Bloccarsi sul libretto d’istruzione, o evolvere
(Gv 3,7-15)
La vita nello Spirito procede per nuove Nascite, non secondo un progresso scandito da meccanismi, abilità, o libretti d’istruzione.
La Luce interroga, per una dimensione diversa - dove (cedendo il posto a un rovesciamento d’idee, volti e prospettive) i nostri ‘perché’ smettono di farci accumulare frustrazioni.
Nicodemo controllava ogni stagnazione o progresso comparandoli alla sapienza delle cose di Dio su base di aspettative antiche [o di club].
Ma non di rado la nostra crescita procede a visioni e balzi - neppure secondo intelligenza naturale. Figuriamoci per la vita spirituale.
Non basta esercitarsi e andare d’accordo con idee di padri o à la page, né rimanere concordi a propositi normali, esterni.
Assimilare saperi altrui e acquisire perizie già attese è non di rado cianfrusaglia che blocca i veri sviluppi - quelli che ci appartengono.
Purtroppo, nella vita religiosa si procede spesso in modo automatico, e sembra non ci sia bisogno di lasciarsi salvare o sorprendere dagli accadimenti.
Nell’avventura di Fede - che disorienta - il Progetto del Padre e l’Opera del Figlio non si dispiegano in modo ragionevole, ma nel motivo della sproporzione d’Amore.
L’unità di misura dello Spirito è differente da quella delle consuetudini concordi, o di ultima moda.
Il suo impeto è Vento inafferrabile, ‘visibile’ solo negli effetti.
Il Segreto è «dall’Alto» (v.7): fuori scala. Si annida nella imprevedibilità di crocevia, eccedenze, nuove creazioni.
La Vita non procede per argomenti alla noia: sporge o impallidisce.
In tal guisa, l’accesso al Regno non è dato dall’essere a misura di Adamo: «essere carne» e «cose della terra» (vv.6.12).
La soglia viene da ciò che l’Incontro con Cristo opera in chi lo segue - e viene introdotto nella vita di comunità o profetica come «figlio rigenerato».
La tarda redazione di Gv riflette simboli e realtà del Battesimo cristiano, già allora largamente vissuto.
Ad es. nella Lettera a Tito il ‘sacramento’ stesso viene denominato appunto «rinascita».
Gesù parla a Nicodemo degli elementi essenziali del gesto: l’acqua e lo Spirito - che è la Novità.
Nello Spirito l’acqua non ha più solo funzione negativa di purificare o togliere un fardello, ossia eliminare il peccato nel segno d’un lavaggio.
L’acqua delle abluzioni che scivola via diventa preziosa ed efficace: essa dev’essere «assimilata» per una crescita, per creare vita - che ora non solo pulisce o soffoca.
La Nascita in acqua e Spirito parla di nuova esistenza dopo aver prodotto un Vuoto che ci porta altrove...
Non tanto nel refrigerio e nella pace quieta, bensì nell’imprevedibile che spesso butta tutto all’aria - anche in modo deciso.
La nuova Genesi non è legata ad alcuna legge: come una Creazione intima.
Realtà misteriosa, inesplicabile, ma che guida infallibilmente a completezza - sebbene possa essere velocissima, istantanea; del tutto indeterminabile, soprattutto a paragone d’una normale adesione devota.
È Azione fuori d’ogni proposito e processo: un po’ come la realtà e l’operato stesso del Vento.
Non semplicemente “vita eterna”, bensì «Vita dell’Eterno» [v.15 testo greco].
Vita personale - che in tutti gli ambiti dissemina energie ignote, sgombra le intercapedini della routine, coglie nuove sincronie.
Qui il Crocifisso che fa comunione è il punto luce elevato che attira e sposta i nostri sguardi, travalicando pensieri e costumi che annebbiano; intorno a cui ci raccogliamo come nuovi figli e fratelli.
[Martedì 2.a sett. di Pasqua, 14 aprile 2026]







