Mar 26, 2026 Scritto da 

Amore sino alla fine

La Passione del Signore narrata dall’evangelista Giovanni, ripropone alla nostra attenzione l’arresto e il tradimento del Figlio di Dio, il suo essere condotto davanti ai sommi sacerdoti Anna e Caifa.

Quest’ultimo pronunciò quella cruda espressione:

«Conviene che muoia un solo uomo per il popolo» (Gv 18,14).

Quindi condotto nel pretorio di Pilato che lo consegna ai capi dei sacerdoti e guardie per essere crocifisso.

Dramma d’Amore del nostro Dio per l’uomo da Lui amato!

 

Francesco trascorreva il venerdì santo unendosi alla Passione del Signore, immedesimato in essa.

Il digiuno, in coerenza con quanto Gesù dice nel Vangelo [quando sarà tolto loro lo Sposo, allora digiuneranno] era di certo rispettato in quel giorno da tutti i frati e dalle sorelle di San Damiano.

Nella Regola non bollata (1221), così Francesco si esprime:

«La santa Quaresima, invece, che comincia dall’Epifania e dura ininterrottamente per quaranta giorni, quella che il Signore consacrò con il suo santo digiuno, coloro che volontariamente la digiunano siano benedetti dal Signore, e coloro che non vogliono non siano obbligati. Ma l’altra, fino alla Resurrezione del Signore, la digiunino.

Negli altri tempi non siano tenuti a digiunare, se non il venerdì» (FF 84).

Così pure Chiara e le sue sorelle erano fedeli al digiuno, specie la Madre:

"Finché fu in salute, infatti, digiunava a pane e acqua la quaresima maggiore e la quaresima di San Martino vescovo, gustando solo la domenica un po’ di vino, se ne aveva […]" (FF 3194).

Le sorelle, preoccupate per la sua salute, deploravano con lacrime quelle morti quotidiane a cui si sottoponeva, finché Francesco le ordinò di non far passare giorno senza mangiare almeno un’oncia e mezza di pane.

L’unione alla Passione di Cristo era vissuta anzitutto interiormente, ma pure il corpo viveva il lutto per lo Sposo tradito, vilipeso e ucciso per la salvezza di molti.

Francesco piangeva la Passione del Signore riempiendo i boschi di lacrime e gemiti, mentre Chiara, in monastero, con tutta sé stessa prendeva parte al martirio di Cristo nell’orazione continua.

Nella Vita seconda del Celano, a riguardo degli ultimi momenti di vita del Poverello, viene riportato quanto segue:

"Trascorse i pochi giorni che gli rimasero in un inno di lode, invitando i suoi compagni dilettissimi* a lodare con lui Cristo. Egli poi, come gli fu possibile, proruppe in questo salmo:

«Con la mia voce ho gridato al Signore, con la mia voce ho chiesto soccorso al Signore».

Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio, e con certi versi, che aveva composto un tempo, le esortava all’amore divino. Perfino la morte, a tutti terribile e odiosa, esortava alla lode, e andandole incontro lieto, la invitava ad essere sua ospite:

«Ben venga, mia sorella morte!» " (FF 809).

E ancora:

"Si rivolse poi al medico*: «Coraggio, frate medico, dimmi pure che la morte è imminente: per me sarà la porta della vita!».

E ai frati:

«Quando mi vedrete ridotto all’estremo, deponetemi nudo sulla terra, come mi avete visto ieri l’altro, e dopo che sarò morto, lasciatemi giacere così per il tempo necessario a percorrere comodamente un miglio».

Giunse infine la sua ora, ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio" (FF 810).

Chiara, innamorata del suo Signore e pianticella del Serafico padre, passò altresì il giovedì santo e tutto il venerdì fra le piaghe di Cristo:

"Tutta quella notte e per tutto il giorno seguente rimane come assorbita, così fuori di sé stessa che, con gli occhi assenti, sempre fissa ad un’unica visione, sembra inchiodata con Cristo e del tutto insensibile.

Torna più volte da lei una figlia familiare, per vedere se per caso desideri qualche cosa, e sempre la trova immobile nella stessa posizione" (FF 3217).

L’amore per Cristo crocifisso fu per Chiara e Francesco fonte di ogni ragione di vita, di ogni gesto compiuto nel segno della croce, fiorita il mattino di Pasqua.

 

* frate Angelo e frate Leone.

* Il medico: Bongiovanni, nativo di Arezzo secondo varie fonti, o forse di Assisi, figlio di Marangone Cristiano.

 

 

Venerdì santo «Passione del Signore»  (Gv 18,1-19,42)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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What does bread of life mean? We need bread to live. Those who are hungry do not ask for refined and expensive food, they ask for bread. Those who are unemployed do not ask for enormous wages, but the “bread” of employment. Jesus reveals himself as bread, that is, the essential, what is necessary for everyday life; without Him it does not work (Pope Francis)
Che cosa significa pane della vita? Per vivere c’è bisogno di pane. Chi ha fame non chiede cibi raffinati e costosi, chiede pane. Chi è senza lavoro non chiede stipendi enormi, ma il “pane” di un impiego. Gesù si rivela come il pane, cioè l’essenziale, il necessario per la vita di ogni giorno, senza di Lui la cosa non funziona (Papa Francesco)
In addition to physical hunger man carries within him another hunger — all of us have this hunger — a more important hunger, which cannot be satisfied with ordinary food. It is a hunger for life, a hunger for eternity which He alone can satisfy, as he is «the bread of life» (Pope Francis)
Oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame – tutti noi abbiamo questa fame – una fame più importante, che non può essere saziata con un cibo ordinario. Si tratta di fame di vita, di fame di eternità che Lui solo può appagare, in quanto è «il pane della vita» (Papa Francesco)
The Eucharist draws us into Jesus' act of self-oblation. More than just statically receiving the incarnate Logos, we enter into the very dynamic of his self-giving [Pope Benedict]
L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù. Noi non riceviamo soltanto in modo statico il Logos incarnato, ma veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione [Papa Benedetto]
Jesus, the true bread of life that satisfies our hunger for meaning and for truth, cannot be “earned” with human work; he comes to us only as a gift of God’s love, as a work of God (Pope Benedict)
Gesù, vero pane di vita che sazia la nostra fame di senso, di verità, non si può «guadagnare» con il lavoro umano; viene a noi soltanto come dono dell’amore di Dio, come opera di Dio (Papa Benedetto)
The locality of Emmaus has not been identified with certainty. There are various hypotheses and this one is not without an evocativeness of its own for it allows us to think that Emmaus actually represents every place: the road that leads there is the road every Christian, every person, takes. The Risen Jesus makes himself our travelling companion as we go on our way, to rekindle the warmth of faith and hope in our hearts and to break the bread of eternal life (Pope Benedict)
La località di Emmaus non è stata identificata con certezza. Vi sono diverse ipotesi, e questo non è privo di una sua suggestione, perché ci lascia pensare che Emmaus rappresenti in realtà ogni luogo:  la strada che vi conduce è il cammino di ogni cristiano, anzi, di ogni uomo. Sulle nostre strade Gesù risorto si fa compagno di viaggio, per riaccendere nei nostri cuori il calore della fede e della speranza e spezzare il pane della vita eterna (Papa Benedetto)
Romano Guardini wrote that the Lord “is always close, being at the root of our being. Yet we must experience our relationship with God between the poles of distance and closeness. By closeness we are strengthened, by distance we are put to the test” (Pope Benedict)
Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova” (Papa Benedetto)

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