Dic 12, 2025 Scritto da 

«Non ti turbi alcun pensiero»

Il Vangelo di oggi volge lo sguardo su Maria di Nazareth e ci regala l’espressione principe dell’Annunciazione:

«Non temere, Maria, perché hai trovato Grazia presso Dio» (Lc 1,30).

Francesco si faceva giullare di Dio, ma per come l’ha amata, potremmo aggiungere: “giullare della santa Vergine”. Egli vede nel favore divino riversato da Dio su Maria il dono per eccellenza del Datore di ogni bene.

Chiara stessa, nel suo Testamento spirituale, rivolta alle sue figlie, dice:

«Per mezzo di queste virtù, e non per i nostri meriti, ma per la sola misericordia e Grazia del Donatore, lo stesso Padre delle misericordie, effondano sempre il profumo della loro buona fama su quelle che sono lontane, come su quelle che sono vicine» (FF 2846).

Mettendo così in evidenza come nemica della Grazia sia la detrazione, che Maria mai conobbe.

La Grazia fu compagna di viaggio di Francesco e Chiara d’Assisi.

Stupende espressioni, nel merito, le troviamo nella seconda lettera rivolta da Chiara ad Agnese di Praga. In vari passaggi, ben richiamano la bellezza di Maria di Nazareth:

«Rendo grazie all’Autore della grazia, dal quale, come crediamo, viene ogni bene sommo ed ogni dono perfetto, perché ti ha adornata di tanti riconoscimenti di virtù e ti ha illustrata con le insegne di così alta perfezione che, fatta diligente imitatrice del Padre, in cui è ogni perfezione, meriti di divenire a tua volta perfetta, talmente che i suoi occhi non trovino in te nessun segno di imperfezione» (FF 2872).

Chiara, ‘àltera Maria’, senza volerlo trasmette ad Agnese in queste poche righe ciò che lei vive per Grazia, offrendo la testimonianza del profumo mariano di ancella spalancata al Dono.

E Francesco, d’altro canto, nel suo cammino di conversione aveva così ben compreso gli effetti benefici della Grazia, da mettere in atto la stessa gratuità ricevuta nei confronti dei suoi frati, specie verso chi mostrava di averne più bisogno.

Le Fonti, infatti, narrano di un frate che in cuor suo rimuginava che potesse considerarsi degno della Grazia del cielo colui che il Santo trattasse con familiarità.

Al che Francesco, illuminato dallo Spirito si rivolse a questo frate dicendo:

«Non ti turbi alcun pensiero, o figlio, perché io ti ritengo il più caro tra tutti quelli che mi sono particolarmente cari e volentieri ti faccio dono della mia familiarità e del mio amore».

Il frate ne fu meravigliato e, divenuto da allora ancor più devoto, non solo crebbe nell’amore verso il Santo, ma per opera e Grazia dello Spirito Santo si arricchì di doni sempre maggiori (FF 1196).

 

 

Feria propria del 20 dicembre  (Lc 1,26-38)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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An ancient hermit says: “The Beatitudes are gifts of God and we must say a great ‘thank you’ to him for them and for the rewards that derive from them, namely the Kingdom of God in the century to come and consolation here; the fullness of every good and mercy on God’s part … once we have become images of Christ on earth” (Peter of Damascus) [Pope Benedict]
Afferma un antico eremita: «Le Beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio … una volta che si sia divenuti immagine del Cristo sulla terra» (Pietro di Damasco) [Papa Benedetto]
And quite often we too, beaten by the trials of life, have cried out to the Lord: “Why do you remain silent and do nothing for me?”. Especially when it seems we are sinking, because love or the project in which we had laid great hopes disappears (Pope Francis)
E tante volte anche noi, assaliti dalle prove della vita, abbiamo gridato al Signore: “Perché resti in silenzio e non fai nulla per me?”. Soprattutto quando ci sembra di affondare, perché l’amore o il progetto nel quale avevamo riposto grandi speranze svanisce (Papa Francesco)
The Kingdom of God grows here on earth, in the history of humanity, by virtue of an initial sowing, that is, of a foundation, which comes from God, and of a mysterious work of God himself, which continues to cultivate the Church down the centuries. The scythe of sacrifice is also present in God's action with regard to the Kingdom: the development of the Kingdom cannot be achieved without suffering (John Paul II)
Il Regno di Dio cresce qui sulla terra, nella storia dell’umanità, in virtù di una semina iniziale, cioè di una fondazione, che viene da Dio, e di un misterioso operare di Dio stesso, che continua a coltivare la Chiesa lungo i secoli. Nell’azione di Dio in ordine al Regno è presente anche la falce del sacrificio: lo sviluppo del Regno non si realizza senza sofferenza (Giovanni Paolo II)
For those who first heard Jesus, as for us, the symbol of light evokes the desire for truth and the thirst for the fullness of knowledge which are imprinted deep within every human being. When the light fades or vanishes altogether, we no longer see things as they really are. In the heart of the night we can feel frightened and insecure, and we impatiently await the coming of the light of dawn. Dear young people, it is up to you to be the watchmen of the morning (cf. Is 21:11-12) who announce the coming of the sun who is the Risen Christ! (John Paul II)
Per quanti da principio ascoltarono Gesù, come anche per noi, il simbolo della luce evoca il desiderio di verità e la sete di giungere alla pienezza della conoscenza, impressi nell'intimo di ogni essere umano. Quando la luce va scemando o scompare del tutto, non si riesce più a distinguere la realtà circostante. Nel cuore della notte ci si può sentire intimoriti ed insicuri, e si attende allora con impazienza l'arrivo della luce dell'aurora. Cari giovani, tocca a voi essere le sentinelle del mattino (cfr Is 21, 11-12) che annunciano l'avvento del sole che è Cristo risorto! (Giovanni Paolo II)
Christ compares himself to the sower and explains that the seed is the word (cf. Mk 4: 14); those who hear it, accept it and bear fruit (cf. Mk 4: 20) take part in the Kingdom of God, that is, they live under his lordship. They remain in the world, but are no longer of the world. They bear within them a seed of eternity a principle of transformation [Pope Benedict]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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