Nella liturgia del Ss.mo Cuore di Gesù ci viene proposto un brano di Matteo in cui l’identikit del vero Pastore è dato dal cuore umile e mite che lo contraddistingue.
Gesù loda il Padre per aver rivelato le cose del Cielo ai piccoli e non ai dotti.
Dunque il pastore segue le sue inconfondibili orme.
La vita di Francesco, il Povero, è ricca di episodi singolari, che testimoniano l’ampiezza di un cuore nuovo, improntato all’Amore, attestando il suo essere pastore misericordioso delle anime.
All’inizio della loro vita comunitaria, i frati vivevano a Rivotorto, a 3 Km dalla Porziuncola.
Ecco cosa accadde in quel luogo una sera:
"Una notte, una di quelle pecorelle, mentre le altre dormivano, si mise a gridare: «Muoio, fratelli, ecco, muoio di fame!».
Il saggio pastore si alzò immediatamente e si affrettò a portare l’aiuto opportuno alla pecorella infermiccia.
Ordinò di preparare la mensa, anche se con cibi alla buona […]
Proprio lui cominciò a mangiare per primo ed invitò a quel dovere di carità gli altri frati, perché il poverino non avesse ad arrossire.
Preso il cibo col timore del Signore, affinché fosse completo l’atto di carità, il Padre tenne ai figli un lungo discorso sulla virtù della discrezione.
Prescrisse di offrire sempre a Dio un sacrificio condito di prudenza, ammonendoli accortamente di tener conto, nel servizio divino, delle proprie forze […]
Poi soggiunse:
«Carissimi, ciò che ho fatto mangiando, sappiate che è stato fatto non per bramosia, ma per doverosa attenzione e perché me lo ha imposto la carità fraterna.
La carità vi sia di esempio, non il cibo, perché questo soddisfa la gola, quella invece lo spirito» " (FF 608).
E ancora:
"Un giorno, trovandosi in cammino nei pressi di Siena, incontrò un grande gregge di pecore al pascolo.
Secondo il suo solito, le salutò benevolmente, e quelle, smettendo di brucare, corsero tutte insieme da lui, sollevando il muso e fissandolo con gli occhi alzati.
Gli fecero tanta festa che i frati e i pastori ne rimasero stupefatti, vedendo gli agnelli e perfino gli arieti saltellargli intorno in modo così meraviglioso" (FF 1147- Leggenda maggiore).
La Carità ha un profumo speciale e tutte le creature ne riconoscono la fragranza.
«[…] imparate da me, che sono mite e basso di cuore, e troverete riposo per le vostre vite» (Mt 11,29b)
Sacratissimo Cuore di Gesù - anno A (Mt 11,25-30)







