Gesù spiega ai suoi intimi che il Figlio dell’uomo non avrà trionfi mondani, e che dovrà soffrire molto per mano degli anziani, capi dei sacerdoti e scribi. Quindi rimprovera a Pietro - che ci rappresenta tutti - il suo modo di pensare banale, non secondo Dio.
Ma chi avvicinava Francesco capiva subito che era un uomo che pensava secondo Dio e non secondo gli uomini.
Infatti le sue parole, i suoi gesti, erano così diversi dal corrivo pensare e agire della gente, da suscitare stupore.
Le Fonti, preziose testimonianze del tempo, ne danno conferma.
"Veramente, Francesco portava sempre nel cuore quel mazzetto di mirra*, sempre fissava il volto del suo Cristo, sempre rimaneva a contatto dell’Uomo dei dolori, che conosce tutte le sofferenze" (FF 672).
Nei patimenti dei poveri vedeva quelli del Povero per eccellenza: Cristo; adoperandosi ad alleviarle in ogni modo.
"Una volta, mentre ritornava da Siena, incontrò un povero. Si dava il caso che Francesco, a causa della malattia, avesse indosso sopra l’abito un mantello.
Mirando con occhi misericordiosi la miseria di quell’uomo, disse al compagno:
«Bisogna che restituiamo il mantello a questo povero: perché è suo. Difatti noi lo abbiamo ricevuto in prestito, fino a quando ci sarebbe capitato di trovare qualcuno più povero di noi».
Il compagno, però, considerando lo stato in cui il padre pietoso si trovava, oppose un netto rifiuto: egli non aveva il diritto di dimenticare se stesso, per provvedere all’altro.
Ma il Santo:
«Ritengo che il Grande Elemosiniere mi accuserà di furto, se non darò quel che porto indosso a chi è più bisognoso» (FF 1143).
Esempio del pensare secondo Dio e secondo gli uomini.
Due logiche lontane: l’amore che dona se stesso fino in fondo, senza badare alle sofferenze da portare fino allo sfinimento - e l’amor proprio che fugge o vuole fuggire da tutto ciò che è prova, sofferenza, disagio, sconvenienza.
Francesco aveva scelto Cristo e amava: pensava come Gesù, secondo la misura del Vangelo.
L’Araldo del Gran Re, in verità, ripeteva al Figlio di Dio, con la sua nuda esistenza e continuamente:
«Tu sei il Cristo».
In ciò che operava se ne udiva sempre l’eco.
* La mirra, racchiusa in sacchetti o borsette apposite, era portata al collo dalle donne eleganti del tempo. Qui il mazzetto di mirra simboleggia Cristo sofferente, sempre amorosamente presente nel cuore di Francesco.
«Va’ via, dietro a me satana! [Tu] mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini!» (Mt 16,23)
Domenica 22.a T.O. anno A (Mt 16,21-27)







