La parabola del figliol prodigo è uno dei passi più apprezzati delle Sacre Scritture. La sua profonda illustrazione della misericordia di Dio e l'importante desiderio umano di conversione e di riconciliazione, come pure la ripresa dei rapporti interrotti, parlano agli uomini e alle donne di ogni età. La tentazione dell'uomo di esercitare la propria libertà allontanandosi da Dio è frequente. Ora, l'esperienza del figliol prodigo ci fa constatare sia nella storia sia nella nostra vita che quando la libertà viene ricercata al di fuori di Dio il risultato è negativo: perdita della dignità personale, confusione morale e disgregazione sociale. Al contrario, l'amore appassionato del Padre per l'umanità vince l'orgoglio umano. Donato gratuitamente, è un amore che perdona e che porta le persone a entrare più profondamente nella comunione della Chiesa di Cristo. Offre veramente a tutti i popoli l'unità in Dio e, come mostra in maniera perfetta il Cristo sulla Croce, riconcilia la giustizia e l'amore" (cfr Deus caritas est, n. 10).
E che dire del fratello maggiore? Non è forse egli, in un certo senso, anche tutti gli uomini e tutte le donne? Forse, soprattutto quelli che si allontanano tristemente dalla Chiesa? La sua razionalizzazione del proprio atteggiamento e delle proprie azioni suscita una certa simpatia, ma, in ultima analisi, descrive la sua incapacità di comprendere l'amore incondizionato. Incapace di pensare al di là dei limiti della giustizia naturale, resta intrappolato nell'invidia e nell'orgoglio, staccato da Dio, isolato dagli altri e a disagio con se stesso.
Cari Fratelli, che la riflessione sui tre personaggi di questa parabola, ossia il Padre nella sua abbondante misericordia, il figlio più giovane nella sua gioia di essere perdonato e il fratello maggiore nel suo tragico isolamento, vi confermi nel vostro desiderio di affrontare la perdita del senso del peccato, a cui avete fatto riferimento nei vostri resoconti. Questa priorità pastorale riflette la grande speranza che i fedeli sperimentino l'amore infinito di Dio quale chiamata ad approfondire la loro unità ecclesiale e a superare la divisione e la frammentazione che tanto spesso feriscono le famiglie e le comunità di oggi. Da questo punto di vista, la responsabilità del Vescovo di indicare la presenza distruttiva del peccato è prontamente intesa quale servizio di speranza: rafforza i credenti affinché evitino il male e scelgano la perfezione dell'amore e la pienezza della vita cristiana.
[Papa Benedetto, Discorso ai Vescovi del Canada 9 ottobre 2006]