Nel Vangelo di questa domenica Gesù propone la parabola dei lavoratori a giornata.
Dio non è un Padre dispotico, ma dispensa i suoi beni in totale gratuità. Così Egli tratta con magnanimità anche coloro che sono arrivati all’ultima ora.
Questi temi sono presenti in modo assiduo nelle Fonti francescane.
Infatti, in quelli che denominiamo «Scritti di Francesco» (per lo più dettati a qualche frate che si faceva suo segretario) emerge con chiarezza la ferma adesione del Poverello al Vangelo stesso, dando ad ogni anima l’occasione propizia per servire il Signore.
E Chiara non era da meno!
Nel Testamento lasciato alle sorelle leggiamo:
«Ma poiché stretta è la via e il sentiero, ed angusta la porta per la quale ci si incammina e si entra nella vita, pochi sono quelli che la percorrono e vi entrano; e se pure vi sono quelli che per un poco di tempo vi camminano, pochissimi perseverano in essa.
Beati però quelli cui è concesso di camminare per questa via e di perseverarvi fino alla fine» (FF 2850).
E nella Leggenda:
“Da allora non respinse più alcuna incombenza servile, al punto che, per lo più, era lei a versare l’acqua sulle mani delle sorelle, se ne stava in piedi per assisterle, mentre esse sedevano e le serviva a tavola mentre mangiavano” (FF 3180).
Già, quanti nella vita sono stati considerati ultimi o si sono fatti minimi per il Vangelo saranno i primi nel Regno di Dio!
Anche perché Dio vuole dare a tutti la possibilità di lavorare nella sua vigna, senza mettere veti.
La sua Logica è diversa da quella degli uomini!
«Così gli ultimi saranno i primi e i primi, ultimi» (Mt 20,16)
Domenica 25.a T.O. anno A (Mt 20,1-16)







