Mar 27, 2026 Scritto da 

Silenzio e nuovi Raggi, tra religiosità e Fede

Oggi abbiamo un’impressione di oblio, del Signore.

La fossa sembra riesca a celarlo e zittirlo, tanto che non c’è neppure bisogno di contestarlo - basterebbe trascurarlo o compatirlo.

Vogliamo invece meditare ancora sulla rivoluzione di Cristo e la sua nuova Luce, per riconoscerla nostra, assimilarla e viverla - sin dalle radici dell’essere e nel nostro cammino.

Il Silenzio di Dio è parte della Rivelazione: Gloria e Vita che ci corrispondono; in modo democratico, poliedrico, non unilaterale.

Silenzio che ha rispetto del nostro ‘fiore’.

 

In tal guisa, tra gli alti e bassi anche della nostra vita, ecco il deporsi e il misterioso brigare dei ‘semi’ - tutta una serie di alternative:

 

Un differente Volto di Dio, creatore e redentore della nostra intelligenza e libertà; educatore mai arcigno - né dominatore pronto a scatenare rappresaglie.

Non sovrano che governa emanando leggi, ma Genitore che trasmette la sua stessa Vita.

Non Lo incontriamo innalzandoci e forzando, perché è Lui che incessantemente si propone, si rivela, e Viene.

Non sta “a capo” e tu dietro; non si piazza sopra mentre tu resti sotto.

Non si mette “davanti” nel modo che qualcuno sia destinato a retrocedere [coi più forti, svelti e organizzati sempre vicini, senza possibilità di ricambio].

 

Un’attività di denuncia della falsa religione: quella degli adempimenti ripetitivi - e delle idee fisse o troppo sofisticate, disincarnate - sotto una cappa di plagio, paure, intimidazioni. 

Il Signore è giusto, perché ci comprende. Bando alle maniere vuote, futili, dispersive.

Chi si ritrova socialmente costretto non è mai se stesso e non può amare, in quanto condizionato; soverchiato da confronti e necessità esterne.

 

Una nuova autenticità della donna e dell’uomo, non più identificati in ruoli e personaggi da ricalcare e confrontare, bensì autonomi e realizzati per Chiamata personale.

Non attratti dal connubio cultura-devozione-potere-interesse, bensì affascinati dalla Sapienza che abita ogni lieve e piccola Unicità.

Così liberi e non ambiziosi, da potersi chinare volentieri sui meno fortunati. Senza intime dissociazioni.

 

Un nuovo volto di società, non competitiva né appannaggio di astuti, cordate, o cerchie, ma caratterizzata dallo scambio dei ‘doni’.

Convivialità delle differenze che accentua e lascia fiorire la vita, di tutti e ciascuno.

Insomma, non siamo una tipologia di eterni fallimenti.

Il Padre vuole persone che viaggiano verso se stesse, e sogna una Famiglia umanizzante.

Amabile, perché non assorbe le nostre energie, bensì le trasmette.

 

 

Sabato Santo, Sepoltura del Signore [4 aprile 2026]

442 Ultima modifica il Sabato, 04 Aprile 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Let us permit St Augustine to speak once more: "If only good shepherds be not lacking! Far be it from us that they should be lacking, and far be it from divine mercy not to call them forth and establish them. It is certain that if there are good sheep, there are also good shepherds: in fact it is from good sheep that good shepherds are derived." (Sermones ad populum, Sermo XLIV, XIII, 30) [John Paul II]
Lasciamo ancora una volta parlare Sant’Agostino: “Purché non vengano a mancare buoni pastori! Lungi da noi che manchino, e lungi dalla misericordia divina il non farli sorgere e stabilirli. Certo è che se ci sono buone pecore, ci sono anche buoni pastori: infatti è dalle buone pecore che derivano i buoni pastori” (S. Agostino, Sermones ad populum, I, Sermo XLIV, XIII, 30) [Giovanni Paolo II]
Jesus, Good Shepherd and door of the sheep, is a leader whose authority is expressed in service, a leader who, in order to command, gives his life and does not ask others to sacrifice theirs. One can trust in a leader like this (Pope Francis)
Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio, un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare (Papa Francesco)
To be Christians means to be missionaries, to be apostles (cfr. Decree Apostolicam Actuositatem, n.2). It is not enough to discover Christ - you must bring Him to others! [John Paul II]
Essere cristiani significa essere missionari-apostoli (cfr. «Apostolicam Actuositatem», 2). Non basta scoprire Cristo - bisogna portarlo agli altri! [Giovanni Paolo II]
What is meant by “eat the flesh and drink the blood” of Jesus? Is it just an image, a figure of speech, a symbol, or does it indicate something real? (Pope Francis)
Che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù?, è solo un’immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? (Papa Francesco)
What does bread of life mean? We need bread to live. Those who are hungry do not ask for refined and expensive food, they ask for bread. Those who are unemployed do not ask for enormous wages, but the “bread” of employment. Jesus reveals himself as bread, that is, the essential, what is necessary for everyday life; without Him it does not work (Pope Francis)
Che cosa significa pane della vita? Per vivere c’è bisogno di pane. Chi ha fame non chiede cibi raffinati e costosi, chiede pane. Chi è senza lavoro non chiede stipendi enormi, ma il “pane” di un impiego. Gesù si rivela come il pane, cioè l’essenziale, il necessario per la vita di ogni giorno, senza di Lui la cosa non funziona (Papa Francesco)
In addition to physical hunger man carries within him another hunger — all of us have this hunger — a more important hunger, which cannot be satisfied with ordinary food. It is a hunger for life, a hunger for eternity which He alone can satisfy, as he is «the bread of life» (Pope Francis)
Oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame – tutti noi abbiamo questa fame – una fame più importante, che non può essere saziata con un cibo ordinario. Si tratta di fame di vita, di fame di eternità che Lui solo può appagare, in quanto è «il pane della vita» (Papa Francesco)
The Eucharist draws us into Jesus' act of self-oblation. More than just statically receiving the incarnate Logos, we enter into the very dynamic of his self-giving [Pope Benedict]
L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione [Papa Benedetto]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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