Il brano odierno di Matteo evidenzia l’importanza, sottolineata da Gesù, dei vari tipi di ascolto della Parola.
Egli dà spiegazione ai suoi circa il significato della parabola del Seminatore, così che i suoi discepoli ne facciano tesoro.
In Francesco d’Assisi l’ascolto attento delle Scritture, poi vissute, era uno stile di vita.
Le Fonti lo ritraggono di frequente tutto proteso ad assimilare la Parola di Dio, cercata e offerta.
Nella Lettera a tutto l’Ordine:
"E poiché chi è da Dio ascolta le parole di Dio, perciò noi, che in modo tutto speciale siamo deputati ai divini uffici, dobbiamo non solo ascoltare e praticare quello che Dio dice, ma anche, per radicare in noi l’altezza del nostro Creatore e la nostra sottomissione a lui, custodire i vasi sacri e i libri liturgici, che contengono le sante parole" (FF 224).
Nelle Fonti c’è un episodio particolarmente plastico che denota l’atteggiamento di fede e l’orecchio interiore attento del Poverello, che si rivela terreno fecondo.
"Mentre un giorno ascoltava devotamente la messa degli Apostoli, sentì recitare il brano del Vangelo in cui Cristo, inviando i discepoli a predicare, consegna loro la forma di vita evangelica, dicendo:
«Non tenete né oro né argento né denaro nelle vostre cinture; non abbiate bisaccia da viaggio, né due tuniche, né calzari, né bastone».
Questo udì, comprese e affidò alla memoria l’amico della povertà apostolica e, subito, ricolmo d’indicibile letizia, esclamò:
«Questo è ciò che desidero, questo è ciò che bramo con tutto il cuore!».
Si toglie i calzari dai piedi; lascia il bastone; maledice bisaccia e denaro e, contento di una sola tonachetta, butta via la cintura e la sostituisce con una corda e mette ogni sua preoccupazione nello scoprire come realizzare a pieno le parole sentite e adattarsi in tutto alla regola della santità, dettata dagli apostoli" (FF 1051).
Francesco fu quel terreno buono che ascoltò e comprese la Parola, dando frutto in abbondanza.
Aveva capito che la qualità dell’ascolto è luogo autorevole di raccolto.
«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno» (Mt 13,23).
Venerdì 16.a sett. T.O. (Mt 13,18-23)







