Mag 25, 2026 Scritto da 

Permeare di spirito evangelico

1. L’incisiva affermazione di Gesù: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Mt 22, 21), risponde a un problema assai discusso ai suoi tempi e ancora oggi molto sentito. Quale atteggiamento devono avere i credenti nei confronti dell’autorità civile e delle leggi dello Stato? Quale impegno devono assumersi come cittadini per quanto concerne i doveri in campo sociale e politico?

L’occasione viene offerta a Gesù da una questione allora assai dibattuta circa la liceità o meno di pagare i tributi all’imperatore di Roma. Le posizioni, infatti, erano diversificate e diverse erano anche le motivazioni addotte per sostenere la liceità o l’illiceità delle tasse imposte dai romani.

In tale contesto la domanda rivolta a Gesù dai farisei: “È lecito o no pagare il tributo a Cesare?” costituiva un’insidia posta al Maestro, considerato da tutti come Colui che insegnava la via di Dio secondo verità.

Come talora accade nel Vangelo, di fronte al tranello mossogli dai suoi nemici, Gesù, con la sua risposta, s’innalza al di sopra della polemica contingente e va ben oltre le posizioni particolari e tra loro divergenti.

Da una parte, comandando di restituire a Cesare ciò che gli appartiene, dichiara che pagare la tassa non è un atto di idolatria, ma un dovere degli onesti cittadini; dall’altra, richiamando il primato di Dio nella vita dell’uomo e nella storia, egli chiede di rendergli ciò che gli spetta quale unico e vero “Signore”.

2. Con tale affermazione Gesù opera una netta distinzione tra i doveri richiesti ai credenti, come cittadini e come figli di Dio. Senza porli, tuttavia, in contrasto. Così, da una questione particolare, com’è quella del tributo da dare a Cesare, emergono nuovi orizzonti per la missione dei cristiani nella società.

In ragione della fede ognuno (di voi) è chiamato a trasformare la storia, a permeare di spirito evangelico tutta la realtà umana e sociale. Nessuno può o deve estraniarsi dai compiti richiesti di lavorare per assicurare una convivenza civile più giusta e fraterna. Questo compito deve essere fatto, tuttavia, in piena fedeltà al messaggio evangelico, in docile sottomissione allo Spirito, senza mai sottrarsi a ciò che è richiesto dalle leggi dello Stato che mirano allo scopo. Deve essere fatto soprattutto dando il primato a ciò che sta al primo posto: Dio, il suo progetto di salvezza, la sua legge, i valori spirituali e trascendenti.

La professione della fede in Cristo, l’appartenenza al regno di Dio e lo stile di vita che da esso scaturisce vanno vissuti non “fuori”, ma “dentro” la storia come un “servizio” da rendere alla città degli uomini e perciò al bene comune e all’integrale promozione di ogni persona.

La fede, integralmente vissuta, vi spinge ad assumervi responsabilità forti e precise in quell’immenso sforzo umano teso a promuovere e a salvaguardare i diritti umani fondamentali per una pacifica e solidale convivenza tra tutti.

3. Si tratta dunque di un impegno connesso con una fede autentica e operosa, che esige formazione adeguata, convinzioni profonde, testimonianza coerente. E così assume anche le caratteristiche di un vero servizio di carità nei confronti di tutti gli uomini.

[Papa Giovanni Paolo II, omelia 21 ottobre 1990]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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Whoever is inscribed in God's name participates in God's life, and lives. Therefore to believe is to be inscribed in the name of God. Thus we are alive. Whoever has a share in God's name is not dead but rather belongs to the living God. In this sense we should be able to understand the dynamism of faith, which entails enrolling our names in the name of God and in this way entering into life [Pope Benedict]
Chi è scritto nel nome di Dio partecipa alla vita di Dio, vive. E così credere è essere iscritti nel nome di Dio. E così siamo vivi. Chi appartiene al nome di Dio non è un morto, appartiene al Dio vivente. In questo senso dovremmo capire il dinamismo della fede, che è un iscrivere il nostro nome nel nome di Dio e così un entrare nella vita [Papa Benedetto]
As sometimes happens in the Gospel, faced with the trap set for him by his enemies, Jesus, with his response, rises above the contingent controversy and goes far beyond the particular and mutually divergent positions (John Paul II)
Come talora accade nel Vangelo, di fronte al tranello mossogli dai suoi nemici, Gesù, con la sua risposta, s’innalza al di sopra della polemica contingente e va ben oltre le posizioni particolari e tra loro divergenti (Giovanni Paolo II)
This Name clearly expresses that the God of the Bible is not some kind of monad closed in on itself and satisfied with his own self-sufficiency but he is life that wants to communicate itself, openness, relationship [Pope Benedict]
Questo nome esprime dunque chiaramente che il Dio della Bibbia non è una sorta di monade chiusa in se stessa e soddisfatta della propria autosufficienza, ma è vita che vuole comunicarsi, è apertura, relazione [Papa Benedetto]
There, however, in the place that should have been taken up by the encounter between God and man, he found livestock merchants and money-changers who occupied this place of prayer with their commerce […] In the temple's purification, however, it was a matter of more than fighting abuses. A new time in history was foretold (Pope Benedict)
Ma là dove doveva esservi lo spazio dell’incontro tra Dio e l’uomo, Egli trova commercianti di bestiame e cambiavalute che occupano con i loro affari il luogo di preghiera […] Nella purificazione del tempio, però, si tratta di più che della lotta agli abusi. È preconizzata una nuova ora della storia (Papa Benedetto)
«Ask Jesus for the grace to follow him closely», so as not to leave him alone, thus overcoming the temptations of looking at ourselves to «share the cake» of personal interests [Pope Francis]
«Chiedere a Gesù la grazia di seguirlo da vicino», per non lasciarlo solo, superando così le tentazioni di guardare noi stessi per «spartirsi la torta» degli interessi personali [Papa Francesco]
First, in Nazareth, he makes him grow, raises him, educates him, but then follows him: "Your mother is there" (Pope Francis)
Prima, a Nazareth, lo fa crescere, lo alleva, lo educa, ma poi lo segue: “La tua madre è lì” (Papa Francesco)
Unity is not made with glue [...] The great prayer of Jesus is to «resemble» the Father (Pope Francis)
L’Unità non si fa con la colla […] La grande preghiera di Gesù» è quella di «assomigliare» al Padre (Papa Francesco)
Divisions among Christians, while they wound the Church, wound Christ; and divided, we cause a wound to Christ: the Church is indeed the body of which Christ is the Head (Pope Francis)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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