Ott 8, 2026 Scritto da 

L’Aldilà non è impreciso

Snaturarsi per avere consenso? No, c’è un grande destino dell’Unicità

(Lc 12,1-7))

 

«Intanto, essendosi radunata la folla a miriadi, da calpestarsi gli uni gli altri»... la critica del Signore alle autorità religiose che mettevano in scena teatrini esterni insopportabili, appare profonda, spietata.

Ma il richiamo di Gesù contro l’ipocrisia ovvero «teatralità» della religione ufficiale è «dapprima ai suoi discepoli» (v.1).

Parafrasando l’enciclica Fratelli Tutti, il Richiamo del Maestro punta a far cadere immediatamente «il trucco di quegli stereotipi» con cui mascheriamo il nostro «ego, sempre preoccupati dell’immagine [affinché emerga] quella benedetta appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli» [n.3].

In ogni tempo Cristo si contrappone a chi recita un ruolo, perde la sua natura, e diventa artificiale, usando Dio per essere temuto e rispettato - immaginando di accaparrarsi le masse, il consenso irresistibile che brama.

Invece il cuore dell’Altissimo è «senza confini, capace di andare al di là delle distanze» [3] e di qualsiasi manipolazione.

 

Tutta l’umanità è votata alla libertà dell’essere; procede con passione verso ciò che desidera - spontaneamente e semplicemente. Non si muove per cronicizzare situazioni “culturali” esterne che non ci fanno trovare la Via.

Anche nella relazione con Dio è importante non soffocare le proprie inclinazioni: non c’è dialogo di amicizia o amore, né stupore e gioia, senza rispetto della propria eccezionalità naturale, poliedrica in sé.

Così Egli non gradisce che qualcuno si metta a copiare (ancora oggi, ad es. i grandi santi o alcuni modelli del paradigma ecclesiale) smarrendo la propria essenza e personalità - e in esse la chiamata alla sua missione globale, irripetibile.

Il conformismo al paradigma socialmente narcisista, o devoto e di circostanza, non consente di dare all’anima e al mondo le svolte che sbloccano e attivano.

Ciò ben oltre le opzioni da nomenclatura conforme - e ci farebbero volare, anche per la rinascita dalla crisi.

 

Nel passo di Vangelo la gente sembra abbandonata a se stessa (v.1). Il tentativo medesimo [per timore] di accodarsi e imitare, ci attenua e snatura.

Del resto i leaders ufficiali non mostravano alcun interesse per la realizzazione, la letizia piena del popolo minuto: per loro solo una necessità di platea, e tutto il resto una seccatura.

Così, per tenere le masse a guinzaglio, volentieri inoculavano in esse inutili tumulti di coscienza.

Talora, per colpirne uno ed educarne cento… ecco restrizioni e ricatto personale o sociale violenti (v.4).

 

Il Vangelo di Mc identifica il «lievito dei farisei» con l’ideologia del potere.

Lc invece ne parla per denunciare l’enfasi e doppiezza interiore dei capitani d’ufficio religioso, comunitario; connubio che rovescia sia i princìpi che le apparenze.

L’evangelista teme l’insidioso atteggiamento d’incoerenze, nascoste da passerelle [pur di carattere pio] che incantano i semplici. Col trucco, esse possono infatti attecchire nella vita e nello stile dei responsabili delle prime comunità di credenti.

Donne e uomini di Fede sono in Cristo già abilitati e al centro della propria essenza; non devono piegarsi a inseguire voci artefatte del mondo fuori: non recano Eternità.

Piuttosto, i figli anelino a farsi trasparenti, limpidi, sinceri.

Principio non negoziabile è non nascondere la verità. Ciò a partire dalla propria inclinazione innata - carattere che vien prima del compito secondario assegnato da altri.

E i “dirigenti” devono incoraggiare affinché ciascuno riesca a trovare la strada, facendo pregustare il valore, il destino dell’irripetibilità di persona - non fare i grandi addetti ai lavori, con tutt’altro scopo.

Per questo motivo, nelle chiese risorte in Cristo tutte le maschere che attanagliano le persone dotate di poca energia, fuori dal giro, giunte per ultime, emarginate, incomprese, “inadeguate”, solitarie, devono cadere.

Nessuno ha facoltà di uccidere l’anima altrui.

Neanche può soggiogare la propria - senza perdere il seme vocazionale davvero puro, pregno d’un nome senza prezzo; sebbene in sembianza pitocca, minuscola.

Il recupero della dignità, e l’attenzione per la promozione umana spirituale dei minimi, di ciascuno, sfocia nell’ideale del Regno dalle porte spalancate: «fraternità aperta» e schietta di cui parla diffusamente la citata enciclica sociale.

Viceversa «il “si salvi chi può” si tradurrà rapidamente nel “tutti contro tutti”, e questo sarà peggio di una pandemia» (n.36).

Occorre insomma ricordare che «siamo tutti sulla stessa barca» [come pregava Francesco nella piazza s. Pietro deserta] compresi i lontani, deboli e ritenuti sconvenienti.

 

Anche la scena degli esempi spontanei che Gesù trae dalla natura - eco della vita conciliante sognata per noi dal Padre - introduce alla Felicità che fa consapevoli di esistere in tutta la personale realtà.

Il passo di Vangelo mostra infatti il valore delle cose genuine, silenti, poco eclatanti, le quali però ci abitano - non sono “ombre”. E le percepiamo senza sforzo né impegno cerebrale.

Nel tempo delle scelte epocali, delle emergenze che sembrano metterci in scacco ma intendono farci meno artificiali - tale consapevolezza può rovesciare il nostro giudizio di sostanza, sul ‘piccolo’ e il ‘grande’.

Infatti, per l’avventura d’amore non c’è contabilità né clamore.

È in Dio e nella realtà il ‘posto’ per ciascuno di noi senza lacerazioni.

 

L’aldilà non è impreciso.

Non bisogna snaturarsi per avere consenso… tantomeno per il ‘Cielo’ che vince la morte.

Il destino dell’unicità non va in rovina: è prezioso e caro, come lo è in natura.

Bisogna scorgerne la Bellezza, futura e già attuale.

Emarginato il tornaconto immediato [qualsiasi garanzia sociale non attinente il valore della piccolezza], non ci sarà più bisogno di identificarsi con gli scheletri del pensiero e delle maniere assodati o alla moda.

Neppure conterà collocarsi sopra e davanti: piuttosto sullo sfondo, già ricchi e perfetti, nel senso intimo della pienezza di essere.

Così non dovremo calpestarci a vicenda (v.1)... anche per incontrare Gesù.

4 Ultima modifica il Giovedì, 08 Ottobre 2026 05:05
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

The great thinker Romano Guardini wrote that the Lord “is always close, being at the root of our being. Yet we must experience our relationship with God between the poles of distance and closeness. By closeness we are strengthened, by distance we are put to the test” (Pope Benedict)
Il grande pensatore Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova” (Papa Benedetto)
The present-day mentality, more perhaps than that of people in the past, seems opposed to a God of mercy, and in fact tends to exclude from life and to remove from the human heart the very idea of mercy (Pope John Paul II)
La mentalità contemporanea, forse più di quella dell'uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l'idea stessa della misericordia (Papa Giovanni Paolo II)
«Religion of appearance» or «road of humility»? (Pope Francis)
«Religione dell’apparire» o «strada dell’umiltà»? (Papa Francesco)
In the crucified Jesus a kind of transformation and concentration of the signs occurs: he himself is the “sign of God”, especially in the mystery of his Death and Resurrection (Pope John Paul II)
In Gesù crocifisso avviene come una trasformazione e concentrazione dei segni: è Lui stesso il "segno di Dio", soprattutto nel mistero della sua morte e resurrezione (Papa Giovanni Paolo II)
However, the king was not discouraged and sent his servants out to seek other guests to fill his banquet hall. Thus the aspect of the refusal of those initially invited caused the invitation to be extended to all [Pope Benedict]
Il re però non si scoraggia e invia i suoi servi a cercare altri commensali per riempire la sala del suo banchetto. Così il rifiuto dei primi ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti [Papa Benedetto]
Faith in God opens before us the horizon of a sure hope, one which does not disappoint; it indicates a solid foundation on which to base one’s life without fear; it demands a faith-filled surrender into the hands of the Love which sustains the world (Pope Benedict)
La fede in Dio apre all’uomo l’orizzonte di una speranza certa che non delude; indica un solido fondamento sul quale poggiare, senza paura, la propria vita; richiede l’abbandono, pieno di fiducia, nelle mani dell’Amore che sostiene il mondo (Papa Benedetto)
The "new evangelization" faces this challenge. It must work to ensure that people recover the awareness that in Christ evil can be conquered with good (Pope John Paul II)
La “nuova evangelizzazione” affronta questa sfida. Essa deve impegnarsi perché tutti gli uomini recuperino la consapevolezza che in Cristo è possibile vincere il male con il bene (Papa Giovanni Paolo II)
Many saints experienced the night of faith and God’s silence — when we knock and God does not respond — and these saints were persevering (Pope Francis)
Tanti santi e sante hanno sperimentato la notte della fede e il silenzio di Dio – quando noi bussiamo e Dio non risponde – e questi santi sono stati perseveranti (Papa Francesco)
In some passages of Scripture it seems to be first and foremost Jesus’ prayer, his intimacy with the Father, that governs everything (Pope Francis)
In qualche pagina della Scrittura sembra essere anzitutto la preghiera di Gesù, la sua intimità con il Padre, a governare tutto (Papa Francesco)

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