Mar 29, 2026 Scritto da 

Pasqua indipendente: per noi, che scatta

I Vangeli non descrivono la cronaca della Risurrezione di Cristo, ma l’esperienza del Risorto nella chiesa delle origini.

Tutti gli evangelisti accennano al fatto che l’adempimento di legge e di massa (sabato) ritarda sia la comprensione irripetibile che la consapevolezza della forza della Vita sprigionatesi dalla Persona, dalla Parola, da tutta la vicenda e dalla proposta di Gesù.

Mc e in specie Mt ribadiscono l’appuntamento della «Galilea»: territorio teologico ed esistenziale contrapposto alla Giudea osservante.

Oggi parleremmo forse di “spirito delle origini” - esperienza primigenia del Signore - o di “quotidianità sommaria”; ovvero di assemblea «in uscita».

Mt specifica che si tratta dell’evento de «il Monte»: sperimentiamo il Vivente nell’incarnare le Beatitudini, lo Spirito dell’Amore dimesso ma vitale.

Rovesciamento che talora butta all’aria gli idoli per costringerci all’incontro, nella dignità della propria impronta - portata dentro l’unicità, nello spirito di famiglia, per l’eternità.

Lc raccomanda di non cercare l’Amico [la nostra partenza, guida, brio e sapere silenzioso] fra «morti» che ingombrano.

Ai discepoli di Emmaus si rivela in una capacità d’interpretazione ribaltata degli eventi ingloriosi, e in una intesa ardente delle Scritture.

In specie si manifesta nello ‘spezzare la vita’: nella reciprocità di chi riceve e si fa alimento, senza inibire il carattere e le scelte eccezionali.

Gv insiste sul dover voltare lo sguardo piantato sulla tomba. Nella fossa d’un sepolcro non c’è nulla, se non una Nascita.

Il quarto Vangelo dona il criterio essenziale per riconoscere la manifestazione di Gesù vivo: la sua Pace.

Non il tipo della Pax Romana (l’impero era in pace) bensì Shalôm-pienezza. Oggi diremmo: Felicità completa - vera ‘età dell’oro’.

Quindi il Mandato missionario che il Signore ci lancia non proclama una dottrina diversa.

È l’invito a essere in Lui se stessi pienamente, e così poter incarnare la medesima Tenerezza del Padre - vasta, difforme, inclusiva.

 

Cosa è cambiato per noi con la Risurrezione? Ci sono prove che vive? Perché non appare? Quali sarebbero i segni? E i grandi benefici?

O. Wilde affermava: «Quando gli dèi vogliono punirci, esaudiscono le nostre preghiere». Di questo genere di richieste, dobbiamo sbarazzarci.

Le orazioni arenate da aspettative o propositi comuni sono a volte come le «donne» dei Vangeli della mattina di Pasqua.

Ancora piantate su lamenti funebri, esse cercano Vita in posti sbagliati: luoghi infecondi, perché legati a idee di cadaveri.

C’è un diverso binario caratterizzante, per ciascuno, che trascina da dentro, e crescente; per una vetta decisiva, non esterna.

Vittoria della vita significa: smettere di legarsi a idolatrie inattive, calzanti però di ripiego.

Facciamo volare l’Appello innato dell’essenza che ancora non vediamo ma che pulsa ardente e inestinguibile.

Non sarà l’obbiettivo convenzionale, condizionato, conforme, a tono e “come si conviene” ma unilaterale, scadente - a darci Letizia.

Esso cattura l’energia inedita, «per nome». Che vuole germogliare dai lati oscuri e opposti.

 

Nascita e morte sono esperienze di molte volte: perché? Per ininterrotte “Genesi”, e altre possibilità.

Per una sana crescita verso la realizzazione umanizzante, nella generosità e nell’attitudine battesimale, bisogna librare l’anima incagliata.

La nostra inusualità si sente sperduta nei circoli viziosi delle aspettative normali.

E ciò che avevamo immaginato inesorabilmente uguale, quindi vano e stagnante - infanga lo stupore delle sorprese che travalicano attese e intenzioni.

Eliminando i propositi convenzionali e altrui in favore di Sogni personali che esagerano, conosceremo l’atipicità di Dio che balza fra le macerie e dal caos degli schemi.

I missionari lo sanno: non è dalla Giudea che viene la certezza, ma dalla Galilea ossia dall’incertezza. La loro sicurezza è nell’insicurezza.

È il buio che fa rinascere.

Deponendo ciò che prima interpretavamo con senso di permanenza, sbalordiremo di Tesori che si celano dietro i lati malfermi. E della Vita indipendente che scatta fra segni di morte.

 

Forse non pochi restano ancora sorpresi dalla «tomba vuota»: ossia un Gesù Risorto solo ‘personale’, vissuto nell’amore, nel gratis normale, nel dono di sé che vince la morte. Ma senza ‘mausoleo’ alcuno.

 

 

[Pasqua, Risurrezione del Signore]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

From ancient times the liturgy of Easter day has begun with the words: Resurrexi et adhuc tecum sum – I arose, and am still with you; you have set your hand upon me. The liturgy sees these as the first words spoken by the Son to the Father after his resurrection, after his return from the night of death into the world of the living. The hand of the Father upheld him even on that night, and thus he could rise again (Pope Benedict)
Dai tempi più antichi la liturgia del giorno di Pasqua comincia con le parole: Resurrexi et adhuc tecum sum – sono risorto e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano. La liturgia vi vede la prima parola del Figlio rivolta al Padre dopo la risurrezione, dopo il ritorno dalla notte della morte nel mondo dei viventi. La mano del Padre lo ha sorretto anche in questa notte, e così Egli ha potuto rialzarsi, risorgere (Papa Benedetto)
The Church keeps watch. And the world keeps watch. The hour of Christ's victory over death is the greatest hour in history (John Paul II)
Veglia la Chiesa. E veglia il mondo. L’ora della vittoria di Cristo sulla morte è l’ora più grande della storia (Giovanni Paolo II)
Before the Cross of Jesus, we apprehend in a way that we can almost touch with our hands how much we are eternally loved; before the Cross we feel that we are “children” and not “things” or “objects” [Pope Francis, via Crucis at the Colosseum 2014]
Di fronte alla Croce di Gesù, vediamo quasi fino a toccare con le mani quanto siamo amati eternamente; di fronte alla Croce ci sentiamo “figli” e non “cose” o “oggetti” [Papa Francesco, via Crucis al Colosseo 2014]
The devotional and external purifications purify man ritually but leave him as he is replaced by a new bathing (Pope Benedict)
Al posto delle purificazioni cultuali ed esterne, che purificano l’uomo ritualmente, lasciandolo tuttavia così com’è, subentra il bagno nuovo (Papa Benedetto)
If, on the one hand, the liturgy of these days makes us offer a hymn of thanksgiving to the Lord, conqueror of death, at the same time it asks us to eliminate from our lives all that prevents us from conforming ourselves to him (John Paul II)
La liturgia di questi giorni, se da un lato ci fa elevare al Signore, vincitore della morte, un inno di ringraziamento, ci chiede, al tempo stesso, di eliminare dalla nostra vita tutto ciò che ci impedisce di conformarci a lui (Giovanni Paolo II)
The school of faith is not a triumphal march but a journey marked daily by suffering and love, trials and faithfulness. Peter, who promised absolute fidelity, knew the bitterness and humiliation of denial:  the arrogant man learns the costly lesson of humility (Pope Benedict)
La scuola della fede non è una marcia trionfale, ma un cammino cosparso di sofferenze e di amore, di prove e di fedeltà da rinnovare ogni giorno. Pietro che aveva promesso fedeltà assoluta, conosce l’amarezza e l’umiliazione del rinnegamento: lo spavaldo apprende a sue spese l’umiltà (Papa Benedetto)
If, in his prophecy about the shepherd, Ezekiel was aiming to restore unity among the dispersed tribes of Israel (cf. Ez 34: 22-24), here it is a question not only of the unification of a dispersed Israel but of the unification of all the children of God, of humanity - of the Church of Jews and of pagans [Pope Benedict]
Se Ezechiele nella sua profezia sul pastore aveva di mira il ripristino dell'unità tra le tribù disperse d'Israele (cfr Ez 34, 22-24), si tratta ora non solo più dell'unificazione dell'Israele disperso, ma dell'unificazione di tutti i figli di Dio, dell'umanità - della Chiesa di giudei e di pagani [Papa Benedetto]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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