Nov 22, 2025 Scritto da 

"Andiamo con gioia incontro al Signore"

Sono le parole del Salmo responsoriale che accompagna l'odierna liturgia della prima domenica di Avvento, tempo liturgico che rinnova di anno in anno l'attesa della venuta di Cristo. L'Avvento ha acquistato, in questi anni che stiamo vivendo nella prospettiva del terzo millennio, una nuova e singolare dimensione. Tertio millennio adveniente: il 1998, che volge al suo termine, ed il prossimo 1999 ci pongono sulla soglia di un nuovo secolo e di un nuovo millennio.

"Sulla soglia" ha avuto inizio anche l'odierna nostra celebrazione: sulla soglia della Basilica Vaticana, dinanzi alla Porta Santa, con la consegna e la lettura della Bolla di indizione del Grande Giubileo del Duemila.

"Andiamo con gioia incontro al Signore" è un ritornello che si intona perfettamente al Giubileo. E', per così dire, un "ritornello giubilare", secondo l'etimologia della parola latina iubilare, che contiene in sé il riferimento alla gioia. Andiamo, dunque, con gioia! Camminiamo lieti e vigilanti nell'attesa del tempo che ricorda la venuta di Dio nella carne umana, tempo giunto alla sua pienezza quando nella stalla di Betlemme nacque Cristo. Si compì allora il tempo dell'attesa.

Vivendo l'Avvento, attendiamo un avvenimento che si situa nella storia ed insieme la trascende. Come ogni anno, esso avverrà nella notte del Natale del Signore. Nella stalla di Betlemme accorreranno i pastori; più tardi verranno i Magi dall'Oriente. Gli uni e gli altri simboleggiano in un certo senso l'intera famiglia umana. L'esortazione che risuona nell'odierna liturgia: "Andiamo con gioia incontro al Signore" si diffonde in tutti i paesi, in tutti i continenti, in mezzo ad ogni popolo e nazione. La voce della liturgia - cioè la voce della Chiesa - risuona dappertutto e tutti invita al Grande Giubileo.

2. Questi ultimi tre anni che precedono il Duemila formano un tempo di attesa molto intenso, orientato alla meditazione sul significato dell'imminente evento spirituale e sulla necessaria preparazione. Il contenuto di tale preparazione è modellato sulla formula trinitaria, che si ripete al termine di ogni preghiera liturgica. Andiamo pertanto con gioia verso il Padre, per la via che è il Nostro Signore Gesù Cristo, il quale vive e regna con Lui nell'unità dello Spirito Santo.

Per questo il primo anno è stato dedicato al Figlio, il secondo allo Spirito Santo e quello che inizia oggi - l'ultimo anno prima del Grande Giubileo - sarà l'anno del Padre. Invitati dal Padre, andiamo verso di Lui mediante il Figlio, nello Spirito Santo. Questo triennio di preparazione immediata al nuovo millennio, per il suo carattere trinitario ci parla non soltanto di Dio in se stesso, come mistero ineffabile di vita e di santità, ma anche di Dio che viene incontro a noi.

3. E' per questo che il ritornello "Andiamo con gioia incontro al Signore" suona così appropriato. Noi possiamo incontrare Dio, poiché Lui ci è venuto incontro. Lo ha fatto, come il padre della parabola del figlio prodigo (cfr Lc 15,11-32), perché è ricco di misericordia, dives in misericordia, e vuole incontrarci da qualunque parte veniamo e dovunque ci porti il nostro cammino. Dio ci viene incontro sia che l'abbiamo cercato, o che l'abbiamo ignorato, o che addirittura l'abbiamo evitato. Egli ci viene incontro per primo, con le braccia aperte come un padre amoroso e misericordioso.

Se Dio si muove per venirci incontro, potremo noi volgergli le spalle? Ma incontro al Padre non possiamo andare da soli. Dobbiamo farci compagnia con quanti fanno parte della "famiglia di Dio". Per prepararci convenientemente al Giubileo dobbiamo disporci all'accoglienza di ogni persona. Tutti sono nostri fratelli e sorelle, perché figli dello stesso Padre celeste.

[…]

Maria, che il tempo dell'Avvento ci esorta a contemplare in operosa attesa del Redentore, vi aiuti tutti ad essere generosi apostoli del suo Figlio Gesù.

4. Nel Vangelo di oggi abbiamo ascoltato l'invito del Signore alla vigilanza: "Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà". E subito dopo: "State pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,42.44). L'esortazione a vegliare risuona molte volte nella liturgia, specialmente in Avvento, tempo di preparazione non soltanto al Natale, ma anche alla definitiva e gloriosa venuta di Cristo alla fine dei tempi. Esso ha quindi un significato spiccatamente escatologico ed invita il credente a trascorrere ogni giorno, ogni momento alla presenza di Colui "che è, che era e che viene" (Ap 1,4), a cui appartiene il futuro del mondo e dell'uomo. Ecco la speranza cristiana! Senza questa prospettiva, la nostra esistenza si ridurrebbe ad un vivere per la morte.

Cristo è il nostro Redentore: Redemptor mundi et hominis, Redentore del mondo e dell'uomo. Egli è venuto fra noi per aiutarci a varcare la soglia che conduce alla porta della vita, la "porta santa" che è Lui stesso.

5. Questa consolante verità sia sempre ben presente ai nostri occhi, mentre andiamo pellegrini verso il grande Giubileo. Essa costituisce la ragione ultima della gioia alla quale ci esorta l'odierna liturgia: "Andiamo con gioia incontro al Signore". Credendo in Cristo crocifisso e risorto, crediamo nella risurrezione della carne e nella vita eterna.

Tertio millennio adveniente. In questa prospettiva, gli anni, i secoli ed i millenni acquistano quel senso definitivo dell'esistenza che il Giubileo dell'Anno Duemila vuole svelarci.

Guardando a Cristo, facciamo nostre le parole di un antico canto popolare:

"La salvezza è venuta mediante la croce,
questo è un grande mistero.

Ogni sofferenza ha un senso:
porta alla pienezza di vita".

Con questa fede nel cuore, che è la fede della Chiesa, apro oggi, quale Vescovo di Roma, il terzo anno di preparazione al grande Giubileo. Lo apro nel nome del Padre celeste, che "ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui... abbia la vita eterna" (Gv 3,16).

[Papa Giovanni Paolo II, omelia 29 novembre 1998]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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«The Spirit of the Lord is upon me, because he has anointed me to preach good news to the poor» (Lk 4:18). Every minister of God has to make his own these words spoken by Jesus in Nazareth [John Paul II]
«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato per annunziare un lieto messaggio» (Lc 4, 18). Ogni ministro di Dio deve far sue nella propria vita queste parole pronunciate da Gesù di Nazareth [Giovanni Paolo II]
It is He himself who comes to meet us, who lowers Heaven to stretch out his hand to us and raise us to his heights [Pope Benedict]
È Lui stesso che ci viene incontro, abbassa il cielo per tenderci la mano e portarci alla sua altezza [Papa Benedetto]
As said st. Augustine: «The Word of God which is explained to you every day and in a certain sense "broken" is also daily Bread». Complete food: basic and “compote” food - historical and ideal, in actuality
Come diceva s. Agostino: «La Parola di Dio che ogni giorno viene a voi spiegata e in un certo senso “spezzata” è anch’essa Pane quotidiano». Alimento completo: cibo base e “companatico” - storico e ideale, in atto
What begins as a discovery of Jesus moves to a greater understanding and commitment through a prayerful process of questions and discernment (John Paul II)
Quel che inizia come una scoperta di Gesù conduce a una maggiore comprensione e dedizione attraverso un devoto processo di domande e discernimento (Giovanni Paolo II)
John's Prologue is certainly the key text, in which the truth about Christ's divine sonship finds its full expression (John Paul II)
Il Prologo di Giovanni è certamente il testo chiave, nel quale la verità sulla divina figliolanza di Cristo trova la sua piena espressione (Giovanni Paolo II)
Innocence prepares, invokes, hastens Peace. But are these things of so much value and so precious? The answer is immediate, explicit: they are very precious gifts (Pope Paul VI)
L’innocenza prepara, invoca, affretta la Pace. Ma si tratta di cose di tanto valore e così preziose? La risposta è immediata, esplicita: sono doni preziosissimi (Papa Paolo VI)
We will not find a wall, no. We will find a way out […] Let us not fear the Lord (Pope Francis)
Non troveremo un muro, no, troveremo un’uscita […] Non abbiamo paura del Signore (Papa Francesco)
Raw life is full of powers: «Be grateful for everything that comes, because everything was sent as a guide to the afterlife» [Gialal al-Din Rumi]
La vita grezza è colma di potenze: «Sii grato per tutto quel che arriva, perché ogni cosa è stata mandata come guida dell’aldilà» [Gialal al-Din Rumi]
It is not enough to be a pious and devoted person to become aware of the presence of Christ - to see God himself, brothers and things with the eyes of the Spirit. An uncomfortable vision, which produces conflict with those who do not want to know
Non basta essere persone pie e devote per rendersi conto della presenza di Cristo - per vedere Dio stesso, i fratelli e le cose con gli occhi dello Spirito. Visione scomoda, che produce conflitto con chi non ne vuol sapere
An eloquent and peremptory manifestation of the power of the God of Israel and the submission of those who did not fulfill the Law was expected. Everyone imagined witnessing the triumphal entry of a great ruler, surrounded by military leaders or angelic ranks...

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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