Apr 22, 2026 Scritto da 

Maestro e discepolo accomunati dalla stessa Via

«Chi riceve colui che manderò, riceve me; ma chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato» (Gv 13,20).

Gesù, nell’ultima Cena, dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli li invita a fare altrettanto, ricordando loro che un inviato non è più grande di chi lo ha mandato.

Al tempo stesso rammenta che ricevere colui che Dio manda significa ospitare il Signore stesso.

 

Francesco sapeva, per grazia, che accogliere è l’infinito del verbo disvelare.

Il Signore si manifesta a colui che ospita con amore l’inviato del Padre delle Misericordie.

Il Povero e i suoi figli conobbero l’accoglienza speciale del vescovo assisano, come è narrato nella Leggenda dei tre compagni:

"Arrivati a Roma, vi trovarono il vescovo di Assisi, che li ricevette con grande gioia.

Egli nutriva una stima affettuosa per Francesco e tutti i frati; ma, ignorando il motivo della loro venuta, fu preso da ansietà: temeva che volessero abbandonare Assisi, dove il Signore aveva cominciato per loro mezzo a compiere meraviglie di bene.

Egli era fiero e felice di avere nella sua diocesi uomini così zelanti, sulla cui vita esemplare faceva moltissimo conto.

Quando però seppe lo scopo del viaggio e comprese i loro progetti, ne fu rasserenato e promise di consigliarli e aiutarli" (FF 1456).

Ma c’era anche chi reagiva diversamente con i frati inviati:

"Molti li prendevano per dei ciarlatani o sempliciotti, e non volevano riceverli in casa, per paura che commettessero dei furti.

In diverse località, dopo aver ricevuto un mucchio d’ingiurie, non trovavano dove rifugiarsi, se non sotto i portici delle chiese o delle case.

Un giorno due frati giunsero a Firenze. Girarono mendicando tutta la città, senza però trovare uno che li ospitasse.

Arrivati a una casa che aveva davanti un porticato, sotto il quale c’era il forno, si dissero:

«Potremo riposarci qui».

Pregarono però la padrona di riceverli in casa, ma quella ricusò.

Allora umilmente le proposero che permettesse loro almeno di rifugiarsi quella notte vicino al forno. La donna acconsentì […]

Quella notte dormirono a disagio fino all’alba, presso il forno, scaldati dal solo amore divino e protetti dalla coperta di Madonna Povertà.

Si levarono per andare alla chiesa più vicina, per partecipare alla liturgia del mattino" (FF 1442).

Nel riconoscere colui che Cristo invia è insita la rivelazione dell’incontro autentico e personale con Gesù.

Inoltre, Francesco e i suoi avevano la chiara consapevolezza che se avessero respinto il Maestro la via del discepolo non avrebbe potuto essere dissimile.

Da qui l’accogliere tutto, dimorando nell’Amore.

Le Fonti ricordano che in ciò riposa la Perfetta Letizia, come Francesco insegnò a frate Leone:

" «Ecco, io torno da Perugia e, a notte profonda, giungo qui, ed è un inverno fangoso e così rigido che, all’estremità della tonaca, si formano dei ghiaccioli d’acqua congelata […] giungo alla porta e, dopo aver a lungo picchiato e chiamato, viene un frate e chiede:

«Chi è?».

Io rispondo:

«Frate Francesco» […]

l’altro risponde:

«Vattene, tu sei un semplice ed un idiota, qui non ci puoi venire ormai […]».

E io sempre resto davanti alla porta e dico:

«Per amor di Dio, accoglietemi per questa notte» […]

«Ebbene se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera letizia e qui la vera virtù e la salvezza dell’anima» " (FF 278).

 

 

Giovedì della 4.a sett. di Pasqua  (Gv 13,16-20)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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Jesus showed us with a new clarity the unifying centre of the divine laws revealed on Sinai […]  Indeed, in his life and in his Paschal Mystery Jesus brought the entire law to completion.  Uniting himself with us through the gift of the Holy Spirit, he carries with us and in us the “yoke” of the law, which thereby becomes a “light burden” (Pope Benedict)
Gesù ci ha mostrato con una nuova chiarezza il centro unificante delle leggi divine rivelate sul Sinai […] Anzi, Gesù nella sua vita e nel suo mistero pasquale ha portato a compimento tutta la legge. Unendosi con noi mediante il dono dello Spirito Santo, porta con noi e in noi il "giogo" della legge, che così diventa un "carico leggero" (Papa Benedetto)
An ancient hermit says: “The Beatitudes are gifts of God and we must say a great ‘thank you’ to him for them and for the rewards that derive from them, namely the Kingdom of God in the century to come and consolation here; the fullness of every good and mercy on God’s part … once we have become images of Christ on earth” (Peter of Damascus) [Pope Benedict]
Afferma un antico eremita: «Le Beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio … una volta che si sia divenuti immagine del Cristo sulla terra» (Pietro di Damasco) [Papa Benedetto]
"How will we be able to live without him?". In these words of St Ignatius we hear echoing the affirmation of the martyrs of Abitene: "Sine dominico non possumus" [Pope Benedict]
"Come potremmo vivere senza di Lui?". Sentiamo echeggiare in queste parole di Sant’Ignazio l’affermazione dei martiri di Abitene: "Sine dominico non possumus" [Papa Benedetto]
The kingdom of Christ is manifested, as the Council teaches, in the 'kingship' of man [John Paul II]
Il regno di Cristo si manifesta, come insegna il Concilio, nella “regalità” dell’uomo [Giovanni Paolo II]
In the middle of the dense forest of rules and regulations — to the legalisms of past and present — Jesus makes an opening through which one can catch a glimpse of two faces: the face of the Father and the face of the brother. He does not give us two formulas or two precepts: there are no precepts nor formulas. He gives us two faces [Pope Francis]
In mezzo alla fitta selva di precetti e prescrizioni – ai legalismi di ieri e di oggi – Gesù opera uno squarcio che permette di scorgere due volti: il volto del Padre e quello del fratello. Non ci consegna due formule o due precetti: non sono precetti e formule; ci consegna due volti [Papa Francesco]
Whoever is inscribed in God's name participates in God's life, and lives. Therefore to believe is to be inscribed in the name of God. Thus we are alive. Whoever has a share in God's name is not dead but rather belongs to the living God. In this sense we should be able to understand the dynamism of faith, which entails enrolling our names in the name of God and in this way entering into life [Pope Benedict]
Chi è scritto nel nome di Dio partecipa alla vita di Dio, vive. E così credere è essere iscritti nel nome di Dio. E così siamo vivi. Chi appartiene al nome di Dio non è un morto, appartiene al Dio vivente. In questo senso dovremmo capire il dinamismo della fede, che è un iscrivere il nostro nome nel nome di Dio e così un entrare nella vita [Papa Benedetto]
As sometimes happens in the Gospel, faced with the trap set for him by his enemies, Jesus, with his response, rises above the contingent controversy and goes far beyond the particular and mutually divergent positions (John Paul II)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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