Apr 17, 2026 Scritto da 

Umili per cose grandi: salus animarum vs salus idearum

Magnanimità nell’umiltà. È lo stile di vita del cristiano che voglia realmente essere testimone del vangelo sino agli orizzonti estremi del mondo. I contorni di questo modo d’essere «missionari nella Chiesa» sono stati tratteggiati da Papa Francesco, questa mattina, giovedì 25 aprile, durante l’ormai consueta celebrazione della messa nella cappella della Domus Sanctae Marthae.

[…] Come sempre il Pontefice ha commentato le letture del giorno, tratte dalla prima lettera di san Pietro (5, 5-14) e dal vangelo di Marco (16, 15-20). «Gesù, prima di salire al cielo, invia gli apostoli a evangelizzare, a predicare il regno. Li invia fino alla fine del mondo. “Andate in tutto il mondo”» ha esordito. E ha poi sottolineato l’universalità della missione della Chiesa, rimarcando il fatto che Gesù non dice agli apostoli di andare a Gerusalemme o nella Galilea, ma li invia in tutto il mondo. Dunque, apre un orizzonte grande. Da ciò si può capire la vera dimensione della «missionarietà della Chiesa», che va avanti predicando «a tutto il mondo. Ma — ha avvertito il Papa — non va avanti da sola; va con Gesù».

Dunque gli apostoli partirono e predicarono dappertutto. Ma «il Signore — ha precisato — agiva insieme con loro. Il Signore lavora con tutti quelli che predicano il Vangelo. Questa è la magnanimità che i cristiani devono avere. Un cristiano pusillanime non si capisce. È propria della vocazione cristiana questa magnanimità: sempre di più, sempre di più, sempre di più; sempre avanti».

Tuttavia — ha avvertito — può anche capitare qualcosa «che non sia tanto cristiana». A quel punto, «come dobbiamo andare avanti? qual è lo stile che Gesù vuole per i suoi discepoli nella predicazione del Vangelo, in questa missionarietà?» si è chiesto il Pontefice. E ha indicato la risposta nel testo di san Pietro, il quale «ci spiega un po’ questo stile: “Carissimi rivestitevi di umiltà, gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili”. Lo stile della predicazione evangelica va su questo atteggiamento, l’umiltà, il servizio, la carità, l’amore fraterno».

Il Papa ha poi immaginato la possibile obiezione di un cristiano dinanzi al Signore che propone questo stile: «“Ma Signore, noi dobbiamo conquistare il mondo!”». E ha mostrato cosa ci sia di sbagliato in questo atteggiamento: «Questa parola, “conquistare”, non va. Noi dobbiamo predicare nel mondo. Il cristiano non deve essere come i soldati che quando vincono la battaglia fanno piazza pulita, di tutto».

A questo punto Papa Francesco ha fatto riferimento a un testo medioevale nel quale si narra che i cristiani, dopo aver vinto una battaglia e conquistata una città, misero in fila tutti i pagani e li schierarono tra il battistero e la spada, imponendogli di scegliere: l’acqua, cioè il battesimo, o l’arma, cioè la morte. E ha affermato: «Non è questo lo stile del cristiano. Il suo stile è quello di Gesù, umile».

Il cristiano — ha spiegato — «predica, annuncia il Vangelo con la sua testimonianza più che con le parole. Mi diceva un vescovo saggio, d’Italia, pochi giorni fa: “Alle volte noi facciamo confusione e pensiamo che la nostra predicazione evangelica deve essere una salus idearum e non una salus animarum, la salute delle idee e non la salute delle anime. Ma come si arriva alla salute delle anime? Con l’umiltà, con la carità. San Tommaso ha una frase bellissima su questo: “È come andare verso quell’orizzonte che non finisce mai perché è sempre un orizzonte”. E allora come procedere con questo atteggiamento cristiano? Lui dice non spaventarsi delle cose grandi. Andare avanti, tenendo conto anche delle piccole cose. Questo è divino. È come una tensione fra il grande e il piccolo; tutte e due, questo è cristiano. La missionarietà cristiana, la predica del Vangelo della Chiesa, va per questa strada».

La conferma sta proprio nel vangelo di Marco. Il Papa lo ha notato: «Non si può procedere in altro modo. E nel Vangelo, alla fine, c’è una frase bellissima quando dice che Gesù agiva insieme con loro e “confermava la parola con i segni che l’accompagnavano”. Quando noi andiamo con questa magnanimità e anche con questa umiltà, quando noi non ci spaventiamo delle cose grandi, di questo orizzonte, ma prendiamo anche le cose piccole, come l’umiltà e la carità quotidiana, il Signore conferma la Parola e andiamo avanti. Il trionfo della Chiesa è la risurrezione di Gesù. C’è la croce prima».

«Chiediamo oggi al Signore — ha concluso — di diventare missionari nella Chiesa, apostoli nella Chiesa ma con questo spirito: una grande magnanimità e anche una grande umiltà».

[Papa Francesco, omelia s. Marta, in L’Osservatore Romano 26/04/2013]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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To be Christians means to be missionaries, to be apostles (cfr. Decree Apostolicam Actuositatem, n.2). It is not enough to discover Christ - you must bring Him to others! [John Paul II]
Essere cristiani significa essere missionari-apostoli (cfr. «Apostolicam Actuositatem», 2). Non basta scoprire Cristo - bisogna portarlo agli altri! [Giovanni Paolo II]
What is meant by “eat the flesh and drink the blood” of Jesus? Is it just an image, a figure of speech, a symbol, or does it indicate something real? (Pope Francis)
Che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù?, è solo un’immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? (Papa Francesco)
What does bread of life mean? We need bread to live. Those who are hungry do not ask for refined and expensive food, they ask for bread. Those who are unemployed do not ask for enormous wages, but the “bread” of employment. Jesus reveals himself as bread, that is, the essential, what is necessary for everyday life; without Him it does not work (Pope Francis)
Che cosa significa pane della vita? Per vivere c’è bisogno di pane. Chi ha fame non chiede cibi raffinati e costosi, chiede pane. Chi è senza lavoro non chiede stipendi enormi, ma il “pane” di un impiego. Gesù si rivela come il pane, cioè l’essenziale, il necessario per la vita di ogni giorno, senza di Lui la cosa non funziona (Papa Francesco)
In addition to physical hunger man carries within him another hunger — all of us have this hunger — a more important hunger, which cannot be satisfied with ordinary food. It is a hunger for life, a hunger for eternity which He alone can satisfy, as he is «the bread of life» (Pope Francis)
Oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame – tutti noi abbiamo questa fame – una fame più importante, che non può essere saziata con un cibo ordinario. Si tratta di fame di vita, di fame di eternità che Lui solo può appagare, in quanto è «il pane della vita» (Papa Francesco)
The Eucharist draws us into Jesus' act of self-oblation. More than just statically receiving the incarnate Logos, we enter into the very dynamic of his self-giving [Pope Benedict]
L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione [Papa Benedetto]
Jesus, the true bread of life that satisfies our hunger for meaning and for truth, cannot be “earned” with human work; he comes to us only as a gift of God’s love, as a work of God (Pope Benedict)
Gesù, vero pane di vita che sazia la nostra fame di senso, di verità, non si può «guadagnare» con il lavoro umano; viene a noi soltanto come dono dell’amore di Dio, come opera di Dio (Papa Benedetto)
The locality of Emmaus has not been identified with certainty. There are various hypotheses and this one is not without an evocativeness of its own for it allows us to think that Emmaus actually represents every place: the road that leads there is the road every Christian, every person, takes. The Risen Jesus makes himself our travelling companion as we go on our way, to rekindle the warmth of faith and hope in our hearts and to break the bread of eternal life (Pope Benedict)
La località di Emmaus non è stata identificata con certezza. Vi sono diverse ipotesi, e questo non è privo di una sua suggestione, perché ci lascia pensare che Emmaus rappresenti in realtà ogni luogo:  la strada che vi conduce è il cammino di ogni cristiano, anzi, di ogni uomo. Sulle nostre strade Gesù risorto si fa compagno di viaggio, per riaccendere nei nostri cuori il calore della fede e della speranza e spezzare il pane della vita eterna (Papa Benedetto)

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