Il brano odierno del Vangelo giovanneo pone in evidenza il dialogo di Gesù con Nicodemo.
Questi rappresentava il gruppo dei Giudei che intuivano il valore della novità dell’insegnamento del giovane Rabbi - eppure non la comprendevano, perché distante dalla tradizione.
Il tema posto è il rinascere dall’Alto: «da acqua e Spirito» (Gv 3,5). Richiamo al Battesimo in Cristo.
Le Fonti illustrano nel merito quando Francesco fu portato al fonte battesimale:
“La madre lo aveva chiamato Giovanni, quando rinascendo dall’acqua e dallo Spirito Santo, da figlio d’ira era divenuto figlio della Grazia” (FF 583).
Francesco amò talmente lo Spirito di Dio, Fonte di ogni trasformazione, che lo nominò Ministro Generale dell’Ordine: sotto la sua egida avrebbe certo prodotto germogli di Grazia.
Il tema posto nel Vangelo è appunto il rinascere dall’Alto, dallo Spirito Santo.
La stessa Chiara, nella Bolla papale «Clara Claris praeclara» venne delineata con un profilo di novità spirituale, di Donna nuova rinata dall’alto.
Nel documento scorgiamo tutti i tratti che la contraddistinsero come anima invasa dallo Spirito Santo.
"O Chiara, dotata di tali e tante prerogative di chiarezza! Sei stata, invero, chiara prima della tua conversione, più chiara nel tuo cambiamento di vita, luminosa nella tua vita claustrale, splendente infine di luce vivissima dopo il corso della presente esistenza!
Da Chiara spuntò per il mondo un chiaro specchio di esempio" (FF 3282).
"Ella veramente rifulse mentre viveva nel mondo, ma più vivida risplendette nella vita religiosa; brillò come raggio nella casa paterna, ma nel chiostro irradiò come un sole.
Scintillò in vita, ma dopo la morte splende radiosa; fu chiara in terra, ma in cielo rifulge d’immenso chiarore" (FF 3283).
Guardando la sua vicenda si comprende cosa vuol dire rinascere dall’alto!
Infatti, nella Lettera ai Fedeli scritta da Francesco, leggiamo:
«E tutti quelli e quelle che si diporteranno in questo modo, fino a quando faranno tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli ne farà sua abitazione e dimora. E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù.
Siamo sposi, quando l’anima fedele si congiunge a Gesù Cristo per l’azione dello Spirito Santo.
E siamo fratelli, quando facciamo la volontà del Padre suo, che è in cielo. Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l’amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri» (FF 200).
Dunque, Francesco visse ciò che la sua stessa ‘pianticella’ incarnò: il rinascere dall’acqua e dallo Spirito in modo eloquente.
«Non meravigliarti poiché ti ho detto: Voi dovete nascere dall’alto» (Gv 3,7).
Martedì 2.a sett. di Pasqua (Gv 3,7-15)







