Nel brano di Vangelo è presentata la testimonianza di Giovanni, il Precursore.
A chi gli chiede chi fosse, egli si presenta come «Voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1,23).
Battezzava con acqua per preparare i cuori a Colui che Viene e a cui il Battista non si sente degno neppure di sciogliere il legaccio dei sandali.
All’umile e forte testimonianza del Precursore fa eco quella di Francesco che, a piedi nudi, annuncia Colui che ha rivoluzionato la sua esistenza: Gesù - che lo ha battezzato in Spirito Santo e Fuoco.
Alla stregua di Giovanni, il Poverello si percepisce indegno e inadeguato; ma la Resurrezione ricevuta lo ha trasformato in un audace Araldo del Gran Re, cui desidera preparare la via.
Gesù è la Via, ma manda innanzi a sé annunciatori del Regno, della Parola fatta carne.
Nelle Fonti si legge:
"Moltissimi, infiammati dalla sua predicazione, si vincolavano alle nuove leggi della penitenza, secondo la forma indicata dall’uomo di Dio.
Il servo di Cristo stabilì che la loro forma di vita si denominasse Ordine dei fratelli della Penitenza.
Questo nuovo Ordine ammetteva tutti, chierici e laici, vergini e coniugi dell’uno e dell’altro sesso, perché la via della penitenza è comune per tutti quelli che vogliono tendere al cielo" (FF 1073).
"Egli, infatti, era stato eletto da Dio, come un nuovo Elia, ad essere cocchio ed auriga degli uomini spirituali" (FF 1070).
Sì, Francesco fu e resta Voce di uno che, in quel tempo, gridò nel deserto del mondo e continua a farlo con il suo esempio, esortandoci a fare la nostra parte come lui fece la sua.
«Io sono voce di uno che grida nel deserto. Raddrizzate la via del Signore, come disse il profeta Isaia» (Gv 1,23)
Feria propria del 2 gennaio (Gv 1,19-28)







