayers and corporal penances» [FS 1470]
«Francesco muoveva rimproveri ai suoi fratelli troppo duri verso se stessi, e che arrivavano allo sfinimento a forza di veglie, digiuni, orazioni e penitenze corporali» [FF 1470]
From a human point of view, he thinks that there should be distance between the sinner and the Holy One. In truth, his very condition as a sinner requires that the Lord not distance Himself from him, in the same way that a doctor cannot distance himself from those who are sick (Pope Francis)
Da un punto di vista umano, pensa che ci debba essere distanza tra il peccatore e il Santo. In verità, proprio la sua condizione di peccatore richiede che il Signore non si allontani da lui, allo stesso modo in cui un medico non può allontanarsi da chi è malato (Papa Francesco)
The life of the Church in the Third Millennium will certainly not be lacking in new and surprising manifestations of "the feminine genius" (Pope John Paul II)
Il futuro della Chiesa nel terzo millennio non mancherà certo di registrare nuove e mirabili manifestazioni del « genio femminile » (Papa Giovanni Paolo II)
And it is not enough that you belong to the Son of God, but you must be in him, as the members are in their head. All that is in you must be incorporated into him and from him receive life and guidance (Jean Eudes)
E non basta che tu appartenga al Figlio di Dio, ma devi essere in lui, come le membra sono nel loro capo. Tutto ciò che è in te deve essere incorporato in lui e da lui ricevere vita e guida (Giovanni Eudes)
Consequently, just as for Christ carrying the cross was not an option but a mission to be embraced for love, so it is for Christians too. In our world today, where the forces that divide and destroy seem to dominate, Christ does not cease to offer to all his clear invitation [Pope Benedict]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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