Mag 11, 2026 Scritto da 

Testamento in preghiera: Mistica della Gloria (per ogni figlio)

(Gv 17,1-11a)

 

Anche nel quarto Vangelo l’ultima cena è seguita dalla preghiera di Gesù, ma a differenza dei Sinottici, Gv la colloca nello stesso luogo del Cenacolo.

Nel racconto dei primi tre Vangeli, diverse note ragguagliano sull’intima ripugnanza del Signore a proposito della Croce - da cui però non si sottrae, da cui non si lascia sovrastare.

Qui chiede al Padre solo la qualità indistruttibile di Vita dell’Eterno in favore dei suoi, che hanno già avuto conoscenza dell’intimità di Dio: essa apre ogni riverbero.

Riconoscere costituito Signore il Figlio dell’uomo significa accettare una nuova forma di esistenza nello Spirito.

Come un Vento che [rigenerando dall’interno] si rende tramite e continuatore dell’opera di creazione.

Siamo testimoni di una Relazione fondante, gloriosa, ossia di valore tale da riattivare ogni destino - oltre le concatenazioni.

Tale piattaforma sorvola il senso d’indegnità.

Su di essa, eccoci abilitati a diventare ovunque appassionati ‘inventori di strade’.

Introdotti in una Comunione che è già qui e ora «Vita dell’Eterno» (vv.2-3). Essa scaturisce dal ‘conoscere’ il Padre e il Figlio.

E si concentra in un’Ora (v.1): allusione che aveva percorso tutto il quarto Vangelo.

L’esistenza di Gesù converge nella crudezza feconda di quel punto, che dà spessore a ogni cosa.

 

Il testo si distingue dalle catechesi precedenti, perché più amicale che d’insegnamento.

Il Maestro ripercorre la sua vicenda come impegno a manifestare il Padre, per farci divenire segni del suo Volto.

Cristo comprende che i figli sono sottoposti a seduzioni, e rischiano di smarrire il senso del credere in Lui. Infatti fanno ancora difficoltà a capire che la Gloria non è frutto di vittoria mondana.

«Gloria» in Gv è sinonimo di manifestazione del Volto dell’Eterno Amore nell’innalzamento della Croce.

Presenza del Dio-Con - svelamento della sua confidenza, comprensione, tenerezza, recupero dei lati opposti.

In tal guisa, Gloria del Risorto non è una Relazione che rimane chiusa in Cielo, fra Padre e Figlio.

Questi ha dato ai suoi intimi il «Nome» (vv.6.11) ossia ha rivelato il Padre e dato accesso alla sua Persona reale - incluse le lotte intraprese.

Persona che ci alimenta con la Parola, e il senso delle sue vicende.

Tale Voce inconfondibile ricorda che ogni travaglio può farci entrare più a fondo con Gesù nella Gloria e nell’eternità del Padre.

La vita intima di Dio è intensità d’intesa; reciprocità che sfocia in connubio dilatato, apertissimo, ferace, tendente a trasmutare ogni tribolazione in appello a nuova kabôd-gloria.

Si tratta del peso specifico [qualitativo] che assume il credente in un Cielo anche percepibile dai sensi.

 

Qualsiasi difficoltà, angoscia, insicurezza, ora diventa addirittura un punto cui convergere.

Come il Signore, i discepoli non vanno alla morte, ma sulla Via della Vita completa che annienta le lontananze.

Tutto ciò grazie a un’unità che devia le abitudini e pone in contatto con le energie dell’intimo legame primordiale, fonte-e-culmine, Padre-Figlio.

 

 

[Martedì 7.a sett. di Pasqua, 19 maggio 2026]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

The glorification that Jesus asks for himself as High Priest, is the entry into full obedience to the Father, an obedience that leads to his fullest filial condition [Pope Benedict]
La glorificazione che Gesù chiede per se stesso, quale Sommo Sacerdote, è l'ingresso nella piena obbedienza al Padre, un'obbedienza che lo conduce alla sua più piena condizione filiale [Papa Benedetto]
All this helps us not to let our guard down before the depths of iniquity, before the mockery of the wicked. In these situations of weariness, the Lord says to us: “Have courage! I have overcome the world!” (Jn 16:33). The word of God gives us strength [Pope Francis]
Tutto questo aiuta a non farsi cadere le braccia davanti allo spessore dell’iniquità, davanti allo scherno dei malvagi. La parola del Signore per queste situazioni di stanchezza è: «Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). E questa parola ci darà forza [Papa Francesco]
It does not mean that the Lord has departed to some place far from people and from the world. Christ's Ascension is not a journey into space toward the most remote stars […] Christ's Ascension means that he no longer belongs to the world of corruption and death that conditions our life. It means that he belongs entirely to God (Pope Benedict)
Non vuol dirci che il Signore se ne è andato in qualche luogo lontano dagli uomini e dal mondo. L’Ascensione di Cristo non è un viaggio nello spazio verso gli astri più remoti […] L’Ascensione di Cristo significa che Egli non appartiene più al mondo della corruzione e della morte che condiziona la nostra vita. Significa che Egli appartiene completamente a Dio (Papa Benedetto)
«When the servant of God is troubled, as it happens, by something, he must get up immediately to pray, and persevere before the Supreme Father until he restores to him the joy of his salvation. Because if it remains in sadness, that Babylonian evil will grow and, in the end, will generate in the heart an indelible rust, if it is not removed with tears» (St Francis of Assisi, FS 709)
«Il servo di Dio quando è turbato, come capita, da qualcosa, deve alzarsi subito per pregare, e perseverare davanti al Padre Sommo sino a che gli restituisca la gioia della sua salvezza. Perché se permane nella tristezza, crescerà quel male babilonese e, alla fine, genererà nel cuore una ruggine indelebile, se non verrà tolta con le lacrime» (san Francesco d’Assisi, FF 709)
Wherever people want to set themselves up as God they cannot but set themselves against each other. Instead, wherever they place themselves in the Lord’s truth they are open to the action of his Spirit who sustains and unites them (Pope Benedict
Dove gli uomini vogliono farsi Dio, possono solo mettersi l’uno contro l’altro. Dove invece si pongono nella verità del Signore, si aprono all’azione del suo Spirito che li sostiene e li unisce (Papa Benedetto)
But our understanding is limited: thus, the Spirit's mission is to introduce the Church, in an ever new way from generation to generation, into the greatness of Christ's mystery. The Spirit places nothing different or new beside Christ; no pneumatic revelation comes with the revelation of Christ - as some say -, no second level of Revelation (Pope Benedict)
Ma la nostra capacità di comprendere è limitata; perciò la missione dello Spirito è di introdurre la Chiesa in modo sempre nuovo, di generazione in generazione, nella grandezza del mistero di Cristo (Papa Benedetto)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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