Mag 19, 2026 Scritto da 

Fortezza

1. “Veni, Sancte Spiritus!”.

È questa, carissimi fratelli e sorelle, l’invocazione che oggi, solennità di Pentecoste, sale insistente e fiduciosa da tutta la Chiesa: Vieni, Spirito Santo, vieni e “dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni” (Sequentia in sollemnitate Pentecostes).

Tra questi doni dello Spirito ce n’è uno sul quale desidero soffermarmi stamane: il dono della fortezza. Nel nostro tempo molti esaltano la forza fisica, giungendo ad approvare anche le manifestazioni estreme della violenza. In realtà, l’uomo fa ogni giorno l’esperienza della propria debolezza, specialmente nel campo spirituale e morale, cedendo agli impulsi delle interne passioni e alle pressioni che su di lui esercita l’ambiente circostante.

2. Proprio per resistere a queste molteplici spinte è necessaria la virtù della fortezza, che è una delle quattro virtù cardinali sulle quali poggia tutto l’edificio della vita morale: la fortezza è la virtù di chi non scende a compromessi nell’adempimento del proprio dovere.

Questa virtù trova poco spazio in una società in cui è diffusa la pratica sia del cedimento e dell’accomodamento sia della sopraffazione e della durezza nei rapporti economici, sociali e politici. La pavidità e l’aggressività sono due forme di carenza di fortezza che spesso si riscontrano nel comportamento umano, col conseguente ripetersi del rattristante spettacolo di chi è debole e vile con i potenti, spavaldo e prepotente con gli indifesi.

3. Forse mai come oggi la virtù morale della fortezza ha bisogno di essere sostenuta dall’omonimo dono dello Spirito Santo. Il dono della fortezza è un impulso soprannaturale, che dà vigore all’anima non solo in momenti drammatici come quello del martirio, ma anche nelle abituali condizioni di difficoltà: nella lotta per rimanere coerenti con i propri principi; nella sopportazione di offese e di attacchi ingiusti; nella perseveranza coraggiosa, pur fra incomprensioni ed ostilità, sulla strada della verità e dell’onestà.

Quando sperimentiamo, come Gesù nel Getsemani, “la debolezza della carne” (cf. Mt 26, 41; Mc 14, 38), ossia della natura umana sottomessa alle infermità fisiche e psichiche, dobbiamo invocare dallo Spirito il dono della fortezza per rimanere fermi e decisi sulla via del bene. Allora potremo ripetere con san Paolo: “Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12, 10).

4. Sono molti i seguaci di Cristo - pastori e fedeli, sacerdoti, religiosi e laici, impegnati in ogni campo dell’apostolato e della vita sociale - i quali, in tutti i tempi e anche nel nostro tempo, hanno conosciuto e conoscono il martirio del corpo e dell’anima, in intima unione con la “Mater dolorosa” accanto alla Croce. Tutto essi hanno superato grazie a questo dono dello Spirito!

Chiediamo a Maria, che ora salutiamo come “Regina Coeli”, di ottenerci il dono della fortezza in ogni vicenda della vita e nell’ora della morte.

[Papa Giovanni Paolo II, Angelus 14 maggio 1979]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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«Ask Jesus for the grace to follow him closely», so as not to leave him alone, thus overcoming the temptations of looking at ourselves to «share the cake» of personal interests [Pope Francis]
«Chiedere a Gesù la grazia di seguirlo da vicino», per non lasciarlo solo, superando così le tentazioni di guardare noi stessi per «spartirsi la torta» degli interessi personali [Papa Francesco]
First, in Nazareth, he makes him grow, raises him, educates him, but then follows him: "Your mother is there" (Pope Francis)
Prima, a Nazareth, lo fa crescere, lo alleva, lo educa, ma poi lo segue: “La tua madre è lì” (Papa Francesco)
Unity is not made with glue [...] The great prayer of Jesus is to «resemble» the Father (Pope Francis)
L’Unità non si fa con la colla […] La grande preghiera di Gesù» è quella di «assomigliare» al Padre (Papa Francesco)
Divisions among Christians, while they wound the Church, wound Christ; and divided, we cause a wound to Christ: the Church is indeed the body of which Christ is the Head (Pope Francis)
Le divisioni tra i cristiani, mentre feriscono la Chiesa, feriscono Cristo, e noi divisi provochiamo una ferita a Cristo: la Chiesa infatti è il corpo di cui Cristo è capo (Papa Francesco)
The glorification that Jesus asks for himself as High Priest, is the entry into full obedience to the Father, an obedience that leads to his fullest filial condition [Pope Benedict]
La glorificazione che Gesù chiede per se stesso, quale Sommo Sacerdote, è l'ingresso nella piena obbedienza al Padre, un'obbedienza che lo conduce alla sua più piena condizione filiale [Papa Benedetto]
All this helps us not to let our guard down before the depths of iniquity, before the mockery of the wicked. In these situations of weariness, the Lord says to us: “Have courage! I have overcome the world!” (Jn 16:33). The word of God gives us strength [Pope Francis]
Tutto questo aiuta a non farsi cadere le braccia davanti allo spessore dell’iniquità, davanti allo scherno dei malvagi. La parola del Signore per queste situazioni di stanchezza è: «Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). E questa parola ci darà forza [Papa Francesco]
It does not mean that the Lord has departed to some place far from people and from the world. Christ's Ascension is not a journey into space toward the most remote stars […] Christ's Ascension means that he no longer belongs to the world of corruption and death that conditions our life. It means that he belongs entirely to God (Pope Benedict)
Non vuol dirci che il Signore se ne è andato in qualche luogo lontano dagli uomini e dal mondo. L’Ascensione di Cristo non è un viaggio nello spazio verso gli astri più remoti […] L’Ascensione di Cristo significa che Egli non appartiene più al mondo della corruzione e della morte che condiziona la nostra vita. Significa che Egli appartiene completamente a Dio (Papa Benedetto)
Faith, as we have seen with Bartimaeus, is a cry; not believing is stifling that cry [Pope Francis]
Pacify my soul, make it your Heaven, your beloved Dwelling Place, your Resting Place [Elizabeth of the Trinity]
La fede, lo abbiamo visto in Bartimeo, è grido; la non-fede è soffocare quel grido [Papa Francesco]
Pacifica la mia anima, rendila tuo Cielo, tua Dimora prediletta, Luogo del tuo riposo [Elisabetta della Trinità]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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