Mag 23, 2026 Scritto da 

Io-Sono Con-voi

(Mt 28,16-20)

 

Mt non descrive l’Ascensione, ma propone il medesimo messaggio di At 1,1-11 (usando immagini diverse): il passaggio di consegne.

A differenza di Lc e Gv, Mt colloca l’incontro col Risorto in Galilea - non a Gerusalemme, centro sacro. L’ambientazione ha un peso teologico.

Egli non si rende presente e visibile nella città santa, bensì in periferia, e gli apostoli sono invitati a ricalcare le orme del Maestro a partire da dove la sua missione ha avuto inizio.

I componenti delle comunità di Galilea e Siria cui Mt si rivolge provenivano dal giudaismo, ma subivano il disprezzo dei giudei osservanti, che li consideravano doppiamente traditori della loro cultura.

A motivo delle invasioni da nord e dall’est, la popolazione di quelle terre era eterogenea, e gli ortodossi guardavano con sospetto tale mescolanza. In più, con l’adesione a Cristo avevano messo in dubbio consuetudini e autorità degli insegnamenti identificativi tradizionali.

È proprio a queste persone poco stimate che viceversa si rivolge il Vangelo del Signore, e a partire dall’esperienza de «il Monte» (v.16).

Nella cultura biblica e semitica in genere, Monte è il luogo dell’esperienza speciale dell’Eterno, delle sue manifestazioni.

In Mt il termine allude allo scenario delle Beatitudini: luogo della nuova opera di salvezza di Dio che supera la Legge.

Gerusalemme non doveva più essere il centro del culto e della religiosità. Il velo del Tempio è squarciato (Mt 27,51): l’accesso al Padre non più circoscritto a un luogo.

Ogni credente in Cristo, di qualsiasi estrazione, che decideva di soppiantare i princìpi della “pianura” (modo di pensare e agire competitivo e comune) con quelle de «il Monte» era abilitato a divenire un santuario vivente.

L'evangelista colloca appunto Gesù su «il Monte» quando intende sottolineare un richiamo o un gesto fondamentale (alternativo all’immaginario fideista).

È “luogo” nel senso dei momenti forti dello Spirito, delle coincidenze fra natura divina e umana: dove sperimentiamo Cristo manifestare la sua “autorità” esistenziale su tutto l’arco della vita.

Vetta che rende palesi i criteri della Missione - col simbolismo della Rivelazione divina e alludendo alla sua stessa condizione post-pasquale (una situazione alta, “celeste”).

E solo chi ha assimilato l’insegnamento de «il Monte» - unicamente chi ha fatto esperienza del Risorto - può svolgere tale Missione.

Infatti il mandato e l’invio dei discepoli è fatto decisivo. Introduce un cambiamento radicale nella relazione coi discepoli, che in Lui scoprono il divino (v.17a) e al contempo restano con le loro perplessità (v.17b).

Mt è consapevole dei dubbi che serpeggiano. Ma proprio l’incertezza e il comportamento scandaloso dei primi seguaci diretti gli consente di incoraggiare i fratelli di comunità (anche se nella sua redazione si nota la tendenza a presentare gli apostoli come modelli piuttosto integri).

Le “chiese” non sono composte di figli perfetti. Anzi, ricorda (in tal modo) un aspetto inedito che Gesù aveva introdotto nei criteri del discernimento e della vita reale: la compresenza dei volti.

Mentre l’esistenza religiosa veniva concepita in termini di procedure, cesellatura dei sentimenti, “evidenza” e progresso ascendente, il Maestro aveva insegnato l’integrazione delle etnie, degli affetti, delle misture emotive e perfino dei lati opposti.

Secondo il nuovo Rabbi, la vita nello Spirito porta Gioia perché scopre tesori nascosti proprio nei lati in ombra delle persone malferme e delle situazioni traballanti. Lo stesso dubbio di Giuseppe è stato fecondo (cf Mt 1,18ss).

È un bene credere in Gesù e - al contempo - avere punti interrogativi: è la differenza tra Fede e religiosità comune.

Solo a Cristo è data ogni «Ex-ousìa» (v.18): autorità non imposta, che sprigiona dal Mistero senza forzature, quindi accettata liberamente (ovvero una sorta di autorevolezza a partire dall’essere stesso).

Il momento è decisivo, per tracciare i criteri dell’azione ecclesiale che rende presente Gesù. Egli ci affida un compito, conferisce i suoi stessi “poteri”, introduce nella comunione di vita.

 

Sembra paradossale, ma è su una piattaforma di mescolanze (base solida e oscillante) che la Chiesa si fa capace dei recuperi inspiegabili - e che gli apostoli vengono inviati (vv.19-20).

È lo sfondo di energie competitive e plasmabili, assunte e assimilate, che cambia la vita e prepara il futuro di Dio - non la castrazione o sterilizzazione di massa.

Fede ed evidenza religiosa ora si scontrano, fanno scintille.

Per questo - su terreno insicuro - c’è l’apertura al mondo intero (v.19), mentre in un passo precedente Mt aveva limitato la missione alle pecore perdute della casa d’Israele (Mt 10,5-6).

L’esperienza viva nella convivialità delle differenze ha consentito di comprendere la vitalità del caos che fa spostare lo sguardo, lo amplia, obbliga a superare l’unilateralità.

Confusione e rivolgimento che - come ben sanno i missionari - risolvono i veri problemi, aprendo orizzonti imprevisti dal valore incalcolabile.

 

L’imperfezione è stata feconda di esiti inopinati e ha spalancato un’era: la novità dell’ecclesiologia dilatata.

Ora la Luce accesa sul popolo immerso nelle tenebre quando Gesù si era stabilito da Nazaret a Cafarnao (Mt 4,13-) deve dispiegarsi ovunque, attraverso un discepolato esteso ai popoli (pagani: v.19 testo greco) «tutti i giorni e sino alla consumazione del secolo» (v.20).

Il particolarismo prima riconosciuto (forse nel rispetto della qualità comunitaria e dei limiti spazio-temporali) cede il passo alla nuova Inaugurazione.

Ora i confini decadono, per un totale universalismo - senza frontiera alcuna.

L’immersione (v.19: senso greco del termine Battesimo) nella meraviglia che avvolge la Persona del Signore, impregna il discepolo di Cristo fin nelle midolla - senza più bisogno di procedure e norme vincolanti, assodate ma esterne.

Luce animata dalla promessa del Risorto che, richiamando l’Emmanuele - Dio-Con - chiude il Vangelo di Mt così com’era iniziato e annunciato dai Profeti (cf. Mt 1,22-23).

 

L’Ascensione non è taglio, separazione e partenza, bensì Comunione. La profezia è divenuta permanente realtà.

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Come entri nell’Alleanza Nuova? Sei attento alla dialettica tra Fede e dubbio? Lo consideri un fatto propulsivo o meno, sia per una nuova contemplazione che per la fioritura di nuove energie?

Come trascorre in te l’autorivelazione di Gesù? Quale forza ti ha trasmesso? Che peso hanno l’esperienza e il vigore de «il Monte»?

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Jesus invites us to discern the words and deeds which bear witness to the imminent coming of the Father’s kingdom. Indeed, he indicates and concentrates all the signs in the enigmatic “sign of Jonah”. By doing so, he overturns the worldly logic aimed at seeking signs that would confirm the human desire for self-affirmation and power (Pope John Paul II)
Gesù invita al discernimento in rapporto alle parole ed opere, che testimoniano l'imminente avvento del Regno del Padre. Anzi, Egli indirizza e concentra tutti i segni nell'enigmatico "segno di Giona". E con ciò rovescia la logica mondana tesa a cercare segni che confermino il desiderio di autoaffermazione e di potenza dell'uomo (Papa Giovanni Paolo II)
In reality, an abstract, distant god is more comfortable, one that doesn’t get himself involved in situations and who accepts a faith that is far from life, from problems, from society. Or we would even like to believe in a ‘special effects’ god (Pope Francis)
In realtà, è più comodo un dio astratto, distante, che non si immischia nelle situazioni e che accetta una fede lontana dalla vita, dai problemi, dalla società. Oppure ci piace credere a un dio “dagli effetti speciali” (Papa Francesco)
It is as though you were given a parcel with a gift inside and, rather than going to open the gift, you look only at the paper it is wrapped in: only appearances, the form, and not the core of the grace, of the gift that is given! (Pope Francis)
È come se a te regalassero un pacchetto con dentro un dono e tu, invece di andare a cercare il dono, guardi soltanto la carta nel quale è incartato: soltanto le apparenze, la forma, e non il nocciolo della grazia, del dono che viene dato! (Papa Francesco)
The Lord has our good at heart, that is, that every person should have life, and that especially the "least" of his children may have access to the banquet he has prepared for all (Pope Benedict)
Al Signore sta a cuore il nostro bene, cioè che ogni uomo abbia la vita, e che specialmente i suoi figli più "piccoli" possano accedere al banchetto che lui ha preparato per tutti (Papa Benedetto)
This Parable of the Sower is somewhat the ‘mother’ of all parables […] Such is the heart of God! Each one of us is ground on which the seed of the Word falls; no one is excluded! [Pope Francis]
Questa del seminatore è un po’ la “madre” di tutte le parabole […] Così è il cuore di Dio! Ognuno di noi è un terreno su cui cade il seme della Parola, nessuno è escluso [Papa Francesco]
Are we not perhaps all afraid in some way? If we let Christ enter fully into our lives, if we open ourselves totally to him, are we not afraid that He might take something away from us? Are we not perhaps afraid to give up something significant, something unique, something that makes life so beautiful? Do we not then risk ending up diminished and deprived of our freedom? (Pope Benedict)
Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura - se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà? (Papa Benedetto)
«Is there an attitude for those who want to follow Jesus» so that «they do not end badly, that they do not end up eaten alive - as my mother used to say: "Eat raw" - by others»? (Pope Francis)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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