«Andando in tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15).
Gesù Risorto, prima di ascendere al Padre, affidò ai discepoli la missione universale di proclamare il Vangelo a ogni creatura, sottolineando come l’annuncio sarebbe stato confermato da segni, anticipazione di quella salvezza piena che è attesa nel futuro di Dio.
Francesco dette la misura di tutto questo quando partì in missione verso Oriente, per incontrare il Sultano.
Le Fonti recitano così:
"Nel tredicesimo anno della sua conversione, partì per la Siria, e mentre infuriavano aspre battaglie tra cristiani e pagàni, preso con sé un compagno*, non esitò a presentarsi al cospetto del Sultano*.
Chi potrebbe descrivere la sicurezza e il coraggio con cui gli stava davanti e gli parlava? […]
Prima di giungere al Sultano, i suoi sicari l’afferrarono, l’insultarono, lo sferzarono, ed egli non temette nulla […] e sebbene investito dall’odio brutale di molti, venne accolto dal Sultano con grande onore!" (FF 422).
Sosteneva che il predicatore chiamato ad annunciare il Vangelo «deve prima attingere nel segreto della preghiera ciò che poi riverserà nei discorsi. Prima deve riscaldarsi interiormente, per non proferire all’esterno fredde parole […] essi sono la vita del corpo, gli avversari dei demoni, essi sono la lampada del mondo» (FF 747).
Questi annunciano la salvezza, compiono segni, perché ciò che portano in cuore trabocca all’esterno e Dio opera in loro.
Tale modello era quanto i frati vedevano in Francesco, quale testimonianza e annuncio fattivo del Risorto.
“I frati che vissero con lui inoltre sanno molto bene come ogni giorno, anzi ogni momento, affiorasse sulle sue labbra il ricordo di Cristo; con quanta soavità e dolcezza gli parlava, con quale tenero amore discorreva con Lui.
La bocca parlava per l’abbondanza dei santi affetti del cuore, e quella sorgente di illuminato amore che lo riempiva dentro, traboccava anche di fuori.
Era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra […]” (FF 522).
E quando una creatura sparisce, facendo affiorare l’immagine del Figlio di Dio in lei, compie, ovunque si trovi, la più perfetta evangelizzazione, offre il più convincente annuncio.
Così Francesco, uomo nuovo fatto Parola vivente.
* Era frate Illuminato, come informa San Bonaventura.
- Probabilmente San Francesco arrivò dal Sultano Melek-el- Kamel nella tregua d’armi tra la fine di agosto e la fine di settembre del 1219.
S. Marco Evangelista (Mc 16,15-20)







